Gli ineffabili De Gregorio e Franceschini
fanno strame di quel grande evento di popolo
GIU` LE MANI DAL FAMILY DAY
Sono trascorsi due anni da quel fantastico 12 maggio del 2007, eppure c’è ancora chi mostra apertamente tutto il proprio astio politico e coglie ogni occasione, anche la più improbabile, per gettare un’ombra sul Family day. Prima ci ha provato Concita De Gregorio dagli schermi della 7. Ospite di Gad Lerner, il direttore de “l’Unità” ha affermato, riferendosi a Berlusconi che “…un uomo che organizza il Family day e poi…”. Poi lo stesso Dario Franceschini, segretario del Pd, a Ballarò arrischia un “e stendo un velo pietoso sul Family day”.
Tutte e due le affermazioni meritano una piccola chiosa. De Gregorio dice un`enorme falsità. Berlusconi, come peraltro nessun altro politico, non ha avuto alcun ruolo nel Family day. Si è limitato, come tanti altri esponenti del centrodestra e del centrosinistra, a fare una breve apparizione in piazza San Giovanni. La verità è che il Family day è stato promosso dal Forum delle associazioni familiari e sostenuto da oltre quaranta fra reti, associazioni, movimenti e nuove realtà ecclesiali italiane. Dunque una piazza di credenti (e non credenti) che chiedeva “politiche audaci e durature” per le famiglie e pronunciava il proprio no contro l’equiparazione delle coppie di fatto, anche omosessuali, con la famiglia riconosciuta e tutelata dalla Costituzione italiana. Tutto qui. Ma un grande fatto di popolo come il Family day “deve” essere piegato alla polemica politica. Dunque vai con l’insinuazione…
Franceschini, poi, come leader di partito avrebbe fatto bene a non citare affatto il Family day. Comportandosi così ha dimostrato di reiterare l’errore di ieri. Non sappiamo come si sarebbe regolato il suo maestro, ma possiamo immaginare che Benigno Zaccagnini avrebbe avuto più rispetto per gli altri cattolici e soprattutto non avrebbe mai usato il metodo dell’insinuazione, a tutela della purezza delle intenzioni dei fratelli nella fede. In parole povere: è il mondo cattolico che si è acconciato a farsi strumentalizzare da Berlusconi o semplicemente il politico più abile in circolazione ha pensato di non contraddire i cattolici? Romano Prodi, invece, in quelle stesse ore continuava a dare le sue lezioncine da “cattolico adulto” agli altri credenti rei di contraddire i suoi progetti, anche legislativi. Al punto da irritarsi e di non fare alcun esercizio di ascolto delle ragioni degli altri.
Se un consiglio ci permettiamo di dare a De Gregorio e Franceschini è quello di non usare mai più il Family day come un’arma impropria. Neanche nei confronti di Berlusconi. A lui fa solo il solletico, a noi, invece suona come una bestemmia. Perché alla fine le ombre non cadono sul premier, quanto sul Family day e su quella porzione di popolo che l’ha voluto, l’ha organizzato e l’ha vissuto. Vi conviene offendere questa parte del popolo? Fate voi.
Domenico Delle Foglie




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