"Solo nella comunità diventa dunque possibile la libertà personale" Marx-Engels

L’Orda Verde

di Eugenio Orso


Nei territori dell’impero ottomano sconfitto, subito dopo la prima guerra mondiale, regnava il disordine e soffiavano i venti della dissoluzione: gli inglesi tenevano prigioniero Mehemet, l’ultimo imperatore, a Istambul, francesi e italiani occupavano parti di territorio della ormai fu Sacra Porta, armeni e curdi avevano fondato una propria repubblica, i greci sbarcavano in Anatolia per occupare Smirne, e gruppi armati islamici, caucasici con gli occhi azzurri e i capelli rossi, scorrazzavano in lungo e in largo, minacciosamente nel crescente vuoto politico e d’autorità.

Era l’Orda Verde circassa, costituita da islamici con gli occhi azzurri che furono sconfitti e acquietati da quella grande personalità, ex ufficiale superiore dell’esercito ottomano sotto il comando prussiano, che riuscì a mettere ordine combattendo, a venire a capo del caos imperante e a fondare la moderna repubblica turca, giunta fino ai nostri giorni: Gazni Mustafà Kemal, rinominato poi Atatürk.

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