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Trimestrale
L'italia dimezza la crescita.
Pil 2008 allo 0,6%
Mercoledí 12.03.2008
Il Governo rivede al ribasso le stime di crescita per il 2008: rispetto all'1,5% precedentemente previsto, il Pil si attesterà quest'anno sullo 0,6%. La gelata arriva dalla Relazione Unificata sull'Economia (l'ex Trimestrale di cassa), presentata dal ministero dell'Economia. Insomma, la crescita stimata per l'anno in corso è esattamente dimezzata. Va meglio per gli anni cuccessivi: nel 2009, la crescita si attesterà all'1,2% mentre nel 2009 e nel 2010 sarà rispettivamente dell'1,2 e dell'1,5%.
Ridotta la crescita, sale ovviamente il rapporto deficit/Pil che viene rivisto al rialzo, al 2,4%, contro il 2,2% della stima precedente.
Il debito pubblico continuerà a scendere nel 2008 quando è previsto raggiungere il 103% del Pil (dopo il 104% della fine del 2007). La precedente stima di settembre dava il debito 2008 al 103,5%.
Confermato per il 2010 il calo sotto il 100% del Pil, esattamente al 99,6%. Un dato, quest'ultimo, peggiore di quello di settembre, quando per il 2010 si prevedeva il 98,5%. Il risanamento "è solido e destinato a durare", si legge nella nota del ministero: "l'Italia rimane saldamente in zona sicurezza".
A dimostrazione via XX Settembre spiega che "a partire dal 2009 l'andamento del disavanzo tendenziale presenta un profilo in costante miglioramento attestandosi al 2,1% del Pil nel 2009, all'1,7% nel 2010 e all'1,4% nel 2011". L'avanzo primario scenderà al 2,6% del Pil nel 2008 dal 3,1% del 2007; poi risalirà al 2,8% nel 2009, al 3,1% nel 2010 e al 3,4% nel 2011.
La Relazione prevede inoltre che la pressione fiscale scenderà al 43,1% del Pil nel 2008 dal 43,3% raggiunto nel 2007. Ulteriori interventi sulle aliquote e sulle detrazioni fiscali a favore dei salari "dovrebbero essere attuati coerentemente con le compatibilità finanziarie complessive", si legge nella relazione. "Lungo la rotta che porta al pareggio dei conti pubblici nel 2011, evitare ulteriori aumenti della pressione fiscale aggregata è compatibile con una riduzione delle aliquote fiscali o con un aumento delle detrazioni sul lavoro dipendente se l'azione di contrasto all'evasione fiscale continuerà a essere efficace e continua, assicurando così nuovi frutti", spiega il ministero.




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