Come volevasi dimostrare, quelli che dovrebbero essere i timonieri della disastrata nave Italia, si stanno rivelando degni seguaci del comandante del Titanic che, incurante del'iceberg e dell'imminente affondamento, chiedeva all'orchestra di continuare tranquillamente a fare musica.
Quello che sto osservando, suscita la mia più profonda irritazione e disgusto. Non mi capacito di come questi personaggi riescano ad essere così insensibili ai problemi che attraversano, come dolorose scosse elettriche, il corpo martoriato di questo paese e perseverino, incuranti, ad occuparsi di questioni di livello infimo e lontanissime dalla realtà.
Costoro stanno occupando tutto il loro tempo disquisendo sui personaggi più o meno presentabili inseriti nelle loro liste, dei sondaggi, dei simboli.
Hanno l'ardire di vantarsi, gloriandosi del risultato di essere riusciti a portare avanti una campagna elettorale utilizzando solo "toni pacati".
Sguinzagliano sulle nostre strade, pulman e camper di tutte le risme e colori pur di colpire l'attenzione degli elettori che chissà perchè dovrebbero essere colpiti più dai lustrini e pajettes che dai progammi seri.
Non avvertono nessun senso del pudore, quado si propongono come cura ai mali da loro stessi causati in decenni di inefficiente e deleteria politica.
Non posseggono neppure l'originalità di proporre programmi dissimili fra loro e anche gli slogans, sono la versione maccheronica di quelli utilizzati oltreoceano.
Questi vecchi carrozzoni, oggi trasformati - a causa dei tempi che cambiano - in lucenti pullmans o camper versione Stranamore, si ostinano a recitare la parte dei salvatori della Patria evitando però accuratamente, di toccare con mano la situazione reale del paese.
Si recano dovunque, nelle strade e nei mecati a stringere mani e dare baci, avvolti in un nugolo di guardie del corpo preposte alla loro incolumità personale che - e non se ne capisce il motivo - dovrebbe essere minacciata dai pensionati e dalle donne intente più a contare gli spiccioli rimasti in fondo al portafogli che a dare ascolto alle loro chiacchiere.
Esattamente come avviene dopo il passaggio dei festanti carri carnevaleschi, quello che rimane alle loro spalle sono tonnellate di sporcizie, di problemi irrisolti da decenni, dalla sofferenza anche fisica delle persone, delle difficoltà di sopravvivenza reali e palpabili.
Nel giorno in cui un operaio si toglie la vita perchè licenziato dalla fabbrica in cui lavorava come interinale; dopo i dati che rilevano la drammatica recessione con cui l'Italia deve fare i conti; costoro si ostinano a parlare sempre e comunque di se stessi e dei loro personali bisogni, di visibilità, di spazi, dei nani e delle ballerine al loro seguito... persino la lotta alla criminalità organizzata è scomparsa dai loro programmi come se fosse una questione di secondaria importanza.
Eccoli i candidati ad essere i traghettatori dell'Italia, i capitani coraggiosi che ci porteranno oltre il guado ma che, man mano che si avvicinano, assumono sempre di più le sembianze di quel Caronte di dantesca memoria, che per una sola moneta è disposto a traghettarci nella Città dolente.
Gabriele Oliviero
Membro delle Segreteria Nazionale N.P.A.
www.nuovopartitodazione.it




Rispondi Citando