Visualizzazione Stampabile
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
H.I.M.
...
L'avevo già letta ed apprezzata, difatti è il migliore tra i collettivisti (con la sola eccezione di Proudhon, che propriamente collettivista non è). Stato e Anarchia è molto bello, anche solo come documento storico, e anche solo per le secchiate di cacca che tira a Mazzini :P
-
Questi movimenti anarchici accomunati dal desiderio di abolire lo Stato nascono da idee e finalità molto differenti dall'anarcocapitalismo giusnaturalista.
Per Bakunin la libertà è sacra ma egli punta all'egualitarismo economico e la proprietà privata ha ragione di esistere solo quando questa è il frutto del lavoro, del sacrificio e per esempio non di un'eredità... Ancora peggio il Proudhon contrario allo Stato perché fonte di privilegi e uno tra questi è la proprietà privata, considerata un furto, fonte di diseguaglianza.
Stirner è quello un pò più simile agli anarcocapitalisti anche se pone l'accento sulla lotta alle gerarchie non solo statali, anche spirituali educative. E' il ribelle per antonomasia.
-
Questa che Proudhon considerasse la proprietà un furto è un luogo comune smentito ormai da tempo. Proudhon pronunciò effettivamente quella famosa frase "la proprietà è un furto" ma aggiunse anche, cosa che molti dimenticano di dire, che senza proprietà non esisterebbe la libertà.
Proudhon infatti si riferiva alla proprietà ereditaria, non al possesso dei beni ottenuti grazie al lavoro. Certo per un libertario come noi lo intendiamo un simile ragionamento non è facilmente digeribile, tuttavia in nuce reca un concetto generale condivisibile, dal mio punto di vista, cioé che il merito (il lavoro) è un mezzo legittimo per l'acquisizione della proprietà. Ricorda molto Locke, se ci si pensa.
PS. Boaro, le badilate di luame su Mazzini le ho apprezzate anch'io, in effetti ;)
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
H.I.M.
PS. Boaro, le badilate di luame su Mazzini le ho apprezzate anch'io, in effetti ;)
Allora visto che ha preso parte alla discussione uno dei più eminenti conoscitori di Mazzini del forum (jmimmo82) direi che ne potreste anche citare qualcuna, per discuterci su.
-
L'encomiabile lavoro di chi produce la ricchezza posseduta è apprezzato da te, me, Proudhon e soprattutto dallo statualista Mazzini, il quale, a differenza di Proudhon non avrebbe mai detto che la proprietà è un furto, tranne che per indicare le ricchezze rubate ai popolo dai vari re, imperatori, feudatari, tiranni e despoti che si sono susseguiti nel corso della storia; salvo poi ricorrere al riformismo per favorire lo scambio commerciale e l'acquisizione di proprietà da parte dei meno abienti e non all'esproprio proletario, pratica molto diffusa nella mentalità dei socialisti classici del Risorgimento mezzi folgorati dalle utopie ed ambiguità anarchiche.
PS
Teo™ ti ringrazio per l'attestato di stima ma ti prego non esageriamo...
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
jmimmo82
L'encomiabile lavoro di chi produce la ricchezza posseduta è apprezzato da te, me, Proudhon e soprattutto dallo statualista Mazzini, il quale, a differenza di Proudhon non avrebbe mai detto che la proprietà è un furto, tranne che per indicare le ricchezze rubate ai popolo dai vari re, imperatori, feudatari, tiranni e despoti che si sono susseguiti nel corso della storia; salvo poi ricorrere al riformismo per favorire lo scambio commerciale e l'acquisizione di proprietà da parte dei meno abienti e non all'esproprio proletario, pratica molto diffusa nella mentalità dei socialisti classici del Risorgimento mezzi folgorati dalle utopie ed ambiguità anarchiche.
PS
Teo™ ti ringrazio per l'attestato di stima ma ti prego non esageriamo...
D'accordo, ma al contrario di Mazzini, Proudhon non ha mai architettato né supportato una struttura ultracoercitiva in grado di derubarti dalla proprietà medesima.
Ma il più grande errore di Mazzini è la santificazione dello Stato nazionale, ideologia funesta che a contribuito a creare un culto difficilissimo da sradicare. Proudhon era, razionalmente, per l'associazione spontanea tra gli uomini, la creazione di comunità, il mutualismo e il massimo decentramento del potere.
Per Mazzini l'Italia è semplicemente "data" un essere atemporale, che ci deve essere e noi siamo tutti italiani. E' una puttanata che ci vuole poco a smontare, ma è presa per buona da gran parte di coloro che in questo paese si lasciano parassitare volentieri. Ed è colpa di Mazzini.
-
Se avessimo ascoltato Mazzini oggi lo Stato avrebbe apparati meno ipertrofici, meno burocrazia, minore pressione fiscale, minore assistenzialismo e soprattutto saremmo un Popolo... paragonabile per senso civico e spirituale al Popolo ebraico.
Mazzini non è mai stato ascoltato. L'Italia odierna l'han fatta lo statualismo democristiano e comunista, mica quello mazziniano.
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
jmimmo82
Se avessimo ascoltato Mazzini oggi lo Stato avrebbe apparati meno ipertrofici, meno burocrazia, minore pressione fiscale, minore assistenzialismo ..
Mazzini non è mai stato ascoltato. L'Italia odierna l'han fatta lo statualismo democristiano e comunista, mica quello mazziniano.
Forse Mazzini era meno statalista di altri, ma tutte le sue idee atte a giustificare più stato sono state applicate.
Citazione:
e soprattutto saremmo un Popolo... paragonabile per senso civico e spirituale al Popolo ebraico.
E' questo il problema. Non si può fare un popolo (preferisco la minuscola) a tavolino, come voleva mazzini (e in questo applicato alla lettera). Un popolo è un legame naturale, che parte dal basso, secondo il reciproco riconoscimento dei singoli soggetti.
Mi dispiace ma Mazzini è ingiustificabile da un punto di vista liberale e lo piazzo nella top ten di chi ha fatto più danni, appena sotto Marx.
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Boaro
D'accordo, ma al contrario di Mazzini, Proudhon non ha mai architettato né supportato una struttura ultracoercitiva in grado di derubarti dalla proprietà medesima.
Ma il più grande errore di Mazzini è la santificazione dello Stato nazionale, ideologia funesta che a contribuito a creare un culto difficilissimo da sradicare. Proudhon era, razionalmente, per l'associazione spontanea tra gli uomini, la creazione di comunità, il mutualismo e il massimo decentramento del potere.
Per Mazzini l'Italia è semplicemente "data" un essere atemporale, che ci deve essere e noi siamo tutti italiani. E' una puttanata che ci vuole poco a smontare, ma è presa per buona da gran parte di coloro che in questo paese si lasciano parassitare volentieri. Ed è colpa di Mazzini.
Dire che la colpa è di Mazzini....è qualcosa di estremamente esagerato. Mazzini ha solo cercato di limitare la coercizione degli stati assoluti attraverso una presa di coscienza degli abitanti della penisola, cioè di un determinato luogo geografico. Prova ad aumentare il tiro: secondo Mazzini è il popolo sovrano...ne dovrebbe derivare quello che non ha avuto il coraggio di dire, ovvero che ogni cittadino dovrebbe essere sovrano in casa sua. No?
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
jmimmo82
Se avessimo ascoltato Mazzini oggi lo Stato avrebbe apparati meno ipertrofici, meno burocrazia, minore pressione fiscale, minore assistenzialismo e soprattutto saremmo un Popolo... paragonabile per senso civico e spirituale al Popolo ebraico.
Mazzini non è mai stato ascoltato. L'Italia odierna l'han fatta lo statualismo democristiano e comunista, mica quello mazziniano.
Quoto jmimmo senza esitazione. Tra Mazzini e i finto Anarchici che si rifanno al delriio Socialista, preferisco chi sarebbe arrivato, se avesse vissuto ancora qualche anno o se fosse vissuto ai giorni nostri, comunque, al concetto di Libertà fondato e manifestato nel luogo della Proprietà, dove per Proprietà, sovrana, quindi libera da coercizione imposta dall'alto, si intende la Proprietà del proprio corpo, del proprio lavoro, della propria produzione, della propria libertà, della propria casa, delle proprie terre, del proprio capitale.
E di sicuro Mazzini era un conoscitore più profondo e arguto della natura umana. Altrimenti non avrebbe speso tante parole e fatica per difendere l'indifendibile dei rossi: la Proprietà Sovrana di se stessa.