La favola di Bastiat della "vetrina rotta"
di Henry HazlittUn giovane mascalzone lancia un mattone nella vetrina di un panettiere. Il panettiere va su tutte le furie, ma il ragazzo nel frattempo è sparito. Una piccola folla si raccoglie attorno alla vetrina sfondata e con calma e curiosità osserva il buco nel vetro e i frammenti che hanno coperto torte e filoncini.Dopo qualche istante la folla comincia a sentire il bisogno di una riflessione filosofica, perciò qualcuno comincia a ricordare al panettiere che, dopo tutto, questo evento sfortunato ha un suo lato positivo, infatti porterà soldi nelle tasche del vetraio. Questi continuano ad elaborare sulle conseguenze della vetrina rotta. Quanto costerà una nuova vetrina? 250 euro? Una bella somma. Dopo tutto, se le vetrine non fossero mai rotte, cosa accadrebbe al business dei vetrai? Da qui le elucubrazioni non hanno fine: il vetraio avrebbe 250 euro in più da spendere con un altro commerciante, che a sua volta avrebbe 250 euro in più da spenderne con un altro, e così via all'infinito. La vetrina sfondata porterà denaro e occupazione in circoli sempre più ampi. La logica conclusione di tutto questo diverrebbe, secondo la folla, che il piccolo vandalo che ha tirato il mattone, lungi dall'essere una pubblica minaccia, è stato in realtà un benefattore.Ora rileggiamo la storia da una prospettiva diversa. La folla ha ragione almeno nella sua prima conclusione: questo piccolo atto vandalico in prima istanza porterà più soldi nelle casse del vetraio. Il vetraio sarà tanto felice di sapere dell'incidente quanto un becchino che impara di una morte. Ma il panettiere sarà a corto di 250 euro che stava programmando di spendere per un vestito nuovo. Siccome deve ripagare la vetrina, dovrà fare a meno del vestito, o di qualche altro bene di lusso. Invece di avere una vetrina e 250 euro, ora ha meramente…una vetrina. Se pensiamo al panettiere come parte della comunità, questo ha perso un vestito nuovo: è semplicemente diventato più povero. Il guadagno del vetraio diventa in sostanza una perdita per il sarto.Non è stata creata alcuna occupazione o alcun nuovo business. La gente della folla sta pensando a due sole parti della transazione, il panettiere e il vetraio. Si sono dimenticati una potenziale terza parte in causa: il sarto. L'hanno dimenticato semplicemente perchè egli non entrerà mai in scena. Essi vedranno la nuova vetrina il giorno dopo ma non vedranno mai il nuovo vestito, precisamente perchè non verrà mai fatto. Essi hanno visto solo cosa è immediatamente visibile ad occhio nudo.
Questa breve novella, che nella prima parte è apparentemente coerente (l'atto vandalico mette in moto un processo virtuoso di spesa) dovrebbe indurre molte persone a rivedere le loro posizioni in tema di deficit spending, economie di guerra e aumento della spesa





Rispondi Citando
