Un altro Popolo che ha deciso di dire Basta!!! (ridicola, come sempre... la presa di posizione USA. Ma, si sa, con la Cina si fanno troppi affari)
da Corsera
degenera La protesta dei monaci buddhisti contro pechino. richiamo usa alla cina
Tibet, scontri e violenze. Spari a Lhasa
Fiamme nei mercati della città, accerchiati i 3 monasteri. Alcuni testimoni: abbiamo sentito colpi d'arma da fuoco
Un'immagine degli scontri LHASA - Le proteste anticinesi di centinaia di monaci buddhisti sono sfociate in violenze: Lhasa è in fiamme. Negozi e automobili delle forze dell'ordine sono stati bruciati, centinaia di persone si sono unite alla protesta dei monaci contro il governo cinese iniziata lunedì scorso. L'agenzia Nuova Cina ha affermato che «ci sono dei feriti che sono stati ricoverati in ospedale» senza fornire altri dettagli. Testimoni raggiunti telefonicamente affermano che la polizia militare è intervenuta in forze per disperdere i dimostranti e che si sono sentiti degli spari. «C'è fumo dappertutto e si sentono colpi d' arma da fuoco» ha detto un residente che parlava dalle vicinanze del Jokhang, un grande tempio nel centro della capitale. E di spari hanno parlato anche cittadini americani, come ha riferito l'ambasciata Usa a Pechino.
MONASTERI ACCERCHIATI - Tre principali monasteri buddhisti sono stati accerchiati da migliaia di soldati e i monaci di Sera, il secondo monastero della regione, hanno cominciato uno sciopero della fame. Due monaci del monastero di Drepung sono in condizioni critiche dopo aver tentato il suicidio tagliandosi le vene. Lo ha riferito Radio Free Asia, un’emittente finanziata dagli Stati Uniti. Ma dopo l’assedio dei monasteri le proteste sono esplose e hanno raggiunto un livello che non era mai stato registrato negli ultimi 20 anni in questa regione nel nord-ovest della Cina. In particolare, è stato preso d’assalto il centro storico di Lhasa. Diversi gli nel mercato della città, il Barkhor. Funzionari del Partito Comunista cinese e della polizia sostengono di non avere informazioni su quanto sta accadendo a Lhasa e si rifiutano di commentare le notizie riferite da Radio Free Asia (Rfa). Secondo questa emittente molti altri monaci, oltre ai due che si sono tagliati le vene, stanno compiendo gesti di autolesionismo per protestare contro l’accerchiamento delle forze dell’ordine attorno al monastero e contro l’arresto di alcuni monaci.
IN PROTESTA DA LUNEDI' - Le proteste sono iniziate in due monasteri di Lhasa lunedì, anniversario della rivolta non-violenta del 1959 contro l’occupazione cinese, e giovedì hanno raggiunto anche quello di Ganden, secondo Rfa e l’associazione britannica Campagna internazionale per il Tibet (Ict).
RICHIAMO DELLA CASA BIANCA - La Casa Bianca si è detta «rammaricata» per le violenze avvenute in Tibet e ha richiamato la Cina al rispetto della cultura tibetana.





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