
Originariamente Scritto da
FalcoConservatore
Una premessa. Questa discussione non riguarda lo Stato di Israele, nè il "sionismo" inteso come lobby affaristico-religiosa in grado di determinare le sorti di nazioni intere ed influenzare l'economia mondiale, nella vulgata delle destre estreme e di certi ambienti cattolico-integrali.
La mia, diciamo così, provocazione, concerne le dichiarazioni di vari esponenti della fede ebraica, ovvero rabbini e capi di comunità, pervicacemente ostili a Benedetto XVI ed alla Chiesa cattolica, in particolare in questi frangenti difficili per il Santo Padre e le gerarchie, sottoposte a bombardamento mediatico su vari casi di pedofilia.
Ebbene, devo ormai ricredermi sull'onestà intellettuale e sull'apertura mentale dei vari portavoce del mondo ebraico (i "fratelli maggiori", almeno fino a ieri, per il sottoscritto). Io mi chiedo (forse ingenuamente): dove sta la solidarietà verso una Chiesa che da tempo ha emendato agli errori del passato, ha lasciato perdere gli odi antichi, ha messo in un angolo i rigurgiti integrali del cattolicesimo antisemita? Perchè maltrattare in questo modo Papa Benedetto, che pure ha speso parole esemplari e commoventi per gli ebrei e per la loro storia segnata dall'Olocausto? Io non ho letto neanche un attestato di solidarietà per gli attacchi ricevuti, neppure una dichiarazione in difesa del Santo Padre infangato e calunniato. Ho visto solo altri attacchi, in particolar modo contro la gerarchia cattolica, o al limite una gelida indifferenza, quasi un compiacimento per la bufera che ha colpito la Chiesa.
Sono francamente deluso, quasi amareggiato. Ritenevo ben più onesti e coerenti i rabbini che oggi quasi aizzano le polemiche, profittando di ogni occasione per scostarsi dal Papa, per criticare chi lo difende. Sembra quasi che lo ritengano colpevole! Quando invece sanno benissimo che la verità è un'altra. E in nome della verità, perchè non solidarizzare? Evidentemente essi credono che la tempeste danneggerà la Chiesa, ovvero aiuterà, in qualche modo, loro stessi.