Di Francesco Sanseverino
(ModerataMente.com) Roma, 17 marzo 2008; Ricordo i tempi della gioventù, gli anni a cavallo tra il 78' e i primi anni 80'. Anni duri sotto il profilo politico e sociale, anni di piombo e mai definizione fu più azzeccata. Essere moderati in quegli anni era difficile, anzi, che dico, impossibile. Terminologia inesistente, o tuttal più dal significato "insultante". Non ero moderato in quegli anni, ci provavano i miei genitori a moderarmi, con scarsi risultati ma la politica era passione, fortissima passione, impegno, fortissimo impegno. Col tempo sono sfumate passione e impegno e il "moderatismo" ha preso il sopravvento. Un'equazione che fa accapponare la pelle, certo, ma che spiega parzialmente il degrado della politica dei giorni nostri. Un tempo, moderato, si accompagnava a capacità di governare i processi, di coniugare poteri forti e poteri deboli e quella politica svolgeva un ruolo di preminenza sociale nella gestione di questi rapporti. Oggi non è più così. I poteri forti condizionano la politica, per certi versi l'hanno addirittura occupata e interferiscono a dismisura nelle scelte, indicano candidati, compongono le liste elettorali, fanno le campagne elettorali dalle pagine dei giornali di loro proprietà. Basta scorrere le liste di PDL e PD per capire che la politica ha abdicato dal suo ruolo più alto e nobile e quindi dentro tutti e soprattutto dagli a chi si presenta più moderato dell'altro. E poi il voto utile, come se ci fosse un voto inutile, e utile a chi? Al paese, ai cittadini o piuttosto all'affermazione "tout court" di questo o quello schieramento, e come dice Bruno Tabacci per aggiungere la terza insalatiera alle coppe dei campioni, agli scudetti vinti, riferendosi evidentemente a Silvio Berlusconi. Moderato a chi?...quindi? http://www.moderatamente.com/articolo.asp?val=3