



Il 13 febbraio 1945 la città di Dresda,in Sassonia, veniva bombardata dalle forze aeree inglesi e americane. Sebbene il numero preciso dei morti sia impossibile da calcolare,si ritiene fossero tra 35000 e oltre 100000.


Sia Günter Grass (romanziere tedesco e Premio nobel per la letteratura) che Simon Jenkins (un tempo direttore di The Times) hanno esposto la convinzione che il bombardamento debba essere considerato un crimine di guerra.
Gregory H.Stanton, presidente dell'associazione Genocide Watch, scrisse:
« L'olocausto fu fra i più orribili genocidi della storia. Ma il bombardamento incendiario di Dresda da parte degli alleati, e la distruzione nucleare di di Hiroshima e Nagasaki, furono anch'essi crimini di guerra e, come hanno sostenuto anche Leo Kuper e Eric Markusen, atti di genocidio »


un mix tra incompetenza dei servizi russi e crisi di esaltazione di un rincoglionito come Churchill


Pensare che la paternità del bombardamento strategico è di un italiano, tale Giulio Douhet, a cui Sir Harris si è ispirato.
Imbarazzante, no?




Brutta storia


verissimo.
ma l'obiettivo di douhet (e conseguentemente di harris) era quello di portare scompiglio nella tessuto sociale ed economico delle città nemiche attraverso il bombardamento ANCHE e SOPRATTUTTO dei centri abitati.
cosa che a dresda non avvenne (e credo che a questo si riferisca il re) semplicemente perchè bombardare dresda in generale (era in pratica una città aperta) ma soprattutto bombardarla a febbraio 1945 non dava alcun vantaggio strategico agli alleati visto che il tessuto sociale ed economico tedesco era già collassato.
sull'evento assolutamente da segnalare vonnegut e il suo mattatoio n°5.


In attesa di una tua definizione di bombardamento strategico, ti do un assaggio di quello che scriveva il generale, molto prima di Dresda (non ho il libro alla mano, devo citare dalla rete):
« Basta immaginare ciò che accadrebbe, fra la popolazione civile dei centri abitati, quando si diffondesse la notizia che i centri presi di mira dal nemico vengono completamente distrutti, senza lasciare scampo ad alcuno. I bersagli delle offese aeree saranno quindi, in genere, superfici di determinate estensioni sulle quali esistano fabbricati normali, abitazioni, stabilimenti ecc. ed una determinata popolazione. Per distruggere tali bersagli occorre impiegare i tre tipi di bombe: esplodenti, incendiarie e velenose, proporzionandole convenientemente. Le esplosive servono per produrre le prime rovine, le incendiarie per determinare i focolari di incendio, le velenose per impedire che gli incendi vengano domati dall'opera di alcuno. L'azione venefica deve essere tale da permanere per lungo tempo, per giornate intere, e ciò può ottenersi sia mediante la qualità dei materiali impiegati, sia impiegando proiettili con spolette variamente ritardate. »(Giulio Douhet, Il dominio dell'aria, Verona, 1932, pagina 24)
« Immaginiamoci una grande città che, in pochi minuti, veda la sua parte centrale, per un raggio di 250 metri all'incirca, colpita da una massa di proiettili del peso complessivo di una ventina di tonnellate: qualche esplosione, qualche principio d'incendio, gas venefici che uccidono ed impediscono di avvicinarsi alla zona colpita: poi gli incendi che si sviluppano, il veleno che permane; passano le ore, passa la notte, sempre più divampano gli incendi, mentre il veleno filtra ed allarga la sua azione. La vita della città è sospesa; se attraverso ad essa passa qualche grossa arteria stradale, il passaggio è sospeso. »(Giulio Douhet, Il dominio dell'aria, Verona, 1932, pagina 67)
« Ed, in ordine al conseguimento della vittoria, avrà certamente più influenza un bombardamento aereo che costringa a sgombrare qualche città di svariate centinaia di migliaia di abitanti che non una battaglia del tipo delle numerosissime che si combattono durante la grande guerra senza risultati di apprezzabile valore. »(Giulio Douhet, Il dominio dell'aria, Verona, 1932, pagina 166)

