Una lettera a Sergio Romano sul numero odierno di Panorama. Il lettore, un certo Davide Marinelli, cita Sandro Curzi, che in una recente intervista ha affermato che Dresda "fu rasa al suolo benchè le forze naziste se ne fossero già andate e nella città rimanevano solo civili e vigli urbani" e tale bombardamento era supportato soltanto da "ragioni tattiche anti-URSS". Romano non nega, anzi conferma: "l'operazione fu decisa per demoralizzare la società". Operazione che, ci ricorda, costò la vita a un numero enorme di civili, tra i 135 mila e i 250. Approfondiamo?




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