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  1. #1
    fiorirà l'aspidistra
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    Predefinito Il bombardamento di Dresda

    Una lettera a Sergio Romano sul numero odierno di Panorama. Il lettore, un certo Davide Marinelli, cita Sandro Curzi, che in una recente intervista ha affermato che Dresda "fu rasa al suolo benchè le forze naziste se ne fossero già andate e nella città rimanevano solo civili e vigli urbani" e tale bombardamento era supportato soltanto da "ragioni tattiche anti-URSS". Romano non nega, anzi conferma: "l'operazione fu decisa per demoralizzare la società". Operazione che, ci ricorda, costò la vita a un numero enorme di civili, tra i 135 mila e i 250. Approfondiamo?

  2. #2
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    qualcuno ha detto che fu fatto su RICHIESTA dell'urss...

  3. #3
    Hanno assassinato Calipari
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    Fu un crimine di guerra.

  4. #4
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    E' difficile trattare della tragedia di Dresda, che rappresenta con Amburgo, Hiroshima, Nagasaky e altre tragedie immani, uno dei degli "episodi" più tragici della seconda guerra mondiale attribuibile ai vincitori, senza per altro dimenticare che la "storia" di quell'evento....deve molto a tal David Irving, storico britannico di estrema destra, simpatizzante del nazionalsocialismo, che nel 1963 conquistò la fama con il suo libro Apocalisse a Dresda .
    In tale libro la stima delle vittime delle bombe al fosforo anglo-americane fu di circa 100.000 morti. Negli anni successivi la contabilità macabra irvinghiana subì diverse revisioni, tanto da scendere fino alle più realistiche 35.000 vittime (accreditate da fonti "ufficiose" britanniche), per risalire fino ad addirittura 250.000 in occasione dell'adesione ufficiale di Irving al negazionismo olocaustico, con una minimizzazione delle vittime di Auschwitz a meno di 100.000 prigionieri, ebrei e non ebrei.
    Moltissimi degli studiosi successivi che hanno scritto sull'argomento si sono fondati sugli "studi" del signor Irving.
    Nel corso del processo da lui intentato per diffamazione contro la professoressa americana (ebrea) Deborah Lipstadt, che ha dimostrato la disinvoltura di Irving nel trattare i documenti (fino a modificarli, manipolarli....tradurli in modo....creativo) e ha fortemente dimostrato la sua inconsistenza scientifica, anche su terreni diversi dal negazionismo olocaustico, lo stesso Irving è stato sbugiardato su vari fronti, ed è stata dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio la sua forte simpatia per l'estrema destra nazistoide...



    Le stime sulle vittime di Dresda sono molto, molto "sfasate" e vanno dai 30.000 ai 290.000 morti. Comunque fu una orrenda strage commessa dai vincitori in una fase avanzata della guerra in cui ormai pareva "inutile" il bombardamento a tappeto di una città, dal punto di vista della strategia di guerra volta a piegare la Germania Nazista. Una strage che va inserita nel contesto di una guerra brutale e disumana, in cui i nazisti scatenarono una vera tempesta dal cielo con aerei, e missili v1 e V2 contro le città britanniche, facendo gran strage di civili. Un argomento scottante che merita di essere approfondito, con l'avvertenza di ricordare che, come per il confronto occidente/blocco comunista, gli errori dei vincitori non assolvono i vinti, che complessivamente furono di gran lunga dalla parte sbagliata.

    Shalom!!!!

  5. #5
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    È tutto accaduto, più o meno. I brani di guerra, in ogni caso, sono abbastanza veri. Un tale che conoscevo fu veramente ucciso, a Dresda, per aver preso una teiera che non era sua. Un altro che conoscevo minacciò veramente di fare ammazzare i suoi nemici personali, dopo la guerra, da dei killer. E così via. Ho cambiato tutti i nomi.
    Io tornai veramente a Dresda con i soldi della Fondazione Guggenheim (Dio la benedica) nel 1967. Somigliava molto a Dayton. Nel terreno dovevano esserci tonnellate d’ossa umane.
    Ci tornai insieme a un vecchio compagno di guerra, Bernard V. O’Hare, e facemmo amicizia con un tassista che ci portò al mattatoio dove eravamo rinchiusi la notte come prigionieri di guerra. Si chiamava Gerhard Müller. Ci disse che era stato per un po’ prigioniero degli americani. Gli domandammo che effetto faceva vivere sotto i comunisti, e lui disse che il principio era terribile, perché tutti dovevamo lavorare molto duro, e perché non c’erano case e mancava da mangiare e da vestirsi. Ma adesso le cose andavano molto meglio. Lui aveva un bell’appartamentino, e la figlia frequentava una buona scuola. Sua madre era rimasta incenerita nell’incendio di Dresda. Così va la vita.
    A Natale mandò a O’Hare una cartolina, ed ecco cosa diceva:
    «Auguri a lei, alla sua famiglia e al suo amico buon Natale e felice anno nuovo e spero che ci incontreremo di nuovo in un mondo libero e in pace nel mio tassì, se il caso vorrà».
    Mi piace molto quel «se il caso vorrà». Non vi dirò quanto mi sia costato, in soldi, tempo e ansietà questo schifoso libretto. Ventitré anni fa, quando tornai a casa dalla Seconda guerra mondiale, pensavo che mi sarebbe stato facile scrivere della distruzione di Dresda, dato che tutto quel che dovevo fare era riferire quel che avevo visto. E pensavo anche che sarebbe stato un capolavoro o che per lo meno mi avrebbe fatto guadagnare un sacco di quattrini, dato che il tema era così forte.
    Ma allora non mi venivano molte parole da dire su Dresda, o almeno non abbastanza da cavarne un libro. E non me ne vengono molte neanche adesso, che son diventato un vecchio rudere con tutti i suoi ricordi sul gobbo e le sue Pall Mall e i figli ormai grandi.
    Penso a quanto mi siano stati inutili i miei ricordi di Dresda, e a quanto sia stato comunque tentato di scriverne, e mi viene in mente il famoso limerick:
    C’era un giovin d’Istambul,
    che al suo attrezzo parlò:
    «La borsa m’hai vuotato,
    la salute m’hai rovinato,
    e adesso, mio dannato,
    non funzioni neanche un po’».
    E mi viene anche in mente quella canzone che fa:
    «Mi chiamo Yon Yonson,
    e sto nel Wisconsin,
    a sgobbare in segheria.
    Quando cammino per la via
    la gente mi chiede:
    “Come ti chiami?”.
    E allora rispondo:
    Mi chiamo Yon Yonson,
    e sto nel Wisconsin...».

    E così via all’infinito. Durante tutti questi anni, la gente che ho incontrato mi ha chiesto spesso a che cosa stavo lavorando, e io di solito rispondevo che la cosa in cui ero più impegnato era un libro su Dresda. Lo dissi, una volta, a Harrison Starr, e lui alzò le sopracciglia e mi chiese: «È un libro contro la guerra?».
    «Sì», dissi, «penso di sì».



    Questo è l'incipit del libro di Kurt Vonnegut jr., "Mattatoio N°5".
    L'autore (americano), è un sopravvissuto al bombardamento di Dresda, dove era trattenuto come prigioniero di guerra.



    Bello anche il film diretto da George Roy Hill.

  6. #6
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    Originally posted by Pieffebi
    E' difficile trattare della tragedia di Dresda, che rappresenta con Amburgo, Hiroshima, Nagasaky e altre tragedie immani, uno dei degli "episodi" più tragici della seconda guerra mondiale attribuibile ai vincitori, senza per altro dimenticare che la "storia" di quell'evento....deve molto a tal David Irving, storico britannico di estrema destra, simpatizzante del nazionalsocialismo, che nel 1963 conquistò la fama con il suo libro Apocalisse a Dresda .
    In tale libro la stima delle vittime delle bombe al fosforo anglo-americane fu di circa 100.000 morti. Negli anni successivi la contabilità macabra irvinghiana subì diverse revisioni, tanto da scendere fino alle più realistiche 35.000 vittime (accreditate da fonti "ufficiose" britanniche), per risalire fino ad addirittura 250.000 in occasione dell'adesione ufficiale di Irving al negazionismo olocaustico, con una minimizzazione delle vittime di Auschwitz a meno di 100.000 prigionieri, ebrei e non ebrei.
    Moltissimi degli studiosi successivi che hanno scritto sull'argomento si sono fondati sugli "studi" del signor Irving.
    Nel corso del processo da lui intentato per diffamazione contro la professoressa americana (ebrea) Deborah Lipstadt, che ha dimostrato la disinvoltura di Irving nel trattare i documenti (fino a modificarli, manipolarli....tradurli in modo....creativo) e ha fortemente dimostrato la sua inconsistenza scientifica, anche su terreni diversi dal negazionismo olocaustico, lo stesso Irving è stato sbugiardato su vari fronti, ed è stata dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio la sua forte simpatia per l'estrema destra nazistoide...



    Le stime sulle vittime di Dresda sono molto, molto "sfasate" e vanno dai 30.000 ai 290.000 morti. Comunque fu una orrenda strage commessa dai vincitori in una fase avanzata della guerra in cui ormai pareva "inutile" il bombardamento a tappeto di una città, dal punto di vista della strategia di guerra volta a piegare la Germania Nazista. Una strage che va inserita nel contesto di una guerra brutale e disumana, in cui i nazisti scatenarono una vera tempesta dal cielo con aerei, e missili v1 e V2 contro le città britanniche, facendo gran strage di civili. Un argomento scottante che merita di essere approfondito, con l'avvertenza di ricordare che, come per il confronto occidente/blocco comunista, gli errori dei vincitori non assolvono i vinti, che complessivamente furono di gran lunga dalla parte sbagliata.

    Shalom!!!!
    " Amburgo, ore 0.55 del 28 luglio 1943. "... Fu l'inizio di un nuovo attacco aereo. Il fosforo dilagò sull'asfalto. Bombe a benzina alzavano nell'aria fontane di fuoco alte venti metri. Fosforo già incendiato si riversò sulle rovine come un violento acquazzone. Sibilava e turbinava come un ciclone. Bombe più grosse e potenti sollevarono letteralmente in aria intere case.... Le persone uscivano urlanti dalle rovine. Torce viventi vacillavano e cadevano, si rialzavano e correvano sempre più in fretta... Alcuni bruciavano con fiamme biancastre, altri avvolti da fiamme di un rosso acceso. Alcuni si consumavano lentamente in una incandescenza giallo - blu, altri morivano in modo rapido e pietoso. Ma altri ancora correvano in circolo, o si agitavano a gambe all'aria, sbattendo la testa avanti e indietro e contorcendosi come serpi prima di ridursi a piccoli fantocci carbonizzati. Tuttavia alcuni erano ancora vivi... Il sergente, sempre così calmo, perse per la prima volta il controllo da quando lo conoscevamo. Proruppe in un acuto grido: 'Fateli fuori, per Dio, accoppateli'... Sembra brutale. Era brutale. Ma meglio una morte rapida, data con un colpo di pistola, che una lenta, mostruosa agonia. Nessuno di loro aveva la minima possibilità di salvezza"
    (da Germania Kaputt , di Sven Hassel - Ed. Longanesi, Milano).
    "


    Le foto segunti, della Dresda di oggi, che mostra intatti palazzi storici della "Firenze del Nord", ridimensiona di per sè a termini realistici il livello di distruzione causato dai bombardamenti, che non è certo paragonabile a quello cagionato dalle bombe atomiche americane sul Giappone, e che pertanto è discutibile che possa aver visto un numero di vittime superiore...



    Tuttavia, come dimostra la foto seguente, vastissime aree della città furono distrutte e l'incendio della città durò ...giorni e giorni...



    Si trattò di un'immane tragedia, questo è certo.

    Shalom!!!


    Il teatro degli avvenimenti nel contesto bellico generale:

  7. #7
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    Le fonti che minimizzano i morti del bombardamento incendiario di Dresda sono sostanzialmente l’ex borgomastro di Dresda Walter Weidauer, per il quale le vittime sarebbero 35.000. E ’ufficio statistico federale di Wiesbaden che porta questo numero a circa 60.000. Le stime più pessimistiche parlano di oltre 245.000 morti. In linea generale la stima accettata è quella di circa 135.000 morti, accreditata da Irving (che dopo la sua opera del 1963 ha cambiato idee più volte oscillando fra i 30 mila e i 290.000 morti) e soprattutto sostenuta dall'ex capo della polizia di Dresda.
    Questo a proposito di contabilità macabra. Probabilmente l'esatto numero dei morti non si saprà mai.

    Shalom!!!

  8. #8
    Hanno assassinato Calipari
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    Strano, detto da te che sai sempre tutto.

  9. #9
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    Originally posted by yurj
    Fu un crimine di guerra.
    nient'affatto, anche se avesse abbreviato la guerra di un solo giorno o salvato la vita ad un solo avversario o vittima di hitler, ne sarebbe valsa la pena.

    Dalle città partivano i rifornimenti per l'esercito hitleriano e abitavano mogli e madri dei soldati che hanno insanguinato l'europa.

    Con una guerra brutale come quella hitleriana è il caso di ricordare la massima "chi la fa l'aspetti",
    perchè negare ai tedeschi un assaggio dell'arma che tanto amavano, il terrore?

    Per quanto riguarda il giappone, morirono in Cina da 11 a 15 milioni di persone in quella che fu un'occupazione molto brutale,
    quindi le 150.000 vittime dell'atomica assumono una piccola dimensione.

  10. #10
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    Predefinito Certamente,ma...

    Originally posted by yurj
    Fu un crimine di guerra.
    _________________________________________

    ...non fu nè il primo,nè tantomeno il più grave.

    Furono proprio i Nazisti ad inaugurare la stagione dei bombardamenti mirati contro la popolazione civile,con l' incursione su Londra del 24 agosto '40 (in piena Battaglia d' Inghilterra,ruppe una sorta di patto non scritto tra le parti),e poi la distruzione della cittadina di Coventry (tanto che da allora entrò nell' uso comune il verbo "coventrizzare").

    Furono sempre loro ad attuare sanguinose rappresaglie su vasta scala contro la inerme popolazione civile (Fosse Ardeatine,Marzabotto,Sant' Anna di Stazzema...,per restare in Italia),e sempre loro a pianificare ed attuare il primo genocidio "industriale" della storia.

    I Giapponesi si distinsero particolarmente per il massacrante trattamento riservato ai prigionieri di guerra (la famigerata "Marcia di Bataan",in cui morirono 25mila soldati americani su 72mila catturati dopo la resa della guarnigione di Luzon),oltre che per la proditoria aggressione di Pearl Harbour.

    Gli USA per i bombardamenti atomici dell' agosto '45 (ma anche per la distruzione inutile dell' antico monastero di Montecassino).

    Come ogni guerra "che si rispetti" - mi sia concessa questa espressione di banale cinismo - ,non è stata certo combattuta con il fioretto:è giusto e doveroso quindi indagarne a fondo meccanismi e protagonismi,ma personalmente non perderei mai di vista la differenza che,per noi oggi,avrebbe comportato la vittoria del campo "avverso" (cioè l' Asse).

    Cordiali Saluti


    Tsabar

 

 
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