Acquafresca su rigore
Cagliari può sognare
Rete decisiva nel primo tempo, poi gli uomini di Ballardini controllano senza particolari problemi. E' un'Atalanta spenta e i sardi ne approfittano

Il contrasto da cui scaturisce il rigore. Ap
CAGLIARI, 19 marzo 2008 - Ora la Sardegna può davvero sognare: il Cagliari continua a tenere un ritmo scudetto e se la Disciplinare dovesse restituire i 3 punti sottratti per il "caso Grassadonia", la salvezza potrebbe non essere più un miraggio. Contro l'Atalanta non una prestazione che finirà sugli annali, ma una di quelle gare che si possono definire "di sostanza". Un rigore di Acquafresca e, poi, una difesa attenta: tanto basta per 3 punti che danno morale e, soprattutto, cominciano a fare classifica.
TURNOVER ALLA BERGAMASCA - Ballardini conferma la sorpresa Cossu, al suo fianco l'altra nota lieta di questo "nuovo" Cagliari, Jeda: il loro compito è quello di stimolare la vena già prolifica di Acquafresca. Nell'Atalanta, invece, manca il faro Doni, ma non è l'unica assenza di rilievo tra i nerazzurri: Del Neri, infatti, oltre al "bomber", rinuncia anche al "genio" del centrocampo Tissone: al loro posto Muslimovic e De Ascentis; rispetto a domenica scorsa, difesa rivoluzionata per squalifiche e infortuni: rientrano Carrozzieri e Pellegrino, a sinistra va Rivalta, Belleri prende la fascia destra.
SIGNOR COMPENSAZIONE - Tra i 23 in campo, ad ergersi protagonista è il meno gradito: l'arbitro Giannoccaro prima nega un rigore a Lopez, Carrozzieri manca il pallone e lo colpisce al fianco, poi ne assegna uno molto più dubbio ad Acquafresca, contrastato da Pellegrino. L'attaccante dell'Under non trema e dal dischetto spiazza Coppola.
SENZA CERVELLO - Il Cagliari, raggiunto il vantaggio, si spegne, ma l'assenza contemporanea di Tissone e Doni priva l'Atalanta del fosforo necessario per creare un'azione degna di questo nome. Se si aggiunge la scarsa vena degli esterni, il quadro si fa chiaro: la squadra di Del Neri scesa in Sardegna è solo lontana parente di quella spettacolare che domenica scorsa ha passeggiato sull'Empoli.
DEL NERI PENTITO - Il tecnico friulano si accorge delle lacune e richiama i "titolari": Muslimovic e De Ascentis non rientrano dopo l'intervallo, nella mischia finiscono Tissone e Doni. Ospiti subito più propositivi, il capitano nerazzurro prende per mano la squadra, l'argentino cerca di velocizzare la manovra, ma i compagni non sembrano avere la stessa intensità. La spinta dei bergamaschi, dunque, si concretizza solo in una bella girata di Floccari (il più vivace dei suoi) alzata sulla traversa da Storari con un prodigioso intervento. Poi poco altro, la fatica si fa sentire sulle gambe dei giocatori e la partita scema. Neanche l'ingresso di Inzaghi al posto di Langella, persiste per l'ex di giornata il record di giocatore più sostituito della Seria A, la ravviva. L'espulsione al 31' del secondo tempo di Carrozzieri, anche lui record man in quanto a cartellini (era già stato ammonito per proteste) , la chiude definitivamente.
Sergio Stanco