In questi giorni di polemica sui preti pedofili e di contropolemiche da parte cattolica sulle eventuali orchestrazioni ed incomprensione che sarebbero alla base di tali denunce, mi è accorso di leggere una dichiarazione nella quale, da parte di un alto prelato, si parlava di errori commessi da alcuni sacerdoti che non potevano essere presi a pretesto per incolpare tutta la chiesa cattolica. Non vorrei , in questo 3rd, entrare sullo specifico della polemica , ma limitarmi a soffermarmi su quell'espressione " errore" che di per sè stessa credo ci obblighi ad una serie di interrogativi. Sembra sia vecchia usanza italiana quella di chiamare pietosamente, ma anche non poco ipocritamente, errore quella che si configura coime una autentica colpa; e questo avviene ad opera delle persone più diverse a prescindere dal loro ceto sociale e dalla loro appartenenza politica.
Molti ricorderanno come anche i crimini delle BR trovarono chi li volle far rientrare nella categoria degli errori, ed errori e non colpe sono generalmente per i genitori italiani quelle commessi dai propri figli. E dentro questa forbice che va dal pubblico al familiare ci stà un po' di tutto. Molti ricorderanno l'onorevole Fini che lungo il percorso di una sua personale revisione ideologica e culturale ebbe modo di definire le leggi razziale come "un errore che divenne un orrore". Per la verità era una grave colpa , un autentico crimine e non semplice errore fin da subito. Così come colpe che diventano orrori sono certi comportamenti nei confronti dei minorenni.
Ma non è che la vera colpa del cattolicesimo,sia proprio quella di aver fornito ,nel corso dei secoli, una coscienza piuttosco lasca, tra peccato e confessionale, alla maggioranza degli italiani? E non è che proprio per il fatto che troppo facilmente si parla di errori anche in presenza di chiarissime colpe, le colpe stesse hanno maggiore probabilità di trasformarsi in autentici orrori?




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