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    Predefinito 24 marzo (29 settembre) - S. Gabriele arcangelo

    Rogier van der Weyden, Annunciazione (dettaglio), 1440, Musée du Louvre, Parigi

    Jacopo Pontormo, Annunciazione (dettaglio), 1527-28, Cappella Capponi, Chiesa di Santa Felicità, Firenze

    Guido Reni, L'Angelo dell'Annunciazione, Landesmuseum, Oldenburg

    José Camarón Bononat, S. Gabriele Arcangelo, fine sec. XVIII, Academia de San Carlos, Valencia

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    Da dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 873-876

    24 MARZO

    SAN GABRIELE ARCANGELO *

    Le feste degli Angeli.


    Sino a questo momento non abbiamo ancora riscontrato una festa in onore dei santi Angeli, sebbene già tra i fulgori della notte del santo Natale avessimo unito le nostre voci ai concenti che gli Spiriti celesti intonarono sulla culla dell'Emmanuele. Un tal ricordo contribuisce a riempire di soave letizia i nostri cuori rattristati dalla penitenza e dall'avvicinarsi del doloroso anniversario della morte del Redentore.

    Facciamo oggi una breve tregua ai severi pensieri della Quaresima per festeggiare l'Arcangelo Gabriele. Domani lo vedremo spiegare il volo sulla terra e fermarsi, celeste messaggero della Santissima Trinità presso la più pura delle Vergini. Dunque a ragione i figli della Chiesa ricorrono a lui per poter degnamente celebrare il mistero che annunciò quaggiù.

    Dignità di san Gabriele.

    Gabriele appartiene alle più eccelse gerarchie degli angelici Spiriti; come disse di sé a Zaccaria (Lc 1,19), è uno di quelli che stanno al cospetto di Dio. A lui sono riservate le missioni concernenti la salute del genere umano attraverso l'Incarnazione del Verbo, perché il nome Gabriele significa Forza di Dio, ed è in questo mistero, apparentemente umile, che si manifesta principalmente questa divina potenza.

    Il suo posto nell'Antico Testamento ...

    Tale funzione egli inaugurò sin dall'Antico Testamento. Lo vediamo prima manifestarsi a Daniele Profeta, nella visione da questi avuta sugli imperi Persiano e Greco; ed è tale la luce che egli irradia, che Daniele cade annientato bocconi ai suoi piedi (Dn 8,17). Poco dopo Gabriele riappare al medesimo Profeta, per predirgli il tempo preciso della venuta del Messia, dicendogli: fra settanta settimane di anni la terra vedrà il Re-Cristo (ivi 9,21).

    ... nel Tempio.

    Quando saranno venuti i tempi, ed il Cielo avrà stabilito di far nascere l'ultimo Profeta, colui che, dopo aver annunciato agli uomini la prossima epifania dell'Inviato divino, lo mostrerà al popolo come l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, Gabriele discende dalle sfere celesti nel Tempio di Gerusalemme e annunzia al sacerdote Zaccaria la nascita di Giovanni Battista, preludio di quella di Gesù.

    ... a Nazaret.

    Dopo sei mesi, l'Arcangelo Santo riappare sulla terra, e questa volta a Nazaret, ove reca dal cielo la grande novella. La sua celeste natura si abbassa davanti ad una creatura umana, Maria, per proporle da parte di Dio l'onore di divenir la Madre del Verbo eterno. È lui che riceve il consenso della Vergine, e quando lascia la terra va in possesso di colui ch'ella attendeva come la rugiada del cielo (Is 45,8).

    ... a Betlem.

    È giunta l'ora in cui la Madre dell'Emmanuele elargirà agli uomini il frutto benedetto delle sue viscere. La nascita di Gesù è velata di mistero e di povertà; ma il Cielo non permette che il Bambino del Presepio rimanga senza adoratori. Un Angelo appare ai pastori dei campi betlemiti e li raduna intorno alla culla del neonato; l'Angelo è accompagnato da una immensa schiera di Spiriti celesti che cantano: Gloria a Dio e Pace agli uomini! Chi è mai quest'Angelo superiore che parla solo ai pastori ed è circondato da miriadi di Angeli formanti la sua corte? Alcuni gravi dottori cattolici sostengono che questo Angelo è Gabriele, che persegue la propria missione di messaggero della buona novella.

    ... al Getsemani.

    Finalmente, quando Gesù nell'orto del Getsemani, nell'ora che precede la Passione, prova nella sua umanità terrori ed angosce, gli appare un Angelo, non tanto come testimone della sua crudele agonia, ma per sostenerne il coraggio. Chi è quest'altro Angelo che il Vangelo non nomina? Uomini saggi e pii vedono ancora in lui Gabriele.

    Il nome.

    Tali i titoli che ha questo Arcangelo ai nostri omaggi di cri*stiani, e tali i segni che giustificano il suo bei nome di Forza di Dio. Dio infatti l'ha voluto presente in ogni fase della grande opera, per mezzo della quale più ha manifestato la sua potenza: perché, come dice l'Apostolo, Gesù Cristo è la Virtù di Dio anche sulla Croce (1Cor 1,24).

    Gabriele ed il Messia.

    Dunque Gabriele interviene ad ogni passo a preparare la via del Signore: annuncia l'epoca precisa della sua venuta; nella pienezza dei tempi viene a rivelare la nascita del Precursore; quindi assiste, celeste testimone, al mistero del Verbo fatto carne; al cenno della sua voce i pastori di Betlem, primizie della Chiesa, accorrono ad adorare il Figlio di Dio; e quando l'umanità oppressa di Gesù ha bisogno del soccorso d'una creatura, ecco di nuovo Gabriele nell'Orto dei Dolori, come già si fece presente a Nazaret e a Betlemme.

    Lode.

    Tutto il genere umano ti è debitore, o san Gabriele! e noi oggi assolviamo il nostro debito di riconoscenza verso di te. Dall'altezza dei cicli consideravi e compativi le nostre sciagure; ogni carne in*fatti aveva corrotto la sua via, e si faceva sempre più universale sulla terra il divino abbandono. Allora l'Altissimo ti affidò la missione di recare la buona novella al mondo che periva. Com'è bello il tuo volo, o Principe celeste, quando dal soggiorno di gloria ti dirigesti a noi! Com'è tenero e fraterno il tuo amore per gli uomini, che inferiori a te nella natura, saranno elevati all'onore dell'unione con Dio! E con quale rispetto ti avvicinasti alla Vergine, che sorpassa in santità tutte le angeliche gerarchie!

    Tu, felice messaggero di salute, chiamato dal Signore ogni qualvolta egli vuole mostrare la virtù del suo braccio, degnati offrire l'omaggio della nostra gratitudine a colui che ti mandò. Aiutaci a soddisfare il debito immenso che abbiamo verso il Padre "che amò tanto il mondo da dargli il suo Figlio Unigenito" (Gv 3,16); verso il Figlio "che umiliò se stesso prendendo la figura di schiavo (Fil 2,7); verso lo Spirito Santo "che si posò sul Fiore spuntato dalla radice di Jesse" (Is il,1-2).

    Fosti tu, o Gabriele, ad insegnarci la salutazione angelica da porgere a "Maria, piena di grazia"; tu a portarci dal ciclo questa lode incomparabile; fosti il primo a pronunciarla, poi i figli della Chiesa, che da te l'appresero, la ripetono in tutta la terra, giorno e notte. Fa' che la nostra grande Regina sempre l'ascolti sulle nostre labbra.

    Preghiera.

    O amico degli uomini, continua il tuo ministero in nostro favore, circondati come siamo da nemici terribili, ancor più audaci quanto più noi siamo deboli; vieni in nostro aiuto e fortifica il nostro coraggio. Assisti i cristiani in questo tempo di conversione e di penitenza; fa' che comprendiamo tutto ciò che dobbiamo a Dio, dopo avvenuto il mistero dell'Incarnazione di cui tu fosti il primo testimone. Abbiamo dimenticato i nostri doveri verso l'Uomo-Dio e lo abbiamo offeso: illuminaci, in modo che siamo d'ora in poi fedeli alle sue lezioni ed ai suoi esempi. Eleva la nostra mente alla tua gloriosa dimora; fa' che meritiamo d'occupare fra i gradi della tua gerarchia i seggi lasciati vacanti dalla defezione degli angeli ribelli, e che sono destinati agli eletti della terra.

    Intercedi, o Gabriele, per la Chiesa militante e difendila contro l'inferno. I tempi sono iniqui e si sono scatenati gli spiriti del male: non possiamo resistere loro, senza l'aiuto del Signore. Dai santi Angeli attende la sua Sposa la vittoria: mostrati in prima linea, o Arcangelo forza di Dio; sconfiggi l'eresia, contieni lo scisma, dissipa la falsa sapienza, confondi la vana politica, desta l'indifferenza, affinché Cristo da te annunciato regni sulla terra che ha redenta e possiamo venire a cantare con te e con tutta la milizia celeste: Gloria a Dio! pace agli uomini!

    -------------------------------------------------------------------------
    NOTE

    * Prima della riforma liturgica e della riunione delle feste degli Arcangeli, in un'unica ricorrenza, la memoria di S. Gabriele cadeva in marzo, alla vigilia dell'Annunciazione.

  3. #3
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    Francisco Bayeu y Subías, S. Gabriele Arcangelo, 1754-55, Chiesa parrocchiale dei SS. Filippo e Giacomo minore, Saragozza

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    Edward Burne-Jones, L'Annunciazione, 1879, National Museums and Galleries, Merseyside


    Gerard David, S. Gabriele, 1506, Metropolitan Museum of Art, New York

    Francesco Albani, Il Padre eterno invia l'arcangelo Gabriele a Maria, XVII sec., musée du Louvre, Parigi

  5. #5
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    St. Gabriel the Archangel

    "Fortitudo Dei", one of the three archangels mentioned in the Bible.

    Only four appearances of Gabriel are recorded: In Daniel 8, he explains the vision of the horned ram as portending the destruction of the Persian Empire by the Macedonian Alexander the Great, after whose death the kingdom will be divided up among his generals, from one of whom will spring Antiochus Epiphanes. In chapter 9, after Daniel had prayed for Israel, we read that "the man Gabriel ... flying swiftly touched me" and he communicated to him the mysterious prophecy of the "seventy weeks" of years which should elapse before the coming of Christ. In chapter 10, it is not clear whether the angel is Gabriel or not, but at any rate we may apply to him the marvellous description in verses 5 and 6. In the New Testament he foretells to Zachary the birth of the Precursor, and to Mary that of the Saviour.

    Thus he is throughout the angel of the Incarnation and of Consolation, and so in Christian tradition Gabriel is ever the angel of mercy while Michael is rather the angel of judgment. At the same time, even in the Bible, Gabriel is, in accordance with his name, the angel of the Power of God, and it is worth while noting the frequency with which such words as "great", "might", "power", and "strength" occur in the passages referred to above. The Jews indeed seem to have dwelt particularly upon this feature in Gabriel's character, and he is regarded by them as the angel of judgment, while Michael is called the angel of mercy. Thus they attribute to Gabriel the destruction of Sodom and of the host of Sennacherib, though they also regard him as the angel who buried Moses, and as the man deputed to mark the figure Tau on the foreheads of the he elect (Ezekiel 4). In later Jewish literature the names of angels were considered to have a peculiar efficacy, and the British Museum possesses some magic bowls inscribed with Hebrew, Aramaic, and Syriac incantations in which the names of Michael, Raphael, and Gabriel occur. These bowls were found at Hillah, the site of Babylon, and constitute an interesting relic of the Jewish captivity. In apocryphal Christian literature the same names occur, cf. Enoch, ix, and the Apocalypse of the Blessed Virgin.

    As remarked above, Gabriel is mentioned only twice in the New Testament, but it is not unreasonable to suppose with Christian tradition that it is he who appeared to St. Joseph and to the shepherds, and also that it was he who "strengthened" Our Lord in the garden (cf. the Hymn for Lauds on 24 March). Gabriel is generally termed only an archangel, but the expression used by St. Raphael, "I am the angel Raphael, one of the seven, who stand before the Lord" (Tobit 12:15) and St. Gabriel's own words, "I am Gabriel, who stand before God" (Luke 1:19), have led some to think that these angels must belong to the highest rank; but this is generally explained as referring to their rank as the highest of God's messengers, and not as placing them among the Seraphim and Cherubim (cf. St. Thomas, I, Q. cxii, a.3; III, Q. xxx, a.2, ad 4um).

    Bibliography

    In addition to the literature under ANGEL and in the biblical dictionaries, see PUSEY, The Prophet Daniel (London, 1868); EDERSHEIM, Jesus the Messiah (London and New York, 1890), Append. XIII; H. CROSBY, Michael and Gabriel in Homiletic Review (1890), XIX, 160-162; BARDENHEWER, Mariä-Verkündigung in Bibl. Studien, X, 496 sqq.

    Fonte: The Catholic Encyclopedia, vol. VI, 1909, New York

  6. #6
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    Dal sito SANTI E BEATI:

    San Gabriele Arcangelo

    29 settembre - Festa

    Nel Nuovo Testamento il termine" arcangelo" è attribuito a Michele. Solo in seguito venne esteso a Gabriele e Raffaele, gli unici tre arcangeli riconosciuti dalla Chiesa, il cui nome è documentato nella Bibbia. San Gabriele, "colui che sta al cospetto di Dio", particolarmente venerato anche presso i musulmani, e l'annunciatore per eccellenza delle rivelazioni di Dio ed è, forse, colui che fu vicino a Gesù nell'agonia fra gli ulivi.

    Gabriele (forza di Dio) è uno degli spiriti che stanno davanti a Dio, rivela a Daniele i segreti del piano di Dio, annunzia a Zaccaria la nascita di Giovanni e a Maria quella di Dio. Il nuovo calendario ha riunito in una sola celebrazione i tre arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, la cui festa cadeva rispettivamente il 29 settembre, il 24 marzo e il 24 ottobre. Dell'esistenza di questi angeli parla esplicitamente la Sacra Scrittura, che dà loro un nome e ne determina la funzione. San Michele, l'antico patrono della Sinagoga, è ora patrono della Chiesa universale; San Gabriele è l'angelo dell'Incarnazione e forse dell'agonia nel giardino degli ulivi; San Raffaele è la guida dei viandanti. San Gabriele, «colui che sta.al cospetto di Dio» (si presenta così quando annuncia a Maria la sua scelta come madre del Redentore). È lui che spiega al profeta Daniele come avverrà la piena restaurazione, dal ritorno dall'esilio all'avvento del Messia. A lui è affìdato l'incarico di annunciare la nascita del precursore, Giovanni, figlio di Zaccaria e di Elisabetta. Egli gode di una particolare venerazione anche presso i maomettani. (Avvenire)

    Patronato: Diplomazia e comunicazione, Telecomunicazioni, Lavoratori delle poste e dei telefoni

    Etimologia: Gabriele (come Gabrio e Gabriella) = uomo di Dio, dall'assiro o forza, fortezza di Dio, dall'ebraico

    Martirologio Romano: Festa dei santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli. Nel giorno della dedicazione della basilica intitolata a San Michele anticamente edificata a Roma al sesto miglio della via Salaria, si celebrano insieme i tre arcangeli, di cui la Sacra Scrittura rivela le particolari missioni: giorno e notte essi servono Dio e, contemplando il suo volto, lo glorificano incessantemente.

    Martirologio tradizionale (24 marzo): Festa di san Gabriele Arcangelo, inviato da Dio ad annunziare il mistero dell’Incarnazione del divin Verbo.

    Gabriele (Forza di Dio) è uno degli spiriti che stanno davanti a Dio (Lc 1, 19), rivela a Daniele i segreti del piano di Dio (Dn 8, 16; 9, 21-22), annunzia a Zaccaria la nascita di Giovanni (Lc 1, 11-20) e a Maria quella di Dio (Lc 1, 26-38). Il nuovo calendario ha riunito in una sola celebrazione i tre arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, la cui festa cadeva rispettivamente il 29 settembre, il 24 marzo e il 24 ottobre. Dell'esistenza di questi Angeli parla esplicitamente la Sacra Scrittura, che dà loro un nome e ne determina la funzione. S. Michele, l'antico patrono della Sinagoga, è ora patrono della Chiesa universale; S. Gabriele è l'angelo dell'Incarnazione e forse dell'agonia nel giardino degli ulivi; S. Raffaele è la guida dei viandanti.
    S. Gabriele, "colui che sta al cospetto di Dio" (è il suo "biglietto di presentazione " quando si reca ad annunciare a Maria la sua scelta come madre del Redentore), è l'annunciatore per eccellenza delle divine rivelazioni. E’ lui che spiega al profeta Daniele come avverrà la piena restaurazione, dal ritorno dall'esilio all'avvento del Messia. A lui è affìdato l'incarico di annunciare la nascita del precursore, Giovanni, figlio di Zaccaria e di Elisabetta. La missione più alta che mai sia stata affìdata ad una creatura è : l'annuncio dell'Incarnazione del Figlio di Dio. Egli gode per questo di una particolare venerazione anche presso i maomettani.




  7. #7

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    Carlo Dolci, L'angelo dell'Annunciazione, 1653-55, musée du Louvre, Parigi

    Gherardo Starnina, L'angelo dell'annunciazione, S. Gabriele, XIV-XV sec., musée du Petit Palais, Avignone

  9. #9
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    Lightbulb Re: 24 marzo (29 settembre) - S. Gabriele arcangelo

    24 marzo 2017: VENERDÌ DELLA TERZA SETTIMANA DI QUARESIMA, SAN GABRIELE ARCANGELO…




    Guéranger, L'anno liturgico - Venerdì della Terza Settimana di Quaresima
    http://www.unavoce-ve.it/pg-quaresima-ven3.htm

    "San Gabriele arcangelo, 24 marzo"
    Guéranger, L'anno liturgico - 24 marzo. San Gabriele Arcangelo
    http://www.unavoce-ve.it/pg-24mar.htm



    San Gabriele Arcangelo - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-gabriele-arcangelo/
    “24 marzo, San Gabriele Arcangelo.

    O glorioso Arcangelo San Gabriele, io condivido la gioia che provasti nel recarti quale celeste Messaggero a Maria, ammiro il rispetto con cui ti presentasti a lei, la devozione con cui la salutasti, l’amore con cui, primo fra gli Angeli, adorasti il Verbo Incarnato nel suo seno e ti prego di ottenermi di ripetere con gli stessi tuoi sentimenti il saluto che allora rivolgesti a Maria e di offrire con lo stesso amore gli ossequi che allora presentasti al Verbo fatto Uomo, con la recita del Santo Rosario e dell’Angelus Domini. Così sia.”



    https://www.sursumcorda.cloud/
    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Simeóne fanciullo di Trento, crudelissimamente trucidato dai Giudèi, il quale poi rifulse per molti miracoli. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Martire, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Simeóne fanciullo possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.
    #sdgcdpr”

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf
    San Simonino di Trento. Uno dei tanti Santi rigettati dal Vaticano Secondo.”

    San Simonino di Trento - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/san-simonino-trento/
    “San Simonino di Trento 24 marzo 2017
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 31/17 del 24 marzo 2017, San Gabriele
    San Simonino di Trento
    Dal Martirologio Romano (edizione del 1954)

    In data 24 marzo: “A Trento la passione di san Simeóne fanciullo, crudelissimamente trucidato dai Giudèi, il quale poi rifulse per molti miracoli”.
    Dal Breviario Romano, Proprio dell’Arcidiocesi di Trento, testi delle Lezioni del II Notturno
    IV Lezione – Simone di Trento, nato da genitori pii, non aveva compiuto ancora 29 mesi della sua età quando di nascosto fu rapito dalla casa paterna da un ebreo di nome Tobia che era stato corrotto con del denaro da altri Giudei. Costoro, infatti, avevano deciso di uccidere un fanciullo cristiano poiché, per loro, si avvicinava la Pasqua, così da poter mescolare il sangue del fanciullo agli azzimi, operazione che essi reputavano essere gratissima a Dio. Il fanciullo sequestrato fu condotto nella casa di Samuele nella quale si erano radunati molti Giudei. Favoriti dal silenzio della notte, da questa casa lo portarono nella Sinagoga e qui gli tolsero le vesti, gli fasciarono la bocca in modo che non si sentissero le grida e, subito dopo, tirando le sue braccia da una parte e dall’altra lo misero come in croce e in guisa di lupi famelici praticarono crudeli sevizie sul tenero corpo tanto da cambiare il suo aspetto.
    V Lezione – Il più crudele fra questi, dopo aver colpito il volto (visibile tutt’oggi nonostante i supplizi) tagliò con una verga la sua fronte di bambino. Un altro, con un arnese, gli strappò un brandello di carne dalla mascella. Nel contempo ve n’era un terzo che pestava crudelmente i brandelli di carne. Il sangue che fuoriusciva dalla pelle veniva raccolto per usi abominevoli. Qualche altro persecutore, onde evitare che il bambino soffrisse per pochi istanti morendo soffocato, per qualche attimo allentava il bavaglio, facendo attenzione che non si sentissero le grida, per poi restringerlo. Cominciarono in seguito tutti a forare, con aghi appuntiti le povere membra, quasi morte, un po’ in tutto il corpo gridando che quell’offesa essi la facevano a Gesù, che i Cristiani adorano come Dio. Nello stesso modo in cui i loro padri avevano affisso in croce Gesù, anche loro martirizzavano ora quel fanciullo. Queste bestie molto selvagge godevano nel guardare i rivoli di sangue che uscivano da tutto il corpo e cadevano lasciando macchie ovunque. Finché il povero martire, dopo circa un’ora d’agonia rimise lo spirito a Dio nella decima calenda di Aprile dell’Anno del Signore 1475.
    VI Lezione – Questi uomini empi, poiché avevano capito di essere sospettati dal popolo che cercava il fanciullo, rivestirono con i suoi indumenti il corpo esanime e lo gettarono nel fiume che scorreva lì sotto. Subito denunziarono al Vescovo Giovanni di avere ritrovato quel corpo così straziato nelle torbide acque. Per questo motivo fu inviato ad indagare il prefetto della città che per tre giorni interi rimase presso di loro. (Era infatti la Domenica di Resurrezione). Alla fine dei tre giorni egli capì che quel tremendo misfatto era stato perpetrato da loro, li fece imprigionare, interrogare e, dopo che ebbero confessato, infine li condannò a giustissime pene. In seguito con pubblico decreto vennero scomunicate ed interdette tutte le genti empie della città e del contado di Trento. Il piccolo corpo dell’innocente fanciullo fu portato in processione alla Chiesa di S. Pietro con grande concorso di folla. Il popolo lo tiene in grande venerazione per i suoi clamorosi miracoli compiuti non solo in Trento, ma anche fuori dalla città.
    https://sansimoninotrento.wordpress....one-da-trento/
    Trento, 17/03/2007, conferenza di don Francesco Ricossa: Il libro censurato. Commento a “Pasque di Sangue” di Ariel Toaff.

    https://www.youtube.com/watch?v=4_isG_yxVP0”

    "San Simonino da Trento, il santo che i conciliari vorrebbero dimenticare per compiacere i loro fratelli maggiori."
    San Simonino da Trento, il santo che i conciliari vorrebbero dimenticare per compiacere i loro fratelli maggiori « www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=27726





    www.SaintAmedee.ch/
    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].”
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    “24 Mars : Saint Gabriel, Archange.”





    http://radiospada.org/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf

    “24 MARZO 2017: SAN GABRIELE ARCANGELO.

    Le feste degli Angeli.
    Sino a questo momento non abbiamo ancora riscontrato una festa in onore dei santi Angeli, sebbene già tra i fulgori della notte del santo Natale avessimo unito le nostre voci ai concenti che gli Spiriti celesti intonarono sulla culla dell'Emmanuele. Un tal ricordo contribuisce a riempire di soave letizia i nostri cuori rattristati dalla penitenza e dall'avvicinarsi del doloroso anniversario della morte del Redentore.
    Facciamo oggi una breve tregua ai severi pensieri della Quaresima per festeggiare l'Arcangelo Gabriele. Domani lo vedremo spiegare il volo sulla terra e fermarsi, celeste messaggero della Santissima Trinità presso la più pura delle Vergini. Dunque a ragione i figli della Chiesa ricorrono a lui per poter degnamente celebrare il mistero che annunciò quaggiù.
    Dignità di san Gabriele.
    Gabriele appartiene alle più eccelse gerarchie degli angelici Spiriti; come disse di sé a Zaccaria (Lc 1,19), è uno di quelli che stanno al cospetto di Dio. A lui sono riservate le missioni concernenti la salute del genere umano attraverso l'Incarnazione del Verbo, perché il nome Gabriele significa Forza di Dio, ed è in questo mistero, apparentemente umile, che si manifesta principalmente questa divina potenza.
    Il suo posto nell'Antico Testamento...
    Tale funzione egli inaugurò sin dall'Antico Testamento. Lo vediamo prima manifestarsi a Daniele Profeta, nella visione da questi avuta sugli imperi Persiano e Greco; ed è tale la luce che egli irradia, che Daniele cade annientato bocconi ai suoi piedi (Dn 8,17). Poco dopo Gabriele riappare al medesimo Profeta, per predirgli il tempo preciso della venuta del Messia, dicendogli: fra settanta settimane di anni la terra vedrà il Re-Cristo (ivi 9,21).
    ... nel Tempio.
    Quando saranno venuti i tempi, ed il Cielo avrà stabilito di far nascere l'ultimo Profeta, colui che, dopo aver annunciato agli uomini la prossima epifania dell'Inviato divino, lo mostrerà al popolo come l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, Gabriele discende dalle sfere celesti nel Tempio di Gerusalemme e annunzia al sacerdote Zaccaria la nascita di Giovanni Battista, preludio di quella di Gesù.
    ... a Nazaret.
    Dopo sei mesi, l'Arcangelo Santo riappare sulla terra, e questa volta a Nazaret, ove reca dal cielo la grande novella. La sua celeste natura si abbassa davanti ad una creatura umana, Maria, per proporle da parte di Dio l'onore di divenir la Madre del Verbo eterno. È lui che riceve il consenso della Vergine, e quando lascia la terra va in possesso di colui ch'ella attendeva come la rugiada del cielo (Is 45,8).
    ... a Betlem.
    È giunta l'ora in cui la Madre dell'Emmanuele elargirà agli uomini il frutto benedetto delle sue viscere. La nascita di Gesù è velata di mistero e di povertà; ma il Cielo non permette che il Bambino del Presepio rimanga senza adoratori. Un Angelo appare ai pastori dei campi betlemiti e li raduna intorno alla culla del neonato; l'Angelo è accompagnato da una immensa schiera di Spiriti celesti che cantano: Gloria a Dio e Pace agli uomini! Chi è mai quest'Angelo superiore che parla solo ai pastori ed è circondato da miriadi di Angeli formanti la sua corte? Alcuni gravi dottori cattolici sostengono che questo Angelo è Gabriele, che persegue la propria missione di messaggero della buona novella.
    .. al Getsemani.
    Finalmente, quando Gesù nell'orto del Getsemani, nell'ora che precede la Passione, prova nella sua umanità terrori ed angosce, gli appare un Angelo, non tanto come testimone della sua crudele agonia, ma per sostenerne il coraggio. Chi è quest'altro Angelo che il Vangelo non nomina? Uomini saggi e pii vedono ancora in lui Gabriele.
    Il nome.
    Tali i titoli che ha questo Arcangelo ai nostri omaggi di cri¬stiani, e tali i segni che giustificano il suo bei nome di Forza di Dio. Dio infatti l'ha voluto presente in ogni fase della grande opera, per mezzo della quale più ha manifestato la sua potenza: perché, come dice l'Apostolo, Gesù Cristo è la Virtù di Dio anche sulla Croce (1Cor 1,24).
    Gabriele ed il Messia.
    Dunque Gabriele interviene ad ogni passo a preparare la via del Signore: annuncia l'epoca precisa della sua venuta; nella pienezza dei tempi viene a rivelare la nascita del Precursore; quindi assiste, celeste testimone, al mistero del Verbo fatto carne; al cenno della sua voce i pastori di Betlem, primizie della Chiesa, accorrono ad adorare il Figlio di Dio; e quando l'umanità oppressa di Gesù ha bisogno del soccorso d'una creatura, ecco di nuovo Gabriele nell'Orto dei Dolori, come già si fece presente a Nazaret e a Betlemme.
    Lode.
    Tutto il genere umano ti è debitore, o san Gabriele! e noi oggi assolviamo il nostro debito di riconoscenza verso di te. Dall'altezza dei cicli consideravi e compativi le nostre sciagure; ogni carne infatti aveva corrotto la sua via, e si faceva sempre più universale sulla terra il divino abbandono. Allora l'Altissimo ti affidò la missione di recare la buona novella al mondo che periva. Com'è bello il tuo volo, o Principe celeste, quando dal soggiorno di gloria ti dirigesti a noi! Com'è tenero e fraterno il tuo amore per gli uomini, che inferiori a te nella natura, saranno elevati all'onore dell'unione con Dio! E con quale rispetto ti avvicinasti alla Vergine, che sorpassa in santità tutte le angeliche gerarchie!
    Tu, felice messaggero di salute, chiamato dal Signore ogni qualvolta egli vuole mostrare la virtù del suo braccio, degnati offrire l'omaggio della nostra gratitudine a colui che ti mandò. Aiutaci a soddisfare il debito immenso che abbiamo verso il Padre "che amò tanto il mondo da dargli il suo Figlio Unigenito" (Gv 3,16); verso il Figlio "che umiliò se stesso prendendo la figura di schiavo (Fil 2,7); verso lo Spirito Santo "che si posò sul Fiore spuntato dalla radice di Jesse" (Is il,1-2).
    Fosti tu, o Gabriele, ad insegnarci la salutazione angelica da porgere a "Maria, piena di grazia"; tu a portarci dal ciclo questa lode incomparabile; fosti il primo a pronunciarla, poi i figli della Chiesa, che da te l'appresero, la ripetono in tutta la terra, giorno e notte. Fa' che la nostra grande Regina sempre l'ascolti sulle nostre labbra.
    Preghiera.
    O amico degli uomini, continua il tuo ministero in nostro favore, circondati come siamo da nemici terribili, ancor più audaci quanto più noi siamo deboli; vieni in nostro aiuto e fortifica il nostro coraggio. Assisti i cristiani in questo tempo di conversione e di penitenza; fa' che comprendiamo tutto ciò che dobbiamo a Dio, dopo avvenuto il mistero dell'Incarnazione di cui tu fosti il primo testimone. Abbiamo dimenticato i nostri doveri verso l'Uomo-Dio e lo abbiamo offeso: illuminaci, in modo che siamo d'ora in poi fedeli alle sue lezioni ed ai suoi esempi. Eleva la nostra mente alla tua gloriosa dimora; fa' che meritiamo d'occupare fra i gradi della tua gerarchia i seggi lasciati vacanti dalla defezione degli angeli ribelli, e che sono destinati agli eletti della terra.
    Intercedi, o Gabriele, per la Chiesa militante e difendila contro l'inferno. I tempi sono iniqui e si sono scatenati gli spiriti del male: non possiamo resistere loro, senza l'aiuto del Signore. Dai santi Angeli attende la sua Sposa la vittoria: mostrati in prima linea, o Arcangelo forza di Dio; sconfiggi l'eresia, contieni lo scisma, dissipa la falsa sapienza, confondi la vana politica, desta l'indifferenza, affinché Cristo da te annunciato regni sulla terra che ha redenta e possiamo venire a cantare con te e con tutta la milizia celeste: Gloria a Dio! pace agli uomini!
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 873-876.”


    “24 marzo 2017: VENERDÌ DELLA TERZA SETTIMANA DI QUARESIMA.
    La Stazione è a S. Lorenzo in Lucina, antico e celebre tempio, ove si custodisce la graticola sulla quale il santo Arcidiacono della Chiesa Romana consumò il martirio.
    Lezione (Nm 20,1.3.6-13). - In quei giorni: I figli d'Israele fecero assembramento contro Mosè e Aronne, e, levatisi in sedizione, dissero: Dateci dell'acqua per bere. Mosè ed Aronne, lasciata la moltitudine, entrarono nel tabernacolo dell'Alleanza, e prostratisi bocconi per terra, alzarono la voce al Signore, e dissero: Signore Dio, ascolta il grido di questo popolo ed apri loro il tuo tesoro, una fonte d'acqua viva che si dissetino e cessino di mormorare. E la gloria del Signore apparve sopra di essi; e il Signore parlò a Mosè, dicendo: Prendi la verga, raduna il popolo, e in sua presenza tu e il tuo fratello Aronne parlate alla pietra, ed essa darà acqua; e dall'acqua fatta sgorgare dalla pietra sarà dissetato il popolo coi suoi giumenti. Mosè adunque, seguendo l'ordine del Signoie, prese la verga ch'era alla presenza del Signore, e, radunata la moltitudine dinanzi alla pietra, disse loro: Ascoltate, ribelli ed increduli: potremo noi farvi uscire dell'acqua da questa pietra? Allora Mosè alzò la mano, con la verga percosse due volte la pietra, e ne scaturirono tante acque da dissetare il popolo e il bestiame. Ma il Signore disse a Mosè e ad Aronne: Perché non mi avete creduto da santificarmi dinanzi ai figli d'Israele, voi non introdurrete questi popoli nella terra che darò loro. Questa è l'acqua di contraddizione ove i figli d'Israele contesero contro il Signore, che fu santificato in mezzo a loro.
    La roccia spirituale.
    Abbiamo qui uno dei più augusti simboli dell'Antico Testaménto ed insieme l'immagine del Battesimo cui aspirano i nostri Catecumeni. L'acqua appare qui come l'oggetto dei desideri di tutto un popolo, che senza l'acqua doveva perire. San Paolo, svelandoci i misteri dell'antica Alleanza insegna che la roccia, o la pietra, significava Gesù Cristo (1Cor 10,4), dal quale zampillò la fonte d'acqua viva che disseta e purifica le anime. In seguito i santi Padri ci fecero notare che la pietra vivificò l'acqua, da essa contenuta, solo dopo essere stata percossa dalla verga, i cui colpi sulla roccia significano la Passione del Redentore. Il legno di questa verga, aggiungono gli antichi interpreti, è il simbolo della Croce, e i due colpi rappresentano i due legni di cui essa è formata.
    Il nuovo Mosè.
    Le pitture della Chiesa primitiva che ci restano nelle Catacombe di Roma ci mostrano ad ogni passo l'immagine di Mosè che percuote la roccia, donde scaturisce l'acqua; anzi un vetro dipinto rinvenuto in quei sotterranei, culla della nostra fede, ci mostra, dall'iscrizione che ancora si legge, che i primi cristiani consideravano nella figura di Mosè lo stesso san Pietro, il quale nella nuova Alleanza aprì al vero popolo di Dio la sorgente d'ogni grazia, prima con la sua predicazione il giorno della Pentecoste, e più tardi con quella che fece sentire ai Gentili nella persona del centurione Cornelio. Il simbolo di Mosè che percuote la roccia, e la maggior parte di quelli che abbiamo ravvisati e ravviseremo nelle letture che assegna la Chiesa all'istruzione dei Catecumeni, non solo furono impressi, in quei primi secoli sugli affreschi delle catacombe romane, ma numerosi monumenti attestano ch'erano anche rappresentati in tutte le chiese dell'Oriente e dell'Occidente. Anzi, molti di questi simboli giunsero fino al secolo XIII, ed oltre, sulle vetrate delle nostre cattedrali, le quali conservano ancora la forma ieratica ricevuta all'inizio. È triste vedere che, soggetti che suscitavano un sì vivo entusiasmo nei nostri padri, oggi sono divenuti così poco familiari. Usciamo da una tale indifferenza che non è affatto cristiana, e con la meditazione della santa Liturgia, ritorniamo alle tradizioni alle quali i nostri avi attinsero la solida fede e il sublime attaccamento a Dio ed alla loro posterità.
    Vangelo (Gv 4,5-42). - In quel tempo: Gesù giunse ad una città della Samaria, detta Sichar, vicina alla tenuta che da Giacobbe fu data al suo figlio Giuseppe, dove era pure il pozzo di Giacobbe. Or dunque Gesù, stanco del viaggio, stava a sedere, così com'era alla fonte. Era circa l'ora sesta. Venne ad attingere acqua una Samaritana. Gesù le disse: Dammi da bere. (I suoi discepoli erano andati in città a comprare da mangiare). Ma la Samaritana gli rispose: Come mai tu che sei giudeo chiedi da bere a me che sono Samaritana? che i Giudei non hanno relazione coi Samaritani. Gesù le rispose: Se tu conoscessi il dono di Dio, e chi è che ti dice: dammi da bere, tu stessa forse ne avresti chiesto a lui che ti avrebbe dato acqua viva. La donna gli disse: Signore, non hai con che attingere e il pozzo è profondo: donde hai quest'acqua viva? Sei tu forse da più di Giacobbe nostro padre, che diede a noi questo pozzo e ci bevve lui stesso e i suoi figli e il suo bestiame? E Gesù le rispose: Chi beve di quest'acqua tornerà ad aver sete; ma chi beve l'acqua che gli darò io, non avrà più sete in eterno; che anzi l'acqua da me data diventerà in lui fontana d'acqua viva zampillante in vita eterna. E la donna: Signore, dammi di quest'acqua, affinché non abbia mai più sete e non abbia a venire qua per attingere. Gesù le disse: Va' a chiamar tuo marito e ritorna qui. Non ho marito, rispose la donna. E Gesù: Hai detto bene, non ho marito: perché ne hai avuti cinque e quello che hai ora non è tuo marito: in questo hai detto la verità. Gli disse la donna: Signore, m'accorgo che tu sei profeta. I nostri padri hanno adorato su questo monte, e voi dite che il luogo dove bisogna adorare è in Gerusalemme. Gesù le rispose: Credimi, donna; è venuto il tempo in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quello che non conoscete; noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma l'ora viene, anzi è questa, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità. Che il Padre vuol tali adoratori. Dio è spirito e quei che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità. Gli disse la donna: So che ha da venire il Messia, che vuoi dire Cristo; quando sarà venuto lui, ci istruirà di tutto. E Gesù a lei: Sono io che ti parlo. In quel momento arrivarono i suoi discepoli e si meravigliarono che parlasse con una donna. Nessuno però gli disse: Che cerchi? o di che parli con lei? Ma la donna lasciò la sua brocca e andò in città a dire a quella gente. Venite a vedere un uomo il quale mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia il Cristo? Uscirono pertanto dalla città e andarono da lui. In quel frattempo i discepoli lo pregarono dicendo: Maestro, mangia. Ma egli rispose loro: Io mi nutro di un cibo che voi non conoscete. I discepoli si dicevano perciò tra loro: Forse qualcuno gli ha portato da mangiare! Gesù disse loro: Il mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato e così compiere l'opera sua. Non dite voi: Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco io vi dico: Alzate gli occhi e mirate le campagne che già biondeggiano per le messi. E chi miete riceve la mercede e raccoglie frutto per la vita eterna, sicché ne goda insieme e chi semina e chi miete. In questo proprio s'avvera quel proverbio: Altri semina ed altri miete. Io vi ho mandati a mietere dove non avete faticato; altri hanno lavorato e voi siete sottentrati nel loro lavoro. Ora molti Samaritani della città credettero in lui per le parole della donna che attestava: M'ha detto tutto quello che ho fatto. Andati dunque da lui i Samaritani, lo pregavano a trattenersi con loro. E ci rimase due giorni. E molto più credettero in virtù della sua parola, e dicevano alla donna: Noi non crediamo già per la tua parola, perché noi stessi abbiamo udito e abbiamo conosciuto che colui è veramente il Salvatore di tutto il mondo.
    Gesù al pozzo di Giacobbe.
    Nel racconto evangelico è il Figlio di Dio in persona che continua il ministero di Mosè, svelando alla Samaritana, figura della gentilità il mistero dell'Acqua che dà la vita eterna. Il soggetto lo ritroviamo nelle pitture murali delle Catacombe e sui bassorilievi dei sarcofaghi cristiani del IV e V secolo. Meditiamo questa bella storia, dove tutto parla della misericordia del Redentore. Gesù è stanco del cammino percorso: lui, Figlio di Dio, al quale il mondo non è costato che una parola, si è stancato nel cercare le sue pecorelle, ed eccolo ridotto a sedersi per riposare le sue spossate membra, ma prende il suo riposo sull'orlo di un pozzo, presso una fonte d'acqua. Arriva là una donna, la quale conosce solo l'acqua materiale; e Gesù vuole rivelarle un'acqua molto più preziosa. Ma comincia a farle conoscere la stanchezza che lo accascia e la sete che lo divora. Dammi da bere, le dice, come dirà fra pochi giorni sulla Croce: Ho sete. Anche noi, per arrivare a concepire la grazia del Redentore, dovremo prima conoscerlo nell'aspetto dell'infermità e della sofferenza.
    L'acqua viva.
    Ma ben presto non sarà più Gesù a domandare dell'acqua: sarà lui a offrirla, ed è un'acqua che toglie per sempre la sete, un'acqua zampillante nella vita eterna. La donna che desidera gustare di quest'acqua, ancora non sa chi è che le parla, e già presta fede alle sue parole. Questa idolatra mostra più docilità che i Giudei, pur sapendo che il suo interlocutore appartiene a una nazione da lei disprezzata. L'accoglienza che fa al Salvatore le ottiene nuove grazie a sua favore. E Gesù comincia a provarla, dicendo: Va' a chiamar tuo marito e ritorna qui. L'infelice non aveva un legittimo marito; e Gesù vuole che lo confessi. Ella non esita; e perché le ha rivelato il suo disonore, lo riconosce per un profeta. La sua umiltà sarà ricompensata, ed avrà le sorgenti dell'acqua viva. Così pure s'arrese la gentilità alla predicazione degli Apostoli; essi, venuti a rivelare a questi uomini abbandonati la gravita del male e la santità di Dio, lungi dall'essere respinti, li trovarono docili e pronti a tutto. La fede di Gesù Cristo richiedeva dei martiri, e ve ne furono a folle tra le prime generazioni strappate al paganesimo e a tutti i suoi disordini. Vedendo Gesù questa semplicità nella Samaritana, giudica, nella sua bontà, che sia venuto il tempo di manifestarsi a lei; e dice alla povera peccatrice ch'è giunto il momento in cui gli uomini adoreranno Dio in tutta la terra, che il Messia è venuto, ed è colui che parla con lei. È tale la divina condiscendenza del Salvatore per l'anima docile, che si manifesta interamente ad essa. Nel frattempo arrivano gli Apostoli che sono ancora troppo Israeliti, per comprendere la bontà del loro Maestro verso la Samaritana; ma s'avvicina l'ora che anch'essi diranno con san Paolo: "Non vi è più né Giudeo, né Greco; né servo, né libero; né maschio, né femmina; ma voi tutti non siete che una sola persona in Gesù Cristo" (Gal 3,28).
    Apostolo e Martire.
    Intanto la donna di Samaria, trasportata da un ardore celeste, diventa anch'essa apostola; lascia l'anfora sull'orlo del pozzo, perché non vale più niente ai suoi occhi l'acqua materiale, dopo che il Salvatore le ha dato da bere dell'acqua viva; e rientra in città, per predicarvi Cristo Gesù e condurre ai suoi piedi, possibilmente, tutti gli abitanti della Samaria. Nella sua umiltà, porta per prova della grandezza del Profeta la rivelazione che le ha fatta dei disordini nei quali è vissuta fino ad oggi. Quei pagani abbandonati che i Giudei aborrivano, accorrono al pozzo dove è rimasto Gesù ad intrattenere i suoi discepoli sulla messe vicina, e venerano in lui il Messia, il Salvatore del mondo; e Gesù si degna trattenersi due giorni nella loro città, dove regnava l'idolatria mista a qualche traccia di osservanze giudaiche. La tradizione cristiana ha conservato il nome di questa donna che, dopo i Magi dell'Oriente, viene annoverata fra le primizie del nuovo popolo: si chiamava Fotina, e versò il suo sangue per colui che le si manifestò al pozzo di Giacobbe. La Chiesa ne onora ogni anno la memoria nel Martirologio romano, il 20 marzo.
    PREGHIAMO
    Fa', o Dio onnipotente, che noi, fidando nella tua protezione, possiamo vincere col tuo aiuto ogni avversità.

    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 577-581.”





    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  10. #10
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    Lightbulb Re: 24 marzo (29 settembre) - S. Gabriele arcangelo

    24 MARZO 2018: SABATO DELLA SETTIMANA DI PASSIONE; SAN SIMONINO DA TRENTO E SAN GABRIELE ARCANGELO…



    "San Gabriele arcangelo, 24 marzo"
    Guéranger, L'anno liturgico - 24 marzo. San Gabriele Arcangelo
    http://www.unavoce-ve.it/pg-24mar.htm




    San Gabriele e San Simonino - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-gabriele-san-simonino/
    «24 marzo, San Gabriele Arcangelo.
    “Festa di san Gabriéle Arcangelo, inviato da Dio ad annunziare il mistero dell’incarnazione del divin Verbo”.

    O glorioso Arcangelo San Gabriele, io condivido la gioia che provasti nel recarti quale celeste Messaggero a Maria, ammiro il rispetto con cui ti presentasti a lei, la devozione con cui la salutasti, l’amore con cui, primo fra gli Angeli, adorasti il Verbo Incarnato nel suo seno e ti prego di ottenermi di ripetere con gli stessi tuoi sentimenti il saluto che allora rivolgesti a Maria e di offrire con lo stesso amore gli ossequi che allora presentasti al Verbo fatto Uomo, con la recita del Santo Rosario e dell’Angelus Domini. Così sia.».
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...le-236x300.jpg






    http://www.sodalitium.biz/san-gabriele-san-simonino/
    «Nell’arcidiocesi di Trento: 24 marzo, San Simonino Martire.
    “A Trento la passione di san Simeóne fanciullo, crudelissimamente trucidato dai Giudèi, il quale poi rifulse per molti miracoli”.».
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...3u-300x182.jpg






    https://sansimoninotrento.wordpress.com/
    “San Simonino da Trento
    Sito ufficiale del Comitato san Simonino.”
    https://sansimoninotrento.wordpress....ry/conferenze/

    “Trento, 17/03/2007: conferenza di don Francesco Ricossa organizzata dal Comitato San Simonino, che chiede il ristabilimento del culto e la restituzione delle reliquie del santo, co-patrono di Trento.
    https://www.youtube.com/watch?v=4_isG_yxVP0
    https://sansimoninotrento.files.word...015/12/a_8.jpg

    San Simonino di Trento - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/san-simonino-trento/







    "San Simonino da Trento, il santo che i conciliari vorrebbero dimenticare per compiacere i loro fratelli maggiori.
    San Simonino da Trento, il santo che i conciliari vorrebbero dimenticare per compiacere i loro fratelli maggiori « www.agerecontra.it
    San Simonino da Trento, il santo che i conciliari vorrebbero dimenticare per compiacere i loro fratelli maggiori « www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=27726 "








    «Sacrilegio S Simonino a Trento.
    “HAEC EST ORA VESTRA ET POTESTAS TENEBRARUM!”
    Sacrilegio S Simonino a Trento
    http://www.doncurzionitoglia.com/sac...o_a_trento.htm
    La ‘chiesa’ di S. Simonino diverrà ‘sinagoga’ d. CURZIO NITOGLIA 27 dicembre 2011.».
    http://www.doncurzionitoglia.com/san_simonino_3.jpg
    http://www.doncurzionitoglia.com/s_s...i_rinn_sml.jpg
















    Ligue Saint Amédée
    http://www.saintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].».
    24 mars : Saint Gabriel, Archange :: Ligue Saint Amédée
    “24 mars : Saint Gabriel, Archange.”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...nt_gabriel.jpg






    Litanie de Saint Gabriel Archange
    “Litanie de Saint Gabriel Archange.”
    Litanie de Saint Gabriel Archange

    http://1.bp.blogspot.com/-D4CDNH8UmS...nunciation.jpg








    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    24 marzo, San Gabriele Arcangelo.
    + O glorioso Arcangelo San Gabriele, io condivido la gioia che provasti nel recarti quale celeste Messaggero a Maria, ammiro il rispetto con cui ti presentasti a lei, la devozione con cui la salutasti, l’amore con cui, primo fra gli Angeli, adorasti il Verbo Incarnato nel suo seno e ti prego di ottenermi di ripetere con gli stessi tuoi sentimenti il saluto che allora rivolgesti a Maria e di offrire con lo stesso amore gli ossequi che allora presentasti al Verbo fatto Uomo, con la recita del Santo Rosario e dell’Angelus Domini. Così sia. +
    (Dalla bacheca di don Carandino).».

    «Mio Dio, Vi adoro, Vi amo e Vi ringrazio di quanti doni e benefici mi avete fatti, specialmente d’avermi conservato in questa notte. Vi offro quanto farò e patirò in questo giorno in unione delle azioni e dei patimenti di Gesù e di Maria, secondo tutte le amorose intenzioni del Cuore Sacratissimo di Gesù, per guadagnare tutte le indulgenze che posso. Propongo di fuggire ogni peccato, specialmente... propongo di uniformarmi in tutto alla Vostra Volontà nelle cose contrarie e perciò Vi prego, in nome di Gesù e per amore di Maria, a darmi l’aiuto Vostro e la grazia della Santa perseveranza.».

    «O Immacolata Madre di Gesù e Madre mia Maria, io mi consacro a Voi senza riserva; accettate l’offerta e prendete possesso di me, affinché nella vita mortale, ami Dio e gli uomini e faccia a tutti del bene. Beneditemi o Madre e concedetemi di sparire d’amore nelle vostre braccia.».

    “Io vi saluto glorioso Patriarca San Giuseppe: custos pie.”
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    EL AVEMARÍA EXPULSA A LOS PSEUDOPAPAS - Patricio Shaw





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    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
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    “24 MARZO 2018: SAN GABRIELE ARCANGELO.”






    “24 marzo 2018: SABATO DELLA SETTIMANA DI PASSIONE.”






    «Nella festa del beato Simonino da Trento (24 marzo).
    San Simonino di Trento. Dall'Enciclopedia Cattolica, vol. XI, col. 640 (edizione del 1953 a cura di Iginio Rogger):

    "Simone di Trento, santo, martire. Bambino di 20 mesi (secondo altri di due anni e mezzo), figlio di un conciatore di Trento, scomparso la sera del Giovedì Santo (23 marzo) 1475, e ritrovato cadavere con orribili mutilazioni la domenica seguente in un canale che scorreva sotto la casa di uno dei maggiorenti ebrei della città. L'opinione pubblica e il processo immediatamente aperto dal principe vescovo Giovanni Hinderbach attribuirono agli Ebrei la colpa dell'uccisione fatta a scopo rituale. Quattordici di essi in seguito al processo e alle deposizioni furono giustiziati, gli altri, con una legge che rimase in vigore fino alla secolarizzazione, furono messi al bando dal Principato. Al piccolo Simone, che i Trentini venerarono tosto come martire, la S. Sede concesse nel 1588 il culto liturgico e l'iscrizione nel Martirologio romano. Festa il 24 marzo".».
    http://www.sansimonino.eu/
    https://www.radiospada.org/2014/03/i...enza-a-milano/
    https://www.radiospada.org/2013/11/e...ino-di-trento/

    CIVIS, La vera storia del Beato Simonino da Trento innocente e Martire e del suo culto, Centro Librario Sodalitium, Verrua Savoia (TO) 2013.









    https://www.radiospada.org/2016/04/i...i-baron-corvo/
    “William di Norwich e l’omicidio rituale.
    Quello di San William di Norwich (1132-1144) è il primo caso conosciuto di omicidio rituale. L’unica fonte contemporanea disponibile è quella di Thomas di Monmouth, un monaco di Norwich. Secondo il suo racconto, il dodicenne William, apprendista conciatore, fu allontanato da casa con l’inganno e in seguito il suo corpo mutilato fu trovato appeso a un albero vicino alla città. Lo zio del giovane, un sacerdote, accusò pubblicamente gli ebrei di essere gli autori dell’orribile omicidio. Cinque anni più tardi, quando alcuni cristiani furono processati per l’assassinio di un ebreo, il vescovo di Norwich ordinò la riapertura delle indagini sulla morte di William, ma nessuno fu condannato a causa della mancanza di prove. Il culto pubblico si diffuse rapidamente, e al giovane martire fu anche intitolata una cappella, a Mousehold Heath, purtroppo distrutta durante la Riforma.
    Rolfe nutriva una devozione profonda per questo santo ragazzo, una volta molto popolare in Inghilterra. A lui dedicò almeno tre poesie, un dipinto e progettò di scriverne la biografia.
    The Boy Martyr of Norwich.”

    https://www.radiospada.org/2017/04/s...ore-e-martire/

    https://www.radiospada.org/tag/s-giuseppe/








    Guéranger, L'anno liturgico - 24 marzo. San Gabriele Arcangelo
    http://www.unavoce-ve.it/pg-24mar.htm
    «24 MARZO SAN GABRIELE ARCANGELO.

    Le feste degli Angeli.
    Sino a questo momento non abbiamo ancora riscontrato una festa in onore dei santi Angeli, sebbene già tra i fulgori della notte del santo Natale avessimo unito le nostre voci ai concenti che gli Spiriti celesti intonarono sulla culla dell'Emmanuele. Un tal ricordo contribuisce a riempire di soave letizia i nostri cuori rattristati dalla penitenza e dall'avvicinarsi del doloroso anniversario della morte del Redentore.
    Facciamo oggi una breve tregua ai severi pensieri della Quaresima per festeggiare l'Arcangelo Gabriele. Domani lo vedremo spiegare il volo sulla terra e fermarsi, celeste messaggero della Santissima Trinità presso la più pura delle Vergini. Dunque a ragione i figli della Chiesa ricorrono a lui per poter degnamente celebrare il mistero che annunciò quaggiù.
    Dignità di san Gabriele.
    Gabriele appartiene alle più eccelse gerarchie degli angelici Spiriti; come disse di sé a Zaccaria (Lc 1,19), è uno di quelli che stanno al cospetto di Dio. A lui sono riservate le missioni concernenti la salute del genere umano attraverso l'Incarnazione del Verbo, perché il nome Gabriele significa Forza di Dio, ed è in questo mistero, apparentemente umile, che si manifesta principalmente questa divina potenza.
    Il suo posto nell'Antico Testamento...
    Tale funzione egli inaugurò sin dall'Antico Testamento. Lo vediamo prima manifestarsi a Daniele Profeta, nella visione da questi avuta sugli imperi Persiano e Greco; ed è tale la luce che egli irradia, che Daniele cade annientato bocconi ai suoi piedi (Dn 8,17). Poco dopo Gabriele riappare al medesimo Profeta, per predirgli il tempo preciso della venuta del Messia, dicendogli: fra settanta settimane di anni la terra vedrà il Re-Cristo (ivi 9,21).
    ... nel Tempio.
    Quando saranno venuti i tempi, ed il Cielo avrà stabilito di far nascere l'ultimo Profeta, colui che, dopo aver annunciato agli uomini la prossima epifania dell'Inviato divino, lo mostrerà al popolo come l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, Gabriele discende dalle sfere celesti nel Tempio di Gerusalemme e annunzia al sacerdote Zaccaria la nascita di Giovanni Battista, preludio di quella di Gesù.
    ... a Nazaret.
    Dopo sei mesi, l'Arcangelo Santo riappare sulla terra, e questa volta a Nazaret, ove reca dal cielo la grande novella. La sua celeste natura si abbassa davanti ad una creatura umana, Maria, per proporle da parte di Dio l'onore di divenir la Madre del Verbo eterno. È lui che riceve il consenso della Vergine, e quando lascia la terra va in possesso di colui ch'ella attendeva come la rugiada del cielo (Is 45,8).
    ... a Betlem.
    È giunta l'ora in cui la Madre dell'Emmanuele elargirà agli uomini il frutto benedetto delle sue viscere. La nascita di Gesù è velata di mistero e di povertà; ma il Cielo non permette che il Bambino del Presepio rimanga senza adoratori. Un Angelo appare ai pastori dei campi betlemiti e li raduna intorno alla culla del neonato; l'Angelo è accompagnato da una immensa schiera di Spiriti celesti che cantano: Gloria a Dio e Pace agli uomini! Chi è mai quest'Angelo superiore che parla solo ai pastori ed è circondato da miriadi di Angeli formanti la sua corte? Alcuni gravi dottori cattolici sostengono che questo Angelo è Gabriele, che persegue la propria missione di messaggero della buona novella.
    …al Getsemani.
    Finalmente, quando Gesù nell'orto del Getsemani, nell'ora che precede la Passione, prova nella sua umanità terrori ed angosce, gli appare un Angelo, non tanto come testimone della sua crudele agonia, ma per sostenerne il coraggio. Chi è quest'altro Angelo che il Vangelo non nomina? Uomini saggi e pii vedono ancora in lui Gabriele.
    Il nome.
    Tali i titoli che ha questo Arcangelo ai nostri omaggi di cristiani, e tali i segni che giustificano il suo bei nome di Forza di Dio. Dio infatti l'ha voluto presente in ogni fase della grande opera, per mezzo della quale più ha manifestato la sua potenza: perché, come dice l'Apostolo, Gesù Cristo è la Virtù di Dio anche sulla Croce (1Cor 1,24).
    Gabriele ed il Messia.
    Dunque Gabriele interviene ad ogni passo a preparare la via del Signore: annuncia l'epoca precisa della sua venuta; nella pienezza dei tempi viene a rivelare la nascita del Precursore; quindi assiste, celeste testimone, al mistero del Verbo fatto carne; al cenno della sua voce i pastori di Betlem, primizie della Chiesa, accorrono ad adorare il Figlio di Dio; e quando l'umanità oppressa di Gesù ha bisogno del soccorso d'una creatura, ecco di nuovo Gabriele nell'Orto dei Dolori, come già si fece presente a Nazaret e a Betlemme.
    Lode.
    Tutto il genere umano ti è debitore, o san Gabriele! e noi oggi assolviamo il nostro debito di riconoscenza verso di te. Dall'altezza dei cicli consideravi e compativi le nostre sciagure; ogni carne infatti aveva corrotto la sua via, e si faceva sempre più universale sulla terra il divino abbandono. Allora l'Altissimo ti affidò la missione di recare la buona novella al mondo che periva. Com'è bello il tuo volo, o Principe celeste, quando dal soggiorno di gloria ti dirigesti a noi! Com'è tenero e fraterno il tuo amore per gli uomini, che inferiori a te nella natura, saranno elevati all'onore dell'unione con Dio! E con quale rispetto ti avvicinasti alla Vergine, che sorpassa in santità tutte le angeliche gerarchie!
    Tu, felice messaggero di salute, chiamato dal Signore ogni qualvolta egli vuole mostrare la virtù del suo braccio, degnati offrire l'omaggio della nostra gratitudine a colui che ti mandò. Aiutaci a soddisfare il debito immenso che abbiamo verso il Padre "che amò tanto il mondo da dargli il suo Figlio Unigenito" (Gv 3,16); verso il Figlio "che umiliò se stesso prendendo la figura di schiavo (Fil 2,7); verso lo Spirito Santo "che si posò sul Fiore spuntato dalla radice di Jesse" (Is il,1-2).
    Fosti tu, o Gabriele, ad insegnarci la salutazione angelica da porgere a "Maria, piena di grazia"; tu a portarci dal ciclo questa lode incomparabile; fosti il primo a pronunciarla, poi i figli della Chiesa, che da te l'appresero, la ripetono in tutta la terra, giorno e notte. Fa' che la nostra grande Regina sempre l'ascolti sulle nostre labbra.
    Preghiera.
    O amico degli uomini, continua il tuo ministero in nostro favore, circondati come siamo da nemici terribili, ancor più audaci quanto più noi siamo deboli; vieni in nostro aiuto e fortifica il nostro coraggio. Assisti i cristiani in questo tempo di conversione e di penitenza; fa' che comprendiamo tutto ciò che dobbiamo a Dio, dopo avvenuto il mistero dell'Incarnazione di cui tu fosti il primo testimone. Abbiamo dimenticato i nostri doveri verso l'Uomo-Dio e lo abbiamo offeso: illuminaci, in modo che siamo d'ora in poi fedeli alle sue lezioni ed ai suoi esempi. Eleva la nostra mente alla tua gloriosa dimora; fa' che meritiamo d'occupare fra i gradi della tua gerarchia i seggi lasciati vacanti dalla defezione degli angeli ribelli, e che sono destinati agli eletti della terra.
    Intercedi, o Gabriele, per la Chiesa militante e difendila contro l'inferno. I tempi sono iniqui e si sono scatenati gli spiriti del male: non possiamo resistere loro, senza l'aiuto del Signore. Dai santi Angeli attende la sua Sposa la vittoria: mostrati in prima linea, o Arcangelo forza di Dio; sconfiggi l'eresia, contieni lo scisma, dissipa la falsa sapienza, confondi la vana politica, desta l'indifferenza, affinché Cristo da te annunciato regni sulla terra che ha redenta e possiamo venire a cantare con te e con tutta la milizia celeste: Gloria a Dio! pace agli uomini!
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 873-876.».





    San Simonino, ora pro nobis!
    San Gabriele Arcangelo, ora pro nobis!

    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

 

 
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