
Originariamente Scritto da
Malik
Bonanni (Cisl): « è lui che ci ha tenuti all'oscuro. SI rimandi tutto al prossimo governo»
Prodi: «Favorevoli a una cordata italiana
ma fino ad oggi nessuno si è presentato»
«I sindacati abbiano senso di responsabilità verso l'azienda, sono loro che hanno fatto scappare Lufthansa»
ROMA - Una cordata italiana per Alitalia sarebbe «auspicabile» ma finora non si è presentata. Lo afferma a Skytg24 il presidente del Consiglio, Romano Prodi, che sollecita i sindacati a un senso di responsabilità verso il Paese e verso l'azienda perché tutti devono «pensare al suo futuro». E soprattutto si devono evitare «speculazioni politiche» pensando piuttosto a un «rilancio della compagnia». «Bisogna tenere presenti i veri interessi dei lavoratori di Alitalia - aggiunge il premier - che hanno bisogno di potere lavorare in futuro in un'impresa capace di funzionare e di fare utili».
LA «FUGA» DI LUFTHANSA - Prodi ricorda che uno dei possibili acquirenti, la tedesca Lufthansa, era interessata, ma il suo interesse «è venuto meno quando il supervisory board, formato anche da sindacalisti, ha incontrato i sindacati italiani. Queste cose vanno tenute presenti quando si parla di Alitalia, se non vogliamo che diventi un discorso a breve di speculazioni politiche ma vogliamo veramente che ci sia un rilancio. Per Prodi, poi, il problema per Alitalia «non è avere il denaro per acquistare la compagnia, ma disporre delle risorse manageriali necessarie per la ristrutturazione». Secondo il premier, «chi è già nel settore, visto che è una compagnia aerea (come Air France, ndr), ha più capacità e possibilità di avere successo, di spendere meno e di far fare meno sacrifici ai lavoratori».
«CI HA TENUTI ALL'OSCURO» - Ma a Prodi risponde subito Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, il più critico tra i leader sindacali nei confrtonti dell'operato di Palazzo Chigi. Il premier, secondo Bonanni, «farebbe bene a dire su quali basi si è accordato con Air France» e in ogni caso «non credo che il presidente possa fare valutazioni di questo tipo avendoci tenuto all’oscuro di tutto per lunghi mesi». A questo punto, per il segretario della Cisl, sarebbe il caso di «prendersi tutto il tempo e aspettare anche il prossimo governo, giacchè chiunque prenderà Alitalia dovrà fare i con il nuovo esecutivo. Noi queste cose le diciamo in nome dei lavoratori che sono stati tenuti all’oscuro di tutto per responsabilità del governo».Non solo: la fuga di Lufthansa, per Bonanni, sarebbe stata dettata non dagli ostacoli posti dai sindacati italiani («La discussione fatta da Lufthansa con noi fu una discussione molto soddisfacente sia per noi, sia per loro»), bensì dal fatto che la compagnia tedesca «conosceva perfettamente di un rapporto suo con Air France indissolubile, di una sua preferenza, a prescindere, per la compagnia francese».
LE REAZIONI - Il botta e risposta tra Prodi e Bonanni non passa inosservato negli ambienti della politica. Maurizio Zipponi, responsabile economico del Prc, invita il premier a riconvocare Lufthansa per capire quali siano state le vere ragioni del disimpegno, dopo l'interesse mostrato in passato. Il forzista Osvaldo Napoli ritiene invece che le parole di Bonanni «impongono al presidente Prodi e al ministro Padoa-Schioppa di astenersi da qualsiasi ulteriore decisione sulla vendita di Alitalia».
BIANCHI: FALLIMENTO? IPOTESI AZZARDATA - Intanto anche nel governo le posizioni non sembrano collimare. Secondo il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, intervistato da Sky Tg24, bisogna inoltre «tenere aperte tutte e due le offerte» per l’Alitalia, quella di Air France-Klm ma anche quella di AirOne «per scegliere e avere il risultato migliore». Per il ministro «i tempi non sono così stretti» e «l’ipotesi di un fallimento della compagnia di bandiera se non si decide entro il 31 marzo, è azzardata», riferendosi a quanto detto nelle ultime ore dal ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che aveva parlato per la compagnia di «un'autonomia di poche settimane prima del fallimento». Quanto alle diverse posizioni nel governo aggiunge: «C’è una diversità di opinioni che c’è sempre stata, non tanto perché io sono a favore di AirOne ma perché credo che si debbano tenere aperte tutte e due le offerte».
BONINO: AD OGGI NESSUNA ALTERNATIVA - Eppure i tempi stringono e così un altro ministro del governo Prodi, Emma Bonino, sottolinea in un intervento a Radio Radicale che su Alitalia «il bluff deve finire: o questa cordata italiana c'è, o non c'è. E se c'è deve proporre una offerta che sia migliore di quella di Air France». «Ovviamente il governo è molto ben disposto a prenderla in considerazione - ha aggiunto la Bonino -, visto che in questi mesi si è mosso per stimolare acquirenti di vario tipo, non solo italiani. Per varie ragioni, però ad oggi, con il costo del combustibile che sappiamo, in una situazione in cui chiunque la compri dovrà farsi carico degli esuberi, la situazione è quella che sappiamo. E quella di cui si parla mi sembra più una cordata elettorale che una cordata imprenditoriale. Berlusconi gestisce in modo a mio avviso spregiudicato la situazione». «Quel che è preoccupante - conclude Bonino - è che se il futuro possibile primo ministro dichiara che non firmerà mai un accordo con Air France la cosa che potrebbe capitare è che Air France si ritiri. E a quel punto non resta che il fallimento. E tutti sanno che questa sarebbe una soluzione certamente peggiore per tutti, compresi i lavoratori».
24 marzo 2008
http://www.corriere.it/politica/08_m...ba99c667.shtml