





guarda che non intendo far polemica sterile con te, non mi piace la contesa inutile; sto solo affermando che IMHO uno stato DOVREBBE tendere all'eccellenza, e i cittadini, di fronte ad una situazione di scelta tra il peggio e il meno peggio dovrebbero far valere la loro sovranità e pigliare a calci entrambi.
Ciò detto, se a te o al tuo amico o ad altri va bene il meno peggio, ribadisco: contenti voi.








Tendere all'accellenza attraverso l'astensionismo o il qualunquismo?
Evidentemente manca una proposte seria in alternativa al meno peggio. Se poi non basta mai niente, se si pretende che Veltroni abbia la bacchetta magica per cambiare radicalmente la politica e la gente che vota ancora Berlusconi e robe varie, allora sì, hai ragione! Di fatto, l'unico ad aver proposto qualcosa di nuovo, sia nelle candidaure, con qualche sbavatura, e nel rinnovamento della politica è stato il PD di Veltroni.
C'è chi gliene vuole dare atto votandolo, chi dice che non basta...ma non basta mai, perché il partito degli scontenti e di quelli che farebbero sempre meglio è fisiologico e non mancherà mai di dire che si potrebbe fare di più...


Manca una proposta seria in alternativa al peggio, è questa la cosa grave!
Una cosa è il partito degli scontenti 'fisiologici', un'altra è quella degli astensionisti che non accettano più la logica della sola gestione del potere da parte di chi vince: si vince per non far vincere l'altro, non per avere un rinnovamento della politica.
IMHO il 'progetto di Paese' di Veltroni, che vede una normalizzazione di tipo anglosassone cioè un pensiero unico delle classi al potere è una via senza ritorno e soprattutto niente affatto alternativa a quella di Berlusconi.
Sì, Veltroni è più raffinato del nano pelato, Bersani è più simpatico di Maroni, ma per il paese, sempre IMHO, sostanzialmente i due programmi non differiscono di molto.
Se ci fosse una possibilità col voto di incidere davvero dando un segnale diverso, molti astensionisti andrebbero a votare, ma in questa situazione si ha la netta sensazione che i giochi siano già fatti, quindi manca la motivazione al voto, non la coscienza: non è una scelta qualunquista ma una rassegnazione ai fatti.
Trovo comunque oltremodo fastidiosa la classificazione in 'buoni' per chi va a votare e 'qualunquisti' per chi non ci va.
Le idee fino a prova contraria hanno ancora pari dignità.