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  1. #1
    CON LA RESISTENZA!
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    "Il Ribelle è deciso ad opporre Resistenza. Il suo intento è dare battaglia, sia pure disperata"
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    Magdi Allam: un Capo!!!


  2. #2
    CON LA RESISTENZA!
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    "Il Ribelle è deciso ad opporre Resistenza. Il suo intento è dare battaglia, sia pure disperata"
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    Predefinito

    L'infanzia e il trasferimento in Italia [modifica]

    Da piccolo la madre lo fece studiare in un collegio cattolico italiano, dove acquistò familiarità con la cultura italiana e occidentale e la religione cattolica (che tuttavia allora non abbracciò[3]). Una volta cresciuto decise di emigrare in Italia[4].

    L'attività giornalistica in Italia [modifica]

    È laureato in sociologia all'Università La Sapienza di Roma e si occupa di tematiche legate al Vicino Oriente e ai rapporti tra questo e l'Occidente.
    Dopo avere collaborato con i quotidiani Il Manifesto e La Repubblica, è entrato al Corriere della Sera (il primo articolo è datato 3 settembre 2003), di cui attualmente è editorialista e vicedirettore ad personam (cioè senza incarichi di responsabilità sulla linea politica del giornale).
    Giornalista di fama nazionale, Magdi Allam è uno dei partecipanti più influenti ed in vista al dibattito sul rapporto tra Occidente e mondo arabo, argomento al quale ha dedicato diversi libri e del quale discute spesso come invitato ai principali talk-show politici. Le sue posizioni, spesso molto vicine a quelle dei critici più severi del mondo islamico (dura condanna di numerose associazioni islamiche da lui ritenute estremiste, proposta del divieto di costruire nuove moschee[5], elaborate teorie riguardanti asseriti rapporti occulti tra moschee e gruppi terroristici che ne avrebbero in alcuni casi anche finanziato la costruzione[6]) hanno trasformato numerosi suoi ammiratori iniziali in suoi detrattori[citazione necessaria] ma gli sono valse allo stesso tempo il sostegno di una parte dell'opinione pubblica oltre che di opinionisti e politici.
    I suoi ammiratori lo citano spesso come modello di musulmano moderato e di arabo perfettamente integrato nel mondo, nella cultura e nel sistema di valori propri dell'Occidente[7]; per i suoi detrattori si tratta invece di un personaggio inattendibile che diffonde odio e sospetti, riportando notizie non documentate, non verificate o addirittura deliberatamente false[8].
    Nel 2006, Allam ha vinto, congiuntamente a tre altri giornalisti, il premio giornalistico Dan David, istituito dall'omonima fondazione israeliana in onore di un imprenditore israeliano[9], dotato di 1 milione di dollari, per "il suo incessante lavoro mirante a favorire la comprensione e la tolleranza fra le culture".[10]

    La conversione al Cattolicesimo [modifica]

    Il 22 marzo 2008, durante la Veglia pasquale, ha ricevuto il Battesimo, la Cresima e l’Eucaristia in San Pietro da Papa Benedetto XVI, abbandonando l'Islam del quale ha detto: "al di là della contingenza che registra il sopravvento del fenomeno degli estremisti e del terrorismo islamico a livello mondiale, la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale".[11]
    Padrino del giornalista è stato Maurizio Lupi, membro di Comunione e Liberazione e deputato di Forza Italia.
    Yahya Sergio Yahe Pallavicini, vicepresidente dell'organizzazione islamica italiana della CorEiS, ha dichiarato all'ANSA di rispettare la scelta di Allam, pur avanzando qualche "perplessità" per il momento e il luogo scelto «di così grande valore simbolico» prescelto per la conversione: «Se Allam realmente è stato spinto da una forte ispirazione spirituale, forse sarebbe stato meglio procedere con delicatezza, magari con un prete a Viterbo, dove egli vive».[12]
    L'UCOII di Piccardo, associazione islamica con la quale Allam ha sempre fortemente polemizzato (v. oltre), ha invece dichiarato per bocca del suo portavoce, l’imam ‘Izz al-Din al-Zir, di rispettare la scelta di Allam: «L'importante è che ogni persona viva la sua religiosità in modo pacifico e rispettando le altre religioni».[13]
    Allam, che aveva già due figli da un'unione precedente, è diventato padre grazie al matrimonio civile con una donna cattolica.

    Opere [modifica]


    Vincere la paura [modifica]

    In Vincere la paura Magdi Allam ha portato testimonianze della sua vita sotto scorta, assegnatagli dal Ministero dell'Interno italiano a seguito delle minacce che avrebbe ricevuto da parte della dirigenza di Ḥamās per via delle critiche ripetute mosse da Allam medesimo al terrorismo suicida palestinese.[14] Nello stesso libro, Allam ha inoltre accusato Roberto Piccardo, ex-segretario dell'UCOII, di averlo segnalato ad Ḥamās ai fini di farne decretare la condanna a morte, di complicità nei sequestri in Iraq nonché di «fomentare odii e incitare alla morte». A seguito della pubblicazione del libro, Piccardo ha sporto querela contro Allam.[15]

    Io amo l'Italia. Ma gli Italiani la amano? [modifica]

    Nel suo libro Io amo l'Italia. Ma gli Italiani la amano? Allam scrive di come l'UCOII e la IADL (Islamic Anti-Defamation League[16]) avrebbero assoldato un "plotone di esecuzione" composto da estremisti di destra e di sinistra con la finalità di assassinarlo e di "spargere veleni sulla [sua] credibilità ed onorabilità": questo per dare esecuzione al già citato mandato ad uccidere che sarebbe stato emesso dalla dirigenza di Ḥamās nei suoi confronti. Osserva tuttavia il sen. Luigi Malabarba (PRC) che «non risultano aperti procedimenti penali a carico dell'Ucoii [17] o della Iadl, tanto meno per l'istigazione all'omicidio del sig. Magdi Allam», e che lo stesso Ministro dell'Interno che ha assegnato la scorta ad Allam ha ritenuto di «nominare l'Ucoii nella Consulta per l'Islam in Italia»[18]. A quest'ultima considerazione del sen. Malabarba l'ex Ministro degli Interni Giuseppe Pisanu (principale promotore della citata Consulta) ha in seguito ribattuto sostenendo che sarebbe stato impensabile escludere fin dall'inizio l'UCOII, la maggiore organizzazione islamica presente in Italia, dal nuovo organo nato per rappresentare l'Islam italiano[citazione necessaria].

    Viva Israele [modifica]

    Nel suo libro Viva Israele, Allam, oltre a celebrare la sacralità della vita, con tutti i valori ad essa connessi, critica in modo veemente alcuni noti studiosi della realtà arabo-islamica contemporanea, primo fra tutti il prof. Massimo Campanini[19] dell'Università degli studi di Napoli "L'Orientale". Allam accusa Campanini di antisemitismo, di minimizzare colpevolmente il "pericolo islamista" - un abito mentale tipico, secondo Allàm, della grande maggioranza dei docenti universitari italiani - e di sottovalutare, nei suoi libri, editi da prestigiose case editrici italiane e anche straniere, il ruolo dei Fratelli Musulmani nella realizzazione di atti di violenza di stampo fondamentalista nel mondo. Tale accusa completa un coerente lungo tragitto anti-accademico di Magdi Allam che, nel corso del 2007, aveva ad esempio già condannato con la massima severità dalle pagine de Il Corriere della Sera quello stesso antico Ateneo statale, specializzato sulle culture extra-europee - nonché la Georgetown University di Washington D.C., prestigiosa università cattolica statunitense - per aver invitato tra gli altri relatori (fra cui Tariq Ramadan) un personaggio quale Rashid Ghannushi - in esilio a Londra dove egli esprime le sue tesi senza censura alcuna e senza che siano state mai registrate reazioni di sdegno nell'opinione pubblica britannica - per il convengo internazionale Giving Voice to Muslim Democrats tenutosi a Napoli. Ghannushi, a causa di questo articolo, non sentendosi garantito nella libera espressione delle sue idee, preferì declinare l'invito.[20]

    Note [modifica]

    1. <LI id=cite_note-0>^ Corriere della Sera, «Approdo di un lungo cammino. Decisivo l’incontro con il Papa» di Magdi Allam. <LI id=cite_note-1>^ Con il battesimo del 22 marzo 2008, ha scelto come secondo nome: "Cristiano". <LI id=cite_note-2>^ In un'intervista a Grazia, Allam descrisse così le proprie convinzioni in materia di religione: «Sono un musulmano laico. Non mi sono mai convertito al Cristianesimo. Un giorno molti anni fa, sono entrato in una chiesa e ho fatto la Comunione. Non era un gesto di fede. Ma un bisogno, profondo e confuso, di appartenenza a una cultura che volevo diventasse mia» <LI id=cite_note-3>^ «Devo andarmene, l'Egitto è una grande prigione e io voglio vivere in libertà» (Vincere la paura, p. 46) <LI id=cite_note-4>^ Moschee-mania, serve uno stop (Corriere della Sera, 29 settembre 2005) <LI id=cite_note-5>^ Intervista di Magdi Allam all'ex ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu riguardante gli asseriti rapporti fra alcune moschee italiane e il terrorismo islamico (Corriere della Sera, 25 settembre 2003) <LI id=cite_note-6>^ Un ammiratore di Magdi Allam <LI id=cite_note-7>^ Un detrattore di Magdi Allam <LI id=cite_note-8>^ Il premio Dan David <LI id=cite_note-9>^ Dan David Prize laureat. <LI id=cite_note-10>^ "Approdo di un lungo cammino. Decisivo l’incontro con il Papa", Lettera al direttore di Magdi Allam, Corriere della Sera del 23 marzo 2008. <LI id=cite_note-11>^ "Il Corriere della Sera", 23-3-2008, p. 8. <LI id=cite_note-12>^ "Il Corriere della Sera", 23-3-2008, p. 8. <LI id=cite_note-13>^ Anteprima del libro Vincere la paura <LI id=cite_note-14>^ La Stampa, 06/09/2005 <LI id=cite_note-15>^ Un'associazione fondata e diretta da Dacia Valent fin dal luglio del 2005, nota soprattutto per aver denunciato Oriana Fallaci per i suoi libri caratterizzati da fortissima ostilità all'islamismo <LI id=cite_note-16>^ L'Ucoii è spesso indicata come associazione islamica legata ai Fratelli Musulmani, organizzazione ampiamente finanziata dall'Arabia Saudita. Impossibile fornire dati numerici affidabili che la riguardino, vista la diffusa autoreferenzialità dei movimenti islamici in Italia che non sono riusciti a identificare un loro portavoce in grado di siglare con lo Stato italiano un accordo concordatario. <LI id=cite_note-17>^ Interrogazione parlamentare del sen. Malabarba, 18 luglio 2006, seduta n.19 <LI id=cite_note-18>^ Docente di Storia contemporanea dei Paesi Arabi.
    2. ^ Il motivo del duro attacco mediatico di Allam (che definì "terrorista" l'esponente fondamentalista tunisino) erano gli scritti giovanili di Ghannushi che un trentennio prima aveva in effetti usato espressioni incitanti alla violenza per abbattere il regime autocratico tunisino. Tuttavia da circa un ventennio Ghannushi esprime ufficialmente la sua contrarietà all'uso della violenza, nella convinzione progressivamente formatasi che il libero e "democratico" consenso dei musulmani avrebbe comunque infine consentito alle popolazioni islamiche di affrancarsi dai loro numerosi tiranni e dittatori, talora in grado di sopravvivere essenzialmente grazie a non lievi "complicità" internazionali ("Intervista a Ġannūšī" (di M. Guida). Oriente Moderno, LXXXIV (2004), pp. 685-696.)


    Bibliografia [modifica]


    Opere pubblicate [modifica]

    http://it.wikipedia.org/wiki/Magdi_Allam

  3. #3
    MORS TUA VITA MEA.
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    Predefinito

    segnalata
    per ostentata apostasia supercazzolosa prematurata

  4. #4
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    Predefinito Leninista: un capo!



    c'è sempre bisogno di un delatore comunista,....

  5. #5
    CON LA RESISTENZA!
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    "Il Ribelle è deciso ad opporre Resistenza. Il suo intento è dare battaglia, sia pure disperata"
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    Citazione Originariamente Scritto da Antroposofo Visualizza Messaggio


    c'è sempre bisogno di un delatore comunista,....
    oh oh, piano eh!
    ti segnalo!
    vai ad insozzare altri 3d!
    qui si parla di magdi!





    comunista!

  6. #6
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    Meno male, è solo Magdi Allam


    Maurizio Blondet 23 marzo 2008


    Confesso: alla lettura della notizia: «Il Papa battezza un convertito musulmano» mi si sono rizzati i capelli in testa. La seconda reazione però è stata di sollievo: «Ah, è solo Magdi Allam… Grazie Gesù».

    La prima reazione, come è ovvio, era motivata dal rischio enorme cui il Papa si esponeva con il battesimo di un ex-musulmano in forma così pubblica e solenne, a Pasqua e a San Pietro: atto che milioni di fondamentalisti islamici giudicano certamente una provocazione sanguinosa, da lavare col sangue.

    E al timore per la vita del Santo Padre, si aggiungeva la certezza dei pericoli in più che correranno, d’ora in poi, le comunità cristiane nei Paesi musulmani, già decimate ed assediate; e l’inevitabile naufragio, dopo una tale «provocazione», delle difficili aperture recentemente avvenute nel mondo islamico, dalla lettera che 138 studiosi islamici inviarono al Papa nell’ottobre 2007 («Una parola comune tra noi e voi»), fino alla chiesetta che il Qatar ha consentito fosse aperta a Doha perché migliaia di lavoratori filippini potessero partecipare alla Messa; il primo luogo di culto cattolico
    in 14 secoli in un tale Paese.

    La ragione del sollievo è altrettanto ovvia: non credo ci sia un solo musulmano che ritenga valga la pena di punire col sangue la «conversione» di Magdi Allam, per rabbia di aver perso un così prezioso fedele del Profeta: perché i musulmani sono convinti che Allam sia non un musulmano egiziano, ma un egiziano copto.

    Lo sostiene Tariq Ramadan, il celebre intellettuale francofono; lo sostiene anche Massimo Palazzi alias Abdul Hadi, lui convertito all’Islam e discussa figura di neo-musulmano «moderato». Lo sostiene anche Dimitri Buffa, che non è musulmano né cristiano, ma un giornalista radicale (pannelliano) molto filo-israeliano che scrive su La Padania, e di Allam è amico personale. Avranno le loro ragioni e le loro informazioni.

    Secondo Miguel Martinez, autore del sito Kelebkler, la verità starebbe a metà strada: poiché ai copti in Egitto sono chiusi i livelli alti delle carriere, il nonno di Magdi si sarebbe fatto musulmano; poi il papà sarebbe tornato alla fede copta.

    Come che sia, in Egitto Magdi Allam ha frequentato fin dall’asilo le scuole cattoliche delle suore, è andato al rinomato liceo dei Salesiani al Cairo, scuola frequentata dalla classe dirigente cairota senza distinzioni di fede; inoltre vive in Italia da almeno 35 anni.

    «Lo si può dire ‘egiziano’ come di me si può dire che sono messicano», nota Miguel Martinez. Diciamo che chiamare Allam «egiziano» è come chiamare Mike Bongiorno «un americano».

    Della sua fede precedente, del resto, lo stesso Magdi ha testimoniato: «Mai stato praticante. Mai pregato cinque volte al giorno col capo rivolto verso la Mecca: solo di rado in moschea. Mai digiunato durante il Ramadan. Nasco musulmano in quanto figlio di musulmani, ma sono come mio padre, che pregava poco o niente e beveva, anche troppo».

    Lo ha fatto in un’intervista con Stefano Lorenzetto su il Giornale, in cui ha spiegato che cosa lo ha portato giovanissimo in Italia: «Avevo sete di libertà. Tu pensa che cosa significa, per un ragazzo
    di 15 anni, passare una giornata nelle mani del Mukhabarat, il servizio segreto egiziano, sottoposto ad un durissimo interrogatorio con l’accusa d’essere una spia d’Israele». Già allora?

    No, spiega Allam: «Parlavo al telefono in francese con la mia fidanzatina del Cairo. Senza sapere che era sì egiziana però ebrea. Immagina tu nel 1967, con la guerra dei sei giorni... Ma a me che importava della religione? Ero solo innamorato».

    Si è di nuovo innamorato, recentemente, di Valentina Colombo, docente di arabo a Bologna, che ha sposato civilmente nell’autunno 2007: civilmente perché Magdi Allam aveva sposato qualcun’altra molti anni fa, un’italiana, tant’è che ha due figli dal primo matrimonio, trentenni. Valentina Colombo è ebrea e molto filo-Likud. Lui invece dice che è «cattolica non praticante».

    Fatto è che Valentina e Magdi sono andati insieme alla sinagoga di Roma l’estate scorsa, dove il rabbino Di Segni ha ringraziato il giornalista per il suo ultimo libro, dal titolo discreto: «Viva Israele». Valentina, hanno detto le agenzie, era allora incinta: «Chiameranno il figlio Davide». E’ divorziato, il convertito? Si può avere il battesimo con due matrimoni? Che dire?

    Magdi Allam ha fatto tutta la sua luminosa carriera di giornalista nella veste di «musulmano che rivela le magagne dell’Islam»: per questo riceve dal Corriere uno stipendio di 22 mila euro mensili come «direttore ad personam». Nella parte di «cattolico che rivela le magagne dell’Islam» rischia di essere meno utile: varrà ancora 22 mila mensili?

    La risposta che si può azzardare, forse, è di tipo molto interno alla professione giornalistica, un segreto di bottega. Viene un momento in cui giornalisti di mezza tacca ma di grande notorietà, incapaci di trovare le notizie, hanno un’idea: fare di sé stessi la notizia. Diventare «personaggi», recitare la parte, andare da Bruno Vespa, scrivere pezzi che cominciano con la prima persona singolare: «Io».

    Intendiamoci, questo tipo di giornalismo minore ha anche versioni più dignitose. Di tanto in tanto c’è un giornalista americano che si tinge la faccia e per quindici giorni finge di essere negro, per poi scrivere come lo hanno trattato i bianchi.

    Alla Notte, defunto quotidiano milanese del pomeriggio, i giovani praticanti venivano regolarmente mandati a fingersi Rom nelle strade di Milano, o a convivere coi barboni alla Stazione Centrale, mascherati opportunamente per la bisogna. Poi scrivevano pezzi che cominciavano con Io: «Io, barbone alla Centrale».

    Persino Vittorio Feltri, il miglior direttore ruspante della stampa italiana, ai tempi del Corriere s’è finto lavavetri polacco: in tuta candida, di figura signorile com’è e con l’inequivocabile accento lumbard, ha fatto un sacco di soldi in offerte. Niente di male, ogni tanto ci dobbiamo inventare anche questa. Magdi, come musulmano, ha forse giocato tutte le sue carte, e doveva inventarsi una novità per tener vivo il suo personaggio?

    Ma una cosa è dire «mi sono finto lavavetri e vi racconto com’è andata», e un’altra è «mi fingo musulmano per farmi battezzare dal Papa». E qui, smettiamo di sorridere. Se è così, è una specie di simonia; un tristo giocare con le cose sacre per ragioni di cassetta. Speriamo solo che la conversione sia autentica, nel profondo della coscienza in cui solo Dio può giudicare.

    Un dubbio lo mette lo stesso Magdi. Nella già citata intervista a Lorenzetto, egli racconta come «si fosse accostato all’Eucarestia» molto prima della conversione: «Al Cairo, avrò avuto 13-14 anni. Agii d’impulso, pur sapendo che era un atto blasfemo, non essendo io battezzato. Ho sempre provato attrazione per la religiosità, anche quando mi sono professato ateo o agnostico. Oggi sono convinto che l’Occidente possa riscattarsi solo riscoprendo Dio». Che è la stessa idea di Giuliano Ferarra. O di Daniel Pipes, che Magdi Allam frequenta molto.

    Magari si dovrebbe dire qualcosa, piuttosto, su chi nella Curia di Roma ha indotto il Papa a questo battesimo. La buona fede del Pontefice è fuori discussione: ha sempre detto che la Chiesa è missionaria o non è, ed ha ragione. Ma in Vaticano esiste una forte, collaudata organizzazione che - per missionarietà senza dubbio - si premura di trasformare le grandi funzioni pubbliche, specie se riprese in mondovisione, in «eventi» spettacolari.

    L’abbiamo già visto nel Giubileo del 2000, quando il vecchio e già cadente Giovanni Paolo II fu fatto apparire con un immenso piviale simil-Missoni, che sbatteva nel vento come un paracadute (ne aveva la vastità), mentre due falsi araldi muscolosi, culturisti hollywoodiani, soffiavano dentro due finti «jobel», i corni ebraici che annunciavano il Giubileo. Operazione molto lodata dai vescovi, ma di profonda tristezza spettacolare, per ogni fedele un po’ sensibile.

    Ora la stessa organizzazione ha indotto il Papa ignaro a battezzare un probabile copto, per mettere in scena la conversione? E’ troppo persino farsi questa domanda.

    Ma alla fine, occorre dire che questa triste scena ha davvero creato una «realtà» precostituita: magari - Dio non voglia - come «ragione» precostituita di un attentato a Benedetto XVI, per mano «islamica», come già minacciato da Osama nel suo ultimo messaggio. Osama bin Katz, intendo. Ma la stampa dirà che invece è stato Osama bin Laden, proprio come ripete che Magdi Allam è un «musulmano convertito».

    Naturalmente, il mio sarà un eccesso di malfidenza, forse mi porterà diritto all’inferno. Lo saprò per certo la prossima Pasqua: quando, ne sono sicuro, il Santo Padre battezzerà pubblicamente un ebreo convertito, magari Giuliano Ferrara, un giornalista-notizia che ha intrapreso un suo arduo cammino… Allora mi confesserò di questo peccato mortale.

    Ma leggerò con piacere ciò che diranno gli ebrei Di Segni, Gad Lerner e Pacifici, di questa «provocazione del Papa». Si sa infatti che gli ebrei detestano anche solo la preghiera della Chiesa per la loro conversione, al punto da considerarla offensiva. Spero che Dio mi dia un altro anno di vita.


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    Link a questo articolo :
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  7. #7
    TORINO E' GRANATA
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    BOUGIA NEN autentico, cioè come per l'Esercito Piemontese, io NON ARRETRO MAI !!
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    un mussulmano in MENO in Italia è SEMPRE un ottima notizia !!

  8. #8
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    E' grave che Ratzinger in persona abbia voluto presenziare alla
    conversione. E' ancora più grave che abbia voluto dare pubblico
    risalto mondiale ad un evento di proselitismo e di concorrenza con
    la fede islamica, un evento destinato a fomentare rotture,
    incomprensioni e sospetti anche sulla presenza religiosa cattolica
    nei paesi islamici.

    Può darsi che qualcuno senta dentro di se il bisogno di cambiare
    fede, di riconoscersi in una Chiesa diversa da quella in cui ha
    adorato il suo Dio. Ma il percorso, l'itinerario di un simile evento
    non è certamente quello fatto da Magdi Allam . La via percorsa da
    Magdi Allam è stata simile a quella di altri propagandisti del
    conflitto di civiltà: un crescendo di attacchi parossistici contro i
    paesi arabi, una invettiva che diventa un urlo di guerra . Guerra
    reale che conta, dopo la menzogna dell'11 settembre, oltre due
    milioni di morti in Irak, Afghanistan, Palestina, Libano.
    Naturalmente Magdi Allam, ieri fedigrafo musulmano, oggi apostata e
    crociato investito direttamente dal Papa.
    La Piazza San Pietro, luogo di raduno da milioni di fedeli che
    sono venuti durante tanti anni a testimoniarrvi la loro scelta di
    pace, di misericordia, di giustizia sociale, il loro anelito verso
    la libertà dalla povertà, dalle malattie, dallo sfruttamento è
    stata profanata dal cinismo di un Papa e di una Chiesa che
    perseguono finalità politiche di potenza, di egemonia mondiale.
    Le conseguenze di questo evento non saranno positive. I
    musulmani vi leggeranno la provocazione di un proselitismo che non
    riguarda soltanto la loro religione ma il loro diritto a resistere
    al neo colonialismo occidentale. Insomma alla polemica "civile"
    dell'Occidente contro l'Islam si salda la polemica "religiosa" per
    intervento diretto del massimo rappresentante della Chiesa Cattolica.
    Il Corriere della sera che ha conferito a Magdi Allam
    l'incarico "politico" di Vice Direttore è investito direttamente
    della questione.
    L'attendibilità di Magdi Allam musulmano antimusulmano poteva avere
    un certo credito; l'attendibilità di Magdi Allam apostata convertito
    è zero. Farebbe bene a chiedergli di non occuparsi mai più di
    questioni riguardanti l'islam e le comunità islamiche in Italia.
    Pietro Ancona
    www.spazioamico.it

  9. #9
    Frangar,non flectar!
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    E Magdi Allam da "mussulmano" si fece "cattolico"……

    Oggi, 23 marzo 2008, i giornali tutti sono pieni della stupefacente conversione di Magdi Allam che da "mussulmano" si fa "cattolico". Aiuta a gonfiare la notizia il fatto che Benedetto XVI, in prima persona, gli abbia amministrato i sacramenti nella cornice di San Pietro in Roma.
    Potreste obiettarmi: "E chi se ne fotte? Di Magdi Allam. E della sua improbabile e strombazzata conversione?". Ed avreste torto, torto marcio. Perché la conversione di Magdi Allam è "segno dei tempi", un tassello del fatto che "noi giudeocristiani" siamo in guerra con i "fanatici mussulmani". E che Bush, l’alfiere dei "giudeocristiani" ispirato da Jahvé, si appresta a dare l’ultimo suo colpo di coda aggredendo l’Iran. Siamo, dunque, in presenza di un avvenimento che saltella tra "cronaca" e "storia".

    Potreste obiettarmi: "Giudeocristiani e fanatici mussulmani sono due categorie mediatiche. In realtà ci sono dei ladroni che vorrebbero depredare le terre e le risorse altrui". Vi confesso che io non disdegno questo modo di pensare e di vedere. E, in effetti, in Afganistan, in Iraq e in Palestina ci sono degli "invasori" e ci sono degli "invasi". Devo però avvertirvi che un simile modo di pensare si avvicina tanto al un modo di vedere di tipo "nazifascista". E, difatti, così dicendo, voi dimostrereste che credete ancora nei "Popoli", nella loro "indipendenza" e nella loro "sovranità".

    Solo che un simile modo di vedere non è più "moderno". Nel nostro mondo moderno gli Yankees ci predicano di essere "benefattori dei popoli". Tanto per dire: portano la "democrazia" in Afganistan per costruirsi un oleodotto che succhi gas e petrolio dall’Asia centrale a beneficio degli USA e portano la "libertà" in Iraq in cambio di quell’acqua sporca e nerastra che si chiama "petrolio". Per non dire degli Ebrei che, andati in Palestina, hanno creato un loro "Stato" e, volendolo religiosamente puro, hanno cacciato dai paesi natali 800.000 Palestinesi spogliandoli di tutto. Purtroppo gli Arabi/Mussulmani, invasi e derubati, non capiscono la nostra fraterna spiritualità e si fanno "fanatici mussulmani".

    Oggi, dunque, a credere alle apparenze, dovremmo prendere atto che Magdi Allam da "mussulmano" si è fatto "cattolico" e che Benedetto XVI gli ha amministrato i sacramenti in San Pietro in Roma. Solo che, a smentire queste apparenze tanto strombazzate dalla stampa, provvede lo stesso Magdi Allam (1). Che scrive un lungo articolo dove, più che parlare e spiegare la sua "conversione" da "mussulmano" a "cattolico", si lancia in una lunga filippica contro i "fanatici mussulmani".

    Insomma, in questo mondo che cambia, Magdi Allam è una certezza: è il solito pennivendolo assoldato per decantare le "virtù" degli USA e di Israele e le "nefandezze" degli Arabi/Mussulmani che non accettano e non gradiscono di essere invasi e derubati in casa loro. Semmai è Benedetto XVI che ci fa la figura di un "povero Cristo" trascinato ed usato in questo teatrino. Che poi Benedetto XVI non capisce oppure capisce e si adegua sono fatti suoi.

    Sia come sia, io la vedo sempre allo stesso modo. Magdi Allam, ex cittadino egiziano fattosi italiano per concessione amministrativa, era un "improbabile italiano". Ora è diventato anche un "improbabile cattolico". Ma questo non deve mettervi in allarme. Perché chi lo paga per scrivere certe cose è sempre lo stesso padrone. E anche gli US$ non hanno cambiato colore. Sebbene, dopo 8 anni di Presidenza Bush, si siano di molto svalutati.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Eginardo Visualizza Messaggio
    E' grave che Ratzinger in persona abbia voluto presenziare alla
    conversione. E' ancora più grave che abbia voluto dare pubblico
    risalto mondiale ad un evento di proselitismo e di concorrenza con
    la fede islamica, un evento destinato a fomentare rotture,
    incomprensioni e sospetti anche sulla presenza religiosa cattolica
    nei paesi islamici.

    Può darsi che qualcuno senta dentro di se il bisogno di cambiare
    fede, di riconoscersi in una Chiesa diversa da quella in cui ha
    adorato il suo Dio. Ma il percorso, l'itinerario di un simile evento
    non è certamente quello fatto da Magdi Allam . La via percorsa da
    Magdi Allam è stata simile a quella di altri propagandisti del
    conflitto di civiltà: un crescendo di attacchi parossistici contro i
    paesi arabi, una invettiva che diventa un urlo di guerra . Guerra
    reale che conta, dopo la menzogna dell'11 settembre, oltre due
    milioni di morti in Irak, Afghanistan, Palestina, Libano.
    Naturalmente Magdi Allam, ieri fedigrafo musulmano, oggi apostata e
    crociato investito direttamente dal Papa.
    La Piazza San Pietro, luogo di raduno da milioni di fedeli che
    sono venuti durante tanti anni a testimoniarrvi la loro scelta di
    pace, di misericordia, di giustizia sociale, il loro anelito verso
    la libertà dalla povertà, dalle malattie, dallo sfruttamento è
    stata profanata dal cinismo di un Papa e di una Chiesa che
    perseguono finalità politiche di potenza, di egemonia mondiale.
    Le conseguenze di questo evento non saranno positive. I
    musulmani vi leggeranno la provocazione di un proselitismo che non
    riguarda soltanto la loro religione ma il loro diritto a resistere
    al neo colonialismo occidentale. Insomma alla polemica "civile"
    dell'Occidente contro l'Islam si salda la polemica "religiosa" per
    intervento diretto del massimo rappresentante della Chiesa Cattolica.
    Il Corriere della sera che ha conferito a Magdi Allam
    l'incarico "politico" di Vice Direttore è investito direttamente
    della questione.
    L'attendibilità di Magdi Allam musulmano antimusulmano poteva avere
    un certo credito; l'attendibilità di Magdi Allam apostata convertito
    è zero. Farebbe bene a chiedergli di non occuparsi mai più di
    questioni riguardanti l'islam e le comunità islamiche in Italia.
    Pietro Ancona
    www.spazioamico.it
    si, è molto grave.
    Ed è anche molto grave che solo gli "smaliziati" vedano in questo gesto qualcosa di più che una semplice conversione.

 

 
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