Alcuni diplomatici stranieri a Pechino sono partiti per Lhasa, la capitale del Tibet, per un viaggio di due giorni organizzato dal governo cinese per mostrare la situazione della città dopo gli scontri tra i monaci e la polizia. Lo riferiscono fonti diplomatiche. I rappresentanti di Usa, Gb, Francia, Australia e Italia figurano tra le persone invitate a compiere un itinerario simile a quello compiuto giovedì da un gruppo di giornalisti stranieri.
"Sono già partiti e saranno di ritorno domani notte" ha precisato un portavoce dell'ambasciata italiana. A Washington, il portavoce del dipartimento di Stato Sean McCormack ha apprezzato il gesto anche se lo giudica insufficiente.
I monaci non saranno puniti
Con questi viaggi guidati nella regione in subbuglio la Cina intende far cambiare idea all'opinione pubblica internazionale preoccupata per le notizie della repressione violenta delle manifestazioni indipendentiste. Al proposito, Pechino ha fatto anche sapere che non punirà i monaci che hanno interrotto giovedì la visita guidata a Lhasa dei giornalisti, accusando il governo cinese di aver mentito sulla rivolta delle due scorse settimane e di opprimere la popolazione locale. Lo ha annunciato Baema Chilain, vice presidente della Regione autonoma del Tibet, controllata da Pechino, aggiungendo che i "separatisti stavano progettando di impedire la staffetta della fiaccola olimpica nel Tibet. Chilain si è impegnato a aumentare i controlli per rendere sicura la prevista ascensione della fiaccola sul monte Everest, secondo quanto riporta l'agenzia Nuova Cina.
In Nepal manifestanti pro Tibet scavalcano recinzione palazzo Onu
Intanto una dozzina di manifestanti pro Tibet hanno scavalcato la recinzione degli edifici che ospitano gli uffici dell'Onu nella capitale del Nepal per chiedere un intervento delle Nazioni Unite nella vicenda tibetana. Un gruppo di studenti tibetani, che portavano dei cartelli con le scritte "Tibet libero" e "Stop al genocidio culturale in Tibet", si sono arrampicati sui muri di cinta del complesso Onu e hanno iniziato la loro protesta, mentre all'esterno la polizia ha fermato decine di altri manifestanti. I tibetani che vivono in Nepal hanno protestato quasi ogni giorno da quando sono cominciati, questo mese, i disordini nella capitale del Tibet, Lhasa.
Usa "tiepidi"
"Lo consideriamo un passo nella giusta direzione, ma non puo' rivelarsi un surrogato rispetto alla possibilit per i nostri diplomatici, come pure per altre persone ancora, di viaggiare non solo a Lhasa, maspecificamente anche nel circondario della città, ha sottolineato Sean McCormack, capo portavoce del ministero degli Esteri Usa. Più accomodante il commento di un'esponente dell'ambasciata australiana, Janaline Oh: "Suppongo che obiettivo del ministero degli Esteri cinese sia, in sostanza, rispondere alle richieste internazionali di poter avere accesso al Tibet", ha osservato Oh.
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/a...lo406917.shtml




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