Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    4° class schedina 2015
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    Predefinito Il Programma del Popolo della Libertà

    1. Difendere e far ripartire l’economia italiana
    2. La “giusta imposta”
    3. Legge e ordine, sicurezza territoriale, governo dell’immigrazione
    4. Per una società più solidale basata sulla famiglia
    5. Permettere ai giovani di costruirsi un futuro migliore
    6. Una casa per tutti
    7. Una sanità al servizio dei cittadini
    8. Un’alleanza per il Sud
    9. La ricchezza dell’Italia: Scuola, Università, Ricerca, Ambiente e Beni culturali
    10. Completare la riforma federale dello Stato


    PUNTO N. 1: DIFENDERE E FAR RIPARTIRE L’ECONOMIA ITALIANA
    1. Per difendere e far ripartire l’economia italiana dando forza alle sue specifiche vocazioni produttive, dalle piccole alle grandi imprese, dal commercio all’artigianato,dal turismo all’agricoltura, al “Made in italy”:
    a) iniziative del nostro governo per politiche europee mirate alla riduzione della regolamentazione comunitaria, alla difesa della nostra produzione, contro la concorrenza asimmetrica che viene dall’Asia (dazi e quote), all’applicazione simmetrica, anche in Asia, di uguali regole sociali ed ambientali;
    b) infrastrutture: rilancio e rifinanziamento della nostra fondamentale “Legge Obiettivo” (a partire dalle Pedemontane lombarde e venete, dal Ponte sullo Stretto di Messina, e dall’Alta velocità ferroviaria). Apertura di una corsia di accesso ai lavori anche per le piccole e medie imprese di costruzione; salvaguardia e sviluppo dell’aeroporto di Malpensa;
    c) piena attuazione della Legge Biagi per realizzare una maggiore inclusione nel mercato del lavoro di giovani, donne, anziani e disabili. Completamento della Borsa lavoro per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro; lotta all’economia sommersa, riducendo il peso fiscale e contributivo sul lavoro;
    d) detassazione di straordinari, premi e incentivi legati a incrementi di produttività; graduale progressiva detassazione delle “tredicesime” o di una mensilità;
    e) rimborsi IVA in tempo commerciale (da 60 a 90 giorni), per lasciare liquidità nelle imprese;
    f) versamento IVA dovuto solo dopo il reale incasso della fattura, per non penalizzare le imprese che hanno problemi di clientela insolvente;
    g) graduale e progressiva abolizione dell’IRAP, a partire dall’abolizione dell’IRAP sul costo del lavoro e sulle perdite;
    h) attuare reali liberalizzazioni dei servizi privati e pubblici per migliorare il rapporto qualità/prezzo a favore dei consumatori a partire dal carico delle bollette. Liquidazione delle società pubbliche non essenziali;
    i) difesa dei consumatori generalizzando e rafforzando il principio di “portabilità” dei rapporti con le banche, da noi proposto nel 2006;
    l) sperimentazione della certificazione obbligatoria del “Made in Italy”;
    m) partecipazione ai progetti europei di energia nucleare di ultima generazione;
    n) realizzazione dei rigassificatori già autorizzati (Nord, Centro, Sud) per diversificare i Paesi di approvvigionamento;
    o) incentivi alla diversificazione, alla cogenerazione, all’uso efficiente di energia, alle fonti rinnovabili (vere, non assimilate), dal solare al geotermico, dall’eolico alle biomasse, ai rifiuti urbani, per ridurre i costi dell’energia per le famiglie e per le imprese;
    p) diversificazione del funzionamento degli impianti elettrici ad olio combustibile attraverso il ricorso al carbone pulito;

    q) attività produttive: semplificazione della burocrazia che pesa sulle imprese; eliminazione di quella contabilità fiscale che è insieme superflua, perditempo e costosa; sperimentazione di un periodo “no tax” per le nuove iniziative imprenditoriali e professionali; graduale progressiva riduzione dell’IVA sul turismo; legge sui Distretti industriali, sulle filiere produttive e sulle reti d’imprese.
    r) agricoltura: completamento del disegno strategico perseguito durante il quinquennio 2001/2006 attraverso la ripresa di una incisiva azione comunitaria mirata a salvaguardare gli interessi nazionali per completare le politiche di “disaccoppiamento”, orientamento al mercato, promozione di qualità, sicurezza alimentare ed ambientale; il contenimento dei costi di produzione anche con la stabilizzazione del regime fiscale e previdenziale agricolo, la valorizzazione dei prodotti tipici nel mercato interno e internazionale combattendo la contraffazione e rendendo obbligatoria l’indicazione di origine geografica del prodotto agricolo; favorire la trasparenza dei mercati, l’aggregazione dell’offerta e ridurre i passaggi dal campo alla tavola dei prodotti agricoli, a garanzia di un giusto prezzo per consumatori e produttori; la diffusione di mercati gestiti direttamente dai produttori agricoli e lo sviluppo di imprese agricole multifunzionali nel campo energetico, ambientale e sociale.




    PUNTO N. 2: LA “GIUSTA IMPOSTA”
    Oltre alle forme di detassazione e semplificazione di cui sopra:
    a) graduale progressiva attuazione dei principi contenuti nella nostra Legge delega per la riforma fiscale (2003), con l’obiettivo di portare la pressione fiscale sotto il 40% del prodotto interno lordo, con favore per la famiglia (“quoziente familiare”). In particolare, si terrà conto oltre che della composizione del nucleo familiare, delle persone con disabilità e degli anziani a carico;
    b) totale eliminazione dell’ICI sulla prima casa, senza oneri per i comuni;
    c) graduale progressiva tassazione forfettaria degli affitti;
    d) rafforzamento delle misure di contrasto all’evasione fiscale già contenute nella nostra Legge finanziaria per il 2006: potenziamento della riscossione esattoriale, attuazione della partecipazione dei Comuni all’accertamento tributario; nuove misure per attivare il contrasto d’interessi tra prestatori di servizi e consumatori sul modello della detrazione per i lavori di ristrutturazione edilizia;
    e) riforma degli studi di settore, partendo non dal centro, ma dalle realtà economiche territoriali e qui coinvolgendo anche i Comuni.








    PUNTO N. 3: LEGGE E ORDINE, SICUREZZA TERRITORIALE, GOVERNO DELL’IMMIGRAZIONE
    Terminare l’opera intrapresa nella legislatura 2001/2006, con il completamento della riforma dei codici e la definitiva razionalizzazione delle leggi esistenti, per attuare i seguenti punti:
    a) sicurezza del territorio. Rafforzare la prevenzione dei cosiddetti “reati diffusi” (furto in appartamento, furto d’auto, spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione, etc), attraverso una maggiore presenza sul territorio delle forze dell’ordine e l’uso di strumenti tecnici di protezione (videocamere). Rilanciare la polizia di prossimità, i poliziotti e carabinieri di quartiere per garantire, soprattutto nelle periferie delle aree urbane, la sicurezza nelle strade e la lotta al degrado metropolitano;
    b) aumentare progressivamente le risorse finanziarie per la sicurezza (contratti, carriere, mezzi tecnici). Varare leggi quadro per la riforma e la valorizzazione delle polizie locali e degli istituti di vigilanza; aumentare le pene per i reati di violenza contro le forze dell’ordine; procedere- in conformità con gli impegni assunti in sede europea - alla istituzione della banca dati nazionale del dna;
    c) incrementare la prevenzione nei confronti del terrorismo interno ed internazionale. Individuare e contrastare gli aderenti alle cellule terroristiche presenti sul territorio italiano. Stretto controllo delle moschee collegate alla predicazione ultrafondamentalista;
    d) contrastare il terrorismo interno individuando le sacche residue di brigatismo e di anarco-insurrezionalismo. Tutelare l’ordine pubblico dagli attacchi alla legalità dei vari “disobbedienti” (gli espropri proletari, l’aggressione delle forze dell’ordine, etc);
    e) rafforzamento del contrasto all’immigrazione clandestina, intensificando le politiche comuni europee e la collaborazione con i paesi di origine o di transito degli immigrati per bloccare i flussi incontrollati. Iniziativa del governo italiano in sede di Unione Europea, affinchè non si attuino più sanatorie indiscriminate per i clandestini. Per le quote programmate di ingresso in Italia dare precedenza ai paesi che garantiscano la reciprocità dei diritti, che impediscano dal proprio territorio la partenza di clandestini e che accettino programmi comuni di formazione professionale prima delle partenze regolari verso l’Italia. Rafforzare e moltiplicare i CPT (centri di permanenza temporanea) per l’identificazione e l’espulsione dei clandestini. Eliminare le disposizioni del Governo Prodi che hanno facilitato l’ingresso dei clandestini;
    f) per l’integrazione dell’immigrazione regolare, confermare il collegamento stabilito nella Legge Bossi-Fini fra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, contrastare lo sfruttamento illegale del lavoro degli immigrati. Curare progetti di inserimento scolastico che puntino alla conoscenza della lingua italiana, della nostra cultura e delle nostre leggi fondamentali. Contrastare con forza ogni forma di sfruttamento dei minori e delle donne;
    g) contrastare nelle aree urbane ogni forma di insediamento abusivo di nomadi e in generale di persone senza fissa dimora. Allontanare tutti coloro che, anche se cittadini comunitari, siano privi di mezzi di sostentamento legali e di regolare residenza;
    h) unificazione in un unico testo di legge delle varie norme in favore delle vittime dei reati, in modo da evitare ogni discriminazione ed esclusione dai trattamenti risarcitori; facilitazioni per installazioni di sistemi di sicurezza nei pubblici esercizi;
    i) garantire la certezza della pena, prevedendo che i condannati con sentenza definitiva scontino effettivamente la pena inflitta, escludendo gli sconti di pena per i recidivi e per coloro che hanno commesso reati di particolare gravità e allarme sociale. Per i reati minori prevedere pene alternative al carcere, quali i lavori socialmente utili, al fine del reinserimento sociale del condannato;
    j) inasprimento delle pene per i reati di violenza sui minori e sulle donne, gratuito patrocinio a favore delle vittime di tali reati. Istituzione del Tribunale della famiglia, per garantire i diritti fondamentali dei componenti del nucleo familiare;
    k) riportare a livello di effettività la distinzione delle funzioni nella Magistratura, come avviene in tutti i paesi europei, eliminando le attenuazioni volute dal governo Prodi. Avviare una fase di confronto con gli operatori della giustizia per una riforma di ancor maggiore garanzia per i cittadini, che riconsideri l’organizzazione della Magistratura, l’obbligatorietà dell’azione penale e l’impiego della Polizia Giudiziaria;
    l) per aumentare l’efficienza e la rapidità della Giustizia, completare la riforma del codice di procedura civile con ulteriore snellimento dei tempi di definizione e particolare incentivo alle procedure extra giudiziali; avviare un confronto con i rappresentanti dei lavoratori della giustizia al fine di riconsiderare le piante organiche, i carichi di lavoro, l’utilizzo delle tecnologie informatiche e le qualificazioni professionali;
    m) escludere qualsiasi nuovo provvedimento di indulto o di amnistia. Edificare nuove carceri e ristrutturare quelli esistenti, attraverso operazioni finanziarie che valorizzino il patrimonio immobiliare, per aumentare la capacità ricettiva degli istituti;
    n) Attuare i principi costituzionali del giusto processo per una maggiore tutela delle vittime e degli indagati. Riformulare l’attuale normativa anche costituzionale in tema di responsabilità penale, civile e disciplinare dei magistrati, al fine di aumentare le garanzie per i cittadini.


    PUNTO N. 4: PER UNA SOCIETA’ PIU’ SOLIDALE BASATA SULLA FAMIGLIA
    a) Distribuzione di beni di prima necessità attraverso i Comuni ed il volontariato, per aiutare la parte più bisognosa della nostra popolazione ad arrivare a fine mese;
    b) abbattimento del costo dei mutui bancari delle famiglie, rendendone conveniente la ristrutturazione da parte delle banche, con il concorso delle associazioni dei consumatori;
    c) graduale progressivo aumento delle pensioni più basse. Rafforzamento del nostro progetto di previdenza complementare e avvio sperimentale di nuove mutue sociali e sanitarie;
    d) la famiglia, intesa come comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, sarà il centro privilegiato di un nuovo rapporto fiscale, basato sul criterio del “quoziente familiare”;
    e) reintrodurre e potenziare il nostro “Bonus bebè”, per sostenere la natalità;
    f) graduale e progressiva riduzione dell’IVA su latte, alimenti e prodotti per l’infanzia, come in Inghilterra;
    g) prosecuzione del nostro piano di investimenti in asili aziendali e sociali, attraverso fondi pubblici e detassazione;
    h) creazione, sul modello francese, di un libretto vincolato per ogni nuovo nato, per aiutare le famiglie nel corso degli studi. Sostegno alle famiglie per una effettiva libertà di scelta educativa tra scuola pubblica e scuola privata;

    i) stabilizzazione del nostro “5X1000” e sua reale applicazione a favore di volontariato, non-profit, terzo settore, ricerca, etc.;
    l) riforma del libro primo del codice civile, per riconoscere il ruolo fondamentale assunto nella nostra società dal “terzo settore”;
    m) rilancio del ruolo di prevenzione e di assistenza dei consultori pubblici e privati e, d’intesa con le Regioni, individuazione delle risorse finanziarie necessarie a garantire credibili alternative all’aborto per la gestante in difficoltà.
    n) continuità nell’assegnazione di libri di scuola gratuiti per le famiglie meno agiate ed estensione fino al 18° anno di età per garantire la fruizione del diritto/dovere all’istruzione;
    o) Microcredito: riconoscimento e incentivazione delle Fondazioni Etiche che lo promuovono. Superamento da un lato dell’usura e dall’altro lato del costo delle banche, utilizzando la sede degli sportelli postali per combinare la massa del microrisparmio con la domanda di microfinanziamenti per piccoli investimenti produttivi. Soprattutto da parte dei giovani;
    p) utilizzo delle Poste italiane per servizi sociali a domicilio, a favore dei cittadini, in coordinamento con i Comuni;
    q) attuazione del nostro piano straordinario per le persone non autosufficienti (disabili, anziani, malati gravi, etc.) di concerto con il mondo delle autonomie e del privato sociale;
    r) esclusione di ogni ipotesi di leggi che permettano o comunque favoriscano pratiche mediche assimilabili all’eutanasia;
    s) incremento delle tutele, delle garanzie e dei controlli in materia di sicurezza sul lavoro anche attraverso incentivi per le imprese che si impegnano in tal senso;
    t) revisione del sistema di assistenza sociale in base al principio di sussidiarietà, dando un ruolo maggiore ai comuni e garantendo la libertà di scelta tra i vari servizi che vengono offerti dal pubblico, dal privato e dal privato sociale.


    PUNTO N. 5: UN’ALLEANZA PER IL SUD
    a) Piano decennale straordinario concordato con le Regioni per il superamento della questione meridionale a partire dal potenziamento, completamento e realizzazione delle infrastrutture: porti, reti stradali e autostradali, alta capacità ferroviaria, Ponte sullo stretto, in modo da formare un sistema logistico integrato;
    b) federalismo fiscale solidale e misure di fiscalità di sviluppo (fiscalità compensativa) a favore delle aree svantaggiate;
    c) creazione di zone e porti franchi;
    d) contrasto alla criminalità organizzata; approvare e finanziare un piano di emergenza per la sicurezza e la legalità nel Mezzogiorno d’Italia;
    e) “Leggi Obiettivo” speciali concentrate su turismo e beni culturali, agroalimentare e risorse idriche, infrastrutture e logistica, poli di eccellenza per la ricerca e l’innovazione;
    f) realizzazione di un piano strategico di riconversione dell’industria chimica pesante (impianti petrolchimici e centrali termoelettriche) ispirato alle nuove tecnologie;
    g) pieno e tempestivo utilizzo dei fondi comunitari attraverso nuove intese istituzionali di programma;
    h) realizzazione del nostro progetto, interrotto dal Governo Prodi, della Banca del Sud.



    PUNTO N. 6: PERMETTERE AI GIOVANI DI COSTRUIRSI UN FUTURO MIGLIORE
    a) garanzie pubbliche per i “prestiti d’onore” e per il finanziamento d’avvio a favore di giovani che iniziano la loro attività di impresa;
    b) graduale progressiva totalizzazione dei periodi contributivi;
    c) “Bonus locazioni”, per aiutare le giovani coppie e i meno abbienti a sostenere l’onere degli affitti;
    d) sul modello storico delle “Casse edili”, ripresa in ogni settore di attività del sistema delle mutue che, con sostegno pubblico e privato, garantiscano alla massa dei giovani assistenza sociale e sanitaria in caso di non lavoro e di bisogno;
    e) introduzione di un credito d’imposta per le imprese che assumono giovani o che stabilizzano lavoratori precari;
    f) favorire la costituzione di comunità giovanili soprattutto nelle periferie degradate, aperte a tutti i giovani senza strumentalizzazioni ideologiche: combattere il degrado delle periferie metropolitane attraverso la realizzazione di vere e proprie comunità giovanili, spazi di libertà e di aggregazione che consentano di fare sport, musica, teatro al di fuori dei circuiti commerciali.



    PUNTO N. 7: UNA CASA PER TUTTI
    Oltre a quanto previsto sopra in materia di regime forfettario sugli affitti, di bonus locazione e aiuti ai giovani e di ricontrattazione dei mutui:
    a) “Piano casa” per costruire 100.000 alloggi di edilizia economico-popolare, di case a riscatto e di edilizia in affitto a canone controllato, attraverso lo scambio tra concessioni di edificabilità e costruzione di edilizia a costi sociali. Ciascuna Regione determinerà i criteri di residenza e di bisogno su cui costruire le graduatorie;
    b) piano di riscatto concordato con le Regioni a favore degli inquilini di immobili pubblici;
    c) graduale progressiva detassazione degli investimenti in riscaldamento e/o difesa termica delle abitazioni e graduale progressiva detassazione degli investimenti per la costruzione nelle città di nuovi posti-auto sotterranei;
    d) fondo pubblico di garanzia per i mutui contratti dai condomini per le opere di manutenzione e/o ristrutturazione;
    e) stabilizzazione definitiva delle norme fiscali (IVA + Imposte dirette) sui lavori di ristrutturazione edilizia;
    f) Legge Obiettivo anche per i quartieri svantaggiati e le periferie delle grandi aree metropolitane, con agevolazioni agli interventi di riqualificazione urbana (demolizioni/ricostruzioni, etc) e il finanziamento di grandi progetti infrastrutturali.


    PUNTO N. 8:UNA SANITA’ AL SERVIZIO PER I CITTADINI
    a) Completamento del nostro piano per l’eliminazione delle liste d’attesa;
    b) appropriatezza delle prescrizioni e applicazione della “Carta del malato”;
    c) maggiore trasparenza nella scelta dei manager nelle aziende pubbliche sanitarie, con graduatorie che valorizzino il merito e le qualificazione professionale;
    d) riforma della Legge 180/78 (Legge Basaglia) in particolare per ciò che concerne il trattamento sanitario obbligatorio dei disturbati psichici;
    e) piena attuazione della Legge Fini – Giovanardi contro le droghe, con il potenziamento dei presidi pubblici e privati di prevenzione di recupero dalle tossicodipendenze;
    f) riconoscimento del ruolo dei medici, degli infermieri e di tutti gli altri appartenenti al personale sanitario per rilancio del Servizio Sanitario Nazionale e una maggiore tutela dei rischi professionali.



    PUNTO N. 9: LA RICCHEZZA DELL’ITALIA: SCUOLA, UNIVERSITA’, RICERCA, AMBIENTE E BENI CULTURALI
    a) Ridare autorevolezza agli insegnanti;
    b) attuare davvero e per la prima volta in Italia il disposto dell’articolo 34 della nostra Costituzione: “I capaci e meritevoli anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”;
    c) commisurare gli aumenti retributivi a criteri meritocratici: pagare di più gli insegnanti più preparati e più impegnati;
    d) ripresa nella scuola, per gli alunni e per gli insegnanti, delle “3 i” di inglese, impresa, informatica. Proprio come ora suggerito in Francia dalla “Commissione Attali”; difesa del nostro patrimonio linguistico anche in considerazione dei flussi migratori;
    e) ferme le garanzie per il diritto allo studio, libera, graduale e progressiva trasformazione delle Università in Fondazioni associative, aperte ai contributi dei territori, della società civile e delle imprese;
    f) importazione tale e quale dalla Francia in Italia dei “Fondi di fondi” per finanziare gli investimenti in ricerca;
    g) graduale progressivo incremento della detassazione degli utili reinvestiti in ricerca ed innovazione tecnologica;
    h) per eliminare lo scandalo dell’accumulo e della spedizione all’estero dei rifiuti solidi urbani: attuare tutti i provvedimenti normativi per la riduzione a monte dei rifiuti e favorire il riciclo e il riuso delle materie attraverso la raccolta differenziata, consentire la realizzazione dei termovalorizzatori all’interno di un ciclo industriale integrato;
    i) “5 per mille” ambientale;
    l) aggiornamento della Legge 157/92 secondo gli indirizzi europei in materia di attività venatoria;
    m) escludere qualsiasi nuovo condono edilizio e introdurre una Legge quadro per il recupero, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale e la tutela del paesaggio, nel rispetto delle autonomie territoriali, attraverso la demolizione degli ecomostri e il risanamento dei più gravi scempi arrecati al paesaggio italiano;
    n) promuovere azioni coordinate di valorizzazione del territorio attraverso la programmazione negoziata con le Regioni, anche per ottimizzare l’utilizzo dei fondi europei relativi ai beni culturali e al recupero dei centri storici;
    o) fatte salve le competenze regionali, realizzare strumenti di tutela del suolo e delle acque per una razionalizzazione della gestione delle risorse e per la prevenzione dei disastri idrogeologici;
    p) introdurre una Legge quadro per lo spettacolo dal vivo (teatro, musica, danza, etc); promuovere la creatività italiana in tutti i campi dello spettacolo, dell’arte e della multimedialità;
    q) promuovere la costituzione di “cittadelle della cultura e della ricerca”, con il concorso del pubblico e dei privati, per lo studio delle eccellenze italiane e lo sviluppo di piani e strategia per la valorizzazione della produzioni tradizionali e della tipicità.



    PUNTO N. 10: COMPLETARE LA RIFORMA FEDERALE DELLO STATO
    La riforma del Titolo V della Costituzione – pur imperfetta nel testo impostoci nel 2000/2001 dalla sinistra - ha posto le premesse per avviare un ampio processo di trasferimento di poteri dal centro alla periferia, incidendo sull’assetto delle competenze e dei rapporti tra i diversi livelli istituzionali della Repubblica.

    Per il riconoscimento di una effettiva autonomia di Regioni ed enti locali manca tuttavia un elemento fondamentale: l’attuazione del federalismo fiscale.

    I ritardi fino ad oggi accumulati hanno condotto al perdurare di un modello di finanziamento degli enti territoriali « derivato», ossia dipendente dal bilancio statale, anziché autonomo.

    Ciò ha comportato e comporta gravi disfunzioni nel rapporto tra politica e azione amministrativa e perduranti inefficienze nell’utilizzo delle risorse pubbliche.

    Il superamento dell’attuale sistema di finanza “derivata”, a favore di un moderno assetto di federalismo fiscale ci consentirà l’assunzione – a tutti i livelli di governo – di decisioni politiche responsabili, rendendo trasparenti le scelte pubbliche e creando un collegamento diretto tra decisioni di spesa e decisioni di entrata.

    Dall’attuazione del federalismo fiscale deriverà un nuovo stimolo a comportamenti virtuosi da parte degli enti territoriali e più in generale uno stimolo all’efficienza del settore pubblico complessivo.

    Nel nuovo assetto dei poteri pubblici e delle competenze tra i diversi livelli di governo le responsabilità legislative e amministrative degli enti territoriali sono destinate ad ampliarsi in misura significativa.

    Volumi consistenti di risorse finanziarie dovranno pertanto essere trasferiti dal centro alla periferia a parità di spesa pubblica e di pressione fiscale complessiva.

    Per queste ragioni daremo attuazione al disposto dell’articolo 119 della Costituzione, assegnando agli enti territoriali le più idonee fonti di finanziamento, trovando il giusto equilibrio tra autonomia, equità ed efficienza.

    Questi sono i princıpi fondamentali per l’attuazione del federalismo fiscale:

    a) l’attuazione del federalismo fiscale non deve comportare né aumenti della spesa pubblica né inasprimenti dell’imposizione fiscale sui cittadini;
    b) l’esercizio dell’autonomia tributaria di Regioni ed enti locali deve assicurare la correlazione tra prelievo fiscale e beneficio connesso ai servizi offerti sul territorio;
    c) l’attuazione del federalismo fiscale deve essere operata all’insegna della semplificazione del sistema tributario e della riduzione degli adempimenti a carico del cittadino;
    d) il federalismo fiscale deve garantire la massima trasparenza ed efficienza nelle decisioni di entrata e di spesa, così da permettere il controllo della collettività sulle politiche fiscali e di spesa delle amministrazioni locali;
    e) la perequazione deve ridurre ma non annullare le differenze di capacità fiscale, fermo il principio costituzionale di giusto equilibrio tra solidarietà ed efficienza, premiando i comportamenti finanziari virtuosi e le regioni con una minore evasione fiscale.

    Le Regioni – come enti di programmazione – devono poter assumere ruoli di coordinamento e di responsabilità rispetto alla finanza degli enti locali del territorio.

    L’attuazione dell’articolo 119 si fonda su tre pilastri:
    a) il riconoscimento di ampie fonti autonome di entrata per regioni ed enti locali;
    b) la previsione di meccanismi perequativi equi ed efficienti;
    c) la previsione di nuove regole di coordinamento della finanza pubblica.
    Il nostro modello di riferimento è quello della Legge Regionale della Lombardia, già approvato a larghissima maggioranza, incluso dunque anche il centrosinistra, e presentato in Parlamento.

    Leggi semplici in un sistema normativo più chiaro; procedimenti
    amministrativi più snelli e tempi rapidi nella Pubblica
    Amministrazione; potenziamento delle nuove tecnologie e riduzione degli
    oneri amministrativi per cittadini ed imprese. Sono questi fattori
    decisivi per attrarre investimenti, migliorare la competitività e far
    crescere l'occupazione. Il Governo adotterà i provvedimenti necessari
    per modernizzare la Pubblica Amministrazione per renderla più
    efficiente e meno costosa, semplificare la legislazione esistente,
    ridurre i tempi dell'attività amministrativa, ed eliminare gli oneri
    amministrativi inutili, in linea con le istanze dell'Unione europea.

    Discutere sempre di sondaggi è stucchevole, è meglio confrontarsi sui programmi non trovate ?
    Saluti Liberali

  2. #2
    4° class schedina 2015
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  3. #3
    isoica
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    mancano le voci di spesa e relative coperture, non si può discutere sulle intenzioni più o meno belle o più o meno pie...
    servono numeri

  4. #4
    Natural psiconano killer
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    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Banderas Visualizza Messaggio
    1. Difendere e far ripartire l’economia italiana
    2. La “giusta imposta”
    3. Legge e ordine, sicurezza territoriale, governo dell’immigrazione
    4. Per una società più solidale basata sulla famiglia
    5. Permettere ai giovani di costruirsi un futuro migliore
    6. Una casa per tutti
    7. Una sanità al servizio dei cittadini
    8. Un’alleanza per il Sud
    9. La ricchezza dell’Italia: Scuola, Università, Ricerca, Ambiente e Beni culturali
    10. Completare la riforma federale dello Stato


    PUNTO N. 1: DIFENDERE E FAR RIPARTIRE L’ECONOMIA ITALIANA
    1. Per difendere e far ripartire l’economia italiana dando forza alle sue specifiche vocazioni produttive, dalle piccole alle grandi imprese, dal commercio all’artigianato,dal turismo all’agricoltura, al “Made in italy”:
    a) iniziative del nostro governo per politiche europee mirate alla riduzione della regolamentazione comunitaria, alla difesa della nostra produzione, contro la concorrenza asimmetrica che viene dall’Asia (dazi e quote), all’applicazione simmetrica, anche in Asia, di uguali regole sociali ed ambientali;
    b) infrastrutture: rilancio e rifinanziamento della nostra fondamentale “Legge Obiettivo” (a partire dalle Pedemontane lombarde e venete, dal Ponte sullo Stretto di Messina, e dall’Alta velocità ferroviaria). Apertura di una corsia di accesso ai lavori anche per le piccole e medie imprese di costruzione; salvaguardia e sviluppo dell’aeroporto di Malpensa;
    c) piena attuazione della Legge Biagi per realizzare una maggiore inclusione nel mercato del lavoro di giovani, donne, anziani e disabili. Completamento della Borsa lavoro per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro; lotta all’economia sommersa, riducendo il peso fiscale e contributivo sul lavoro;
    d) detassazione di straordinari, premi e incentivi legati a incrementi di produttività; graduale progressiva detassazione delle “tredicesime” o di una mensilità;
    e) rimborsi IVA in tempo commerciale (da 60 a 90 giorni), per lasciare liquidità nelle imprese;
    f) versamento IVA dovuto solo dopo il reale incasso della fattura, per non penalizzare le imprese che hanno problemi di clientela insolvente;
    g) graduale e progressiva abolizione dell’IRAP, a partire dall’abolizione dell’IRAP sul costo del lavoro e sulle perdite;
    h) attuare reali liberalizzazioni dei servizi privati e pubblici per migliorare il rapporto qualità/prezzo a favore dei consumatori a partire dal carico delle bollette. Liquidazione delle società pubbliche non essenziali;
    i) difesa dei consumatori generalizzando e rafforzando il principio di “portabilità” dei rapporti con le banche, da noi proposto nel 2006;
    l) sperimentazione della certificazione obbligatoria del “Made in Italy”;
    m) partecipazione ai progetti europei di energia nucleare di ultima generazione;
    n) realizzazione dei rigassificatori già autorizzati (Nord, Centro, Sud) per diversificare i Paesi di approvvigionamento;
    o) incentivi alla diversificazione, alla cogenerazione, all’uso efficiente di energia, alle fonti rinnovabili (vere, non assimilate), dal solare al geotermico, dall’eolico alle biomasse, ai rifiuti urbani, per ridurre i costi dell’energia per le famiglie e per le imprese;
    p) diversificazione del funzionamento degli impianti elettrici ad olio combustibile attraverso il ricorso al carbone pulito;

    q) attività produttive: semplificazione della burocrazia che pesa sulle imprese; eliminazione di quella contabilità fiscale che è insieme superflua, perditempo e costosa; sperimentazione di un periodo “no tax” per le nuove iniziative imprenditoriali e professionali; graduale progressiva riduzione dell’IVA sul turismo; legge sui Distretti industriali, sulle filiere produttive e sulle reti d’imprese.
    r) agricoltura: completamento del disegno strategico perseguito durante il quinquennio 2001/2006 attraverso la ripresa di una incisiva azione comunitaria mirata a salvaguardare gli interessi nazionali per completare le politiche di “disaccoppiamento”, orientamento al mercato, promozione di qualità, sicurezza alimentare ed ambientale; il contenimento dei costi di produzione anche con la stabilizzazione del regime fiscale e previdenziale agricolo, la valorizzazione dei prodotti tipici nel mercato interno e internazionale combattendo la contraffazione e rendendo obbligatoria l’indicazione di origine geografica del prodotto agricolo; favorire la trasparenza dei mercati, l’aggregazione dell’offerta e ridurre i passaggi dal campo alla tavola dei prodotti agricoli, a garanzia di un giusto prezzo per consumatori e produttori; la diffusione di mercati gestiti direttamente dai produttori agricoli e lo sviluppo di imprese agricole multifunzionali nel campo energetico, ambientale e sociale.




    PUNTO N. 2: LA “GIUSTA IMPOSTA”
    Oltre alle forme di detassazione e semplificazione di cui sopra:
    a) graduale progressiva attuazione dei principi contenuti nella nostra Legge delega per la riforma fiscale (2003), con l’obiettivo di portare la pressione fiscale sotto il 40% del prodotto interno lordo, con favore per la famiglia (“quoziente familiare”). In particolare, si terrà conto oltre che della composizione del nucleo familiare, delle persone con disabilità e degli anziani a carico;
    b) totale eliminazione dell’ICI sulla prima casa, senza oneri per i comuni;
    c) graduale progressiva tassazione forfettaria degli affitti;
    d) rafforzamento delle misure di contrasto all’evasione fiscale già contenute nella nostra Legge finanziaria per il 2006: potenziamento della riscossione esattoriale, attuazione della partecipazione dei Comuni all’accertamento tributario; nuove misure per attivare il contrasto d’interessi tra prestatori di servizi e consumatori sul modello della detrazione per i lavori di ristrutturazione edilizia;
    e) riforma degli studi di settore, partendo non dal centro, ma dalle realtà economiche territoriali e qui coinvolgendo anche i Comuni.








    PUNTO N. 3: LEGGE E ORDINE, SICUREZZA TERRITORIALE, GOVERNO DELL’IMMIGRAZIONE
    Terminare l’opera intrapresa nella legislatura 2001/2006, con il completamento della riforma dei codici e la definitiva razionalizzazione delle leggi esistenti, per attuare i seguenti punti:
    a) sicurezza del territorio. Rafforzare la prevenzione dei cosiddetti “reati diffusi” (furto in appartamento, furto d’auto, spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione, etc), attraverso una maggiore presenza sul territorio delle forze dell’ordine e l’uso di strumenti tecnici di protezione (videocamere). Rilanciare la polizia di prossimità, i poliziotti e carabinieri di quartiere per garantire, soprattutto nelle periferie delle aree urbane, la sicurezza nelle strade e la lotta al degrado metropolitano;
    b) aumentare progressivamente le risorse finanziarie per la sicurezza (contratti, carriere, mezzi tecnici). Varare leggi quadro per la riforma e la valorizzazione delle polizie locali e degli istituti di vigilanza; aumentare le pene per i reati di violenza contro le forze dell’ordine; procedere- in conformità con gli impegni assunti in sede europea - alla istituzione della banca dati nazionale del dna;
    c) incrementare la prevenzione nei confronti del terrorismo interno ed internazionale. Individuare e contrastare gli aderenti alle cellule terroristiche presenti sul territorio italiano. Stretto controllo delle moschee collegate alla predicazione ultrafondamentalista;
    d) contrastare il terrorismo interno individuando le sacche residue di brigatismo e di anarco-insurrezionalismo. Tutelare l’ordine pubblico dagli attacchi alla legalità dei vari “disobbedienti” (gli espropri proletari, l’aggressione delle forze dell’ordine, etc);
    e) rafforzamento del contrasto all’immigrazione clandestina, intensificando le politiche comuni europee e la collaborazione con i paesi di origine o di transito degli immigrati per bloccare i flussi incontrollati. Iniziativa del governo italiano in sede di Unione Europea, affinchè non si attuino più sanatorie indiscriminate per i clandestini. Per le quote programmate di ingresso in Italia dare precedenza ai paesi che garantiscano la reciprocità dei diritti, che impediscano dal proprio territorio la partenza di clandestini e che accettino programmi comuni di formazione professionale prima delle partenze regolari verso l’Italia. Rafforzare e moltiplicare i CPT (centri di permanenza temporanea) per l’identificazione e l’espulsione dei clandestini. Eliminare le disposizioni del Governo Prodi che hanno facilitato l’ingresso dei clandestini;
    f) per l’integrazione dell’immigrazione regolare, confermare il collegamento stabilito nella Legge Bossi-Fini fra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, contrastare lo sfruttamento illegale del lavoro degli immigrati. Curare progetti di inserimento scolastico che puntino alla conoscenza della lingua italiana, della nostra cultura e delle nostre leggi fondamentali. Contrastare con forza ogni forma di sfruttamento dei minori e delle donne;
    g) contrastare nelle aree urbane ogni forma di insediamento abusivo di nomadi e in generale di persone senza fissa dimora. Allontanare tutti coloro che, anche se cittadini comunitari, siano privi di mezzi di sostentamento legali e di regolare residenza;
    h) unificazione in un unico testo di legge delle varie norme in favore delle vittime dei reati, in modo da evitare ogni discriminazione ed esclusione dai trattamenti risarcitori; facilitazioni per installazioni di sistemi di sicurezza nei pubblici esercizi;
    i) garantire la certezza della pena, prevedendo che i condannati con sentenza definitiva scontino effettivamente la pena inflitta, escludendo gli sconti di pena per i recidivi e per coloro che hanno commesso reati di particolare gravità e allarme sociale. Per i reati minori prevedere pene alternative al carcere, quali i lavori socialmente utili, al fine del reinserimento sociale del condannato;
    j) inasprimento delle pene per i reati di violenza sui minori e sulle donne, gratuito patrocinio a favore delle vittime di tali reati. Istituzione del Tribunale della famiglia, per garantire i diritti fondamentali dei componenti del nucleo familiare;
    k) riportare a livello di effettività la distinzione delle funzioni nella Magistratura, come avviene in tutti i paesi europei, eliminando le attenuazioni volute dal governo Prodi. Avviare una fase di confronto con gli operatori della giustizia per una riforma di ancor maggiore garanzia per i cittadini, che riconsideri l’organizzazione della Magistratura, l’obbligatorietà dell’azione penale e l’impiego della Polizia Giudiziaria;
    l) per aumentare l’efficienza e la rapidità della Giustizia, completare la riforma del codice di procedura civile con ulteriore snellimento dei tempi di definizione e particolare incentivo alle procedure extra giudiziali; avviare un confronto con i rappresentanti dei lavoratori della giustizia al fine di riconsiderare le piante organiche, i carichi di lavoro, l’utilizzo delle tecnologie informatiche e le qualificazioni professionali;
    m) escludere qualsiasi nuovo provvedimento di indulto o di amnistia. Edificare nuove carceri e ristrutturare quelli esistenti, attraverso operazioni finanziarie che valorizzino il patrimonio immobiliare, per aumentare la capacità ricettiva degli istituti;
    n) Attuare i principi costituzionali del giusto processo per una maggiore tutela delle vittime e degli indagati. Riformulare l’attuale normativa anche costituzionale in tema di responsabilità penale, civile e disciplinare dei magistrati, al fine di aumentare le garanzie per i cittadini.


    PUNTO N. 4: PER UNA SOCIETA’ PIU’ SOLIDALE BASATA SULLA FAMIGLIA
    a) Distribuzione di beni di prima necessità attraverso i Comuni ed il volontariato, per aiutare la parte più bisognosa della nostra popolazione ad arrivare a fine mese;
    b) abbattimento del costo dei mutui bancari delle famiglie, rendendone conveniente la ristrutturazione da parte delle banche, con il concorso delle associazioni dei consumatori;
    c) graduale progressivo aumento delle pensioni più basse. Rafforzamento del nostro progetto di previdenza complementare e avvio sperimentale di nuove mutue sociali e sanitarie;
    d) la famiglia, intesa come comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, sarà il centro privilegiato di un nuovo rapporto fiscale, basato sul criterio del “quoziente familiare”;
    e) reintrodurre e potenziare il nostro “Bonus bebè”, per sostenere la natalità;
    f) graduale e progressiva riduzione dell’IVA su latte, alimenti e prodotti per l’infanzia, come in Inghilterra;
    g) prosecuzione del nostro piano di investimenti in asili aziendali e sociali, attraverso fondi pubblici e detassazione;
    h) creazione, sul modello francese, di un libretto vincolato per ogni nuovo nato, per aiutare le famiglie nel corso degli studi. Sostegno alle famiglie per una effettiva libertà di scelta educativa tra scuola pubblica e scuola privata;

    i) stabilizzazione del nostro “5X1000” e sua reale applicazione a favore di volontariato, non-profit, terzo settore, ricerca, etc.;
    l) riforma del libro primo del codice civile, per riconoscere il ruolo fondamentale assunto nella nostra società dal “terzo settore”;
    m) rilancio del ruolo di prevenzione e di assistenza dei consultori pubblici e privati e, d’intesa con le Regioni, individuazione delle risorse finanziarie necessarie a garantire credibili alternative all’aborto per la gestante in difficoltà.
    n) continuità nell’assegnazione di libri di scuola gratuiti per le famiglie meno agiate ed estensione fino al 18° anno di età per garantire la fruizione del diritto/dovere all’istruzione;
    o) Microcredito: riconoscimento e incentivazione delle Fondazioni Etiche che lo promuovono. Superamento da un lato dell’usura e dall’altro lato del costo delle banche, utilizzando la sede degli sportelli postali per combinare la massa del microrisparmio con la domanda di microfinanziamenti per piccoli investimenti produttivi. Soprattutto da parte dei giovani;
    p) utilizzo delle Poste italiane per servizi sociali a domicilio, a favore dei cittadini, in coordinamento con i Comuni;
    q) attuazione del nostro piano straordinario per le persone non autosufficienti (disabili, anziani, malati gravi, etc.) di concerto con il mondo delle autonomie e del privato sociale;
    r) esclusione di ogni ipotesi di leggi che permettano o comunque favoriscano pratiche mediche assimilabili all’eutanasia;
    s) incremento delle tutele, delle garanzie e dei controlli in materia di sicurezza sul lavoro anche attraverso incentivi per le imprese che si impegnano in tal senso;
    t) revisione del sistema di assistenza sociale in base al principio di sussidiarietà, dando un ruolo maggiore ai comuni e garantendo la libertà di scelta tra i vari servizi che vengono offerti dal pubblico, dal privato e dal privato sociale.


    PUNTO N. 5: UN’ALLEANZA PER IL SUD
    a) Piano decennale straordinario concordato con le Regioni per il superamento della questione meridionale a partire dal potenziamento, completamento e realizzazione delle infrastrutture: porti, reti stradali e autostradali, alta capacità ferroviaria, Ponte sullo stretto, in modo da formare un sistema logistico integrato;
    b) federalismo fiscale solidale e misure di fiscalità di sviluppo (fiscalità compensativa) a favore delle aree svantaggiate;
    c) creazione di zone e porti franchi;
    d) contrasto alla criminalità organizzata; approvare e finanziare un piano di emergenza per la sicurezza e la legalità nel Mezzogiorno d’Italia;
    e) “Leggi Obiettivo” speciali concentrate su turismo e beni culturali, agroalimentare e risorse idriche, infrastrutture e logistica, poli di eccellenza per la ricerca e l’innovazione;
    f) realizzazione di un piano strategico di riconversione dell’industria chimica pesante (impianti petrolchimici e centrali termoelettriche) ispirato alle nuove tecnologie;
    g) pieno e tempestivo utilizzo dei fondi comunitari attraverso nuove intese istituzionali di programma;
    h) realizzazione del nostro progetto, interrotto dal Governo Prodi, della Banca del Sud.



    PUNTO N. 6: PERMETTERE AI GIOVANI DI COSTRUIRSI UN FUTURO MIGLIORE
    a) garanzie pubbliche per i “prestiti d’onore” e per il finanziamento d’avvio a favore di giovani che iniziano la loro attività di impresa;
    b) graduale progressiva totalizzazione dei periodi contributivi;
    c) “Bonus locazioni”, per aiutare le giovani coppie e i meno abbienti a sostenere l’onere degli affitti;
    d) sul modello storico delle “Casse edili”, ripresa in ogni settore di attività del sistema delle mutue che, con sostegno pubblico e privato, garantiscano alla massa dei giovani assistenza sociale e sanitaria in caso di non lavoro e di bisogno;
    e) introduzione di un credito d’imposta per le imprese che assumono giovani o che stabilizzano lavoratori precari;
    f) favorire la costituzione di comunità giovanili soprattutto nelle periferie degradate, aperte a tutti i giovani senza strumentalizzazioni ideologiche: combattere il degrado delle periferie metropolitane attraverso la realizzazione di vere e proprie comunità giovanili, spazi di libertà e di aggregazione che consentano di fare sport, musica, teatro al di fuori dei circuiti commerciali.



    PUNTO N. 7: UNA CASA PER TUTTI
    Oltre a quanto previsto sopra in materia di regime forfettario sugli affitti, di bonus locazione e aiuti ai giovani e di ricontrattazione dei mutui:
    a) “Piano casa” per costruire 100.000 alloggi di edilizia economico-popolare, di case a riscatto e di edilizia in affitto a canone controllato, attraverso lo scambio tra concessioni di edificabilità e costruzione di edilizia a costi sociali. Ciascuna Regione determinerà i criteri di residenza e di bisogno su cui costruire le graduatorie;
    b) piano di riscatto concordato con le Regioni a favore degli inquilini di immobili pubblici;
    c) graduale progressiva detassazione degli investimenti in riscaldamento e/o difesa termica delle abitazioni e graduale progressiva detassazione degli investimenti per la costruzione nelle città di nuovi posti-auto sotterranei;
    d) fondo pubblico di garanzia per i mutui contratti dai condomini per le opere di manutenzione e/o ristrutturazione;
    e) stabilizzazione definitiva delle norme fiscali (IVA + Imposte dirette) sui lavori di ristrutturazione edilizia;
    f) Legge Obiettivo anche per i quartieri svantaggiati e le periferie delle grandi aree metropolitane, con agevolazioni agli interventi di riqualificazione urbana (demolizioni/ricostruzioni, etc) e il finanziamento di grandi progetti infrastrutturali.


    PUNTO N. 8:UNA SANITA’ AL SERVIZIO PER I CITTADINI
    a) Completamento del nostro piano per l’eliminazione delle liste d’attesa;
    b) appropriatezza delle prescrizioni e applicazione della “Carta del malato”;
    c) maggiore trasparenza nella scelta dei manager nelle aziende pubbliche sanitarie, con graduatorie che valorizzino il merito e le qualificazione professionale;
    d) riforma della Legge 180/78 (Legge Basaglia) in particolare per ciò che concerne il trattamento sanitario obbligatorio dei disturbati psichici;
    e) piena attuazione della Legge Fini – Giovanardi contro le droghe, con il potenziamento dei presidi pubblici e privati di prevenzione di recupero dalle tossicodipendenze;
    f) riconoscimento del ruolo dei medici, degli infermieri e di tutti gli altri appartenenti al personale sanitario per rilancio del Servizio Sanitario Nazionale e una maggiore tutela dei rischi professionali.



    PUNTO N. 9: LA RICCHEZZA DELL’ITALIA: SCUOLA, UNIVERSITA’, RICERCA, AMBIENTE E BENI CULTURALI
    a) Ridare autorevolezza agli insegnanti;
    b) attuare davvero e per la prima volta in Italia il disposto dell’articolo 34 della nostra Costituzione: “I capaci e meritevoli anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”;
    c) commisurare gli aumenti retributivi a criteri meritocratici: pagare di più gli insegnanti più preparati e più impegnati;
    d) ripresa nella scuola, per gli alunni e per gli insegnanti, delle “3 i” di inglese, impresa, informatica. Proprio come ora suggerito in Francia dalla “Commissione Attali”; difesa del nostro patrimonio linguistico anche in considerazione dei flussi migratori;
    e) ferme le garanzie per il diritto allo studio, libera, graduale e progressiva trasformazione delle Università in Fondazioni associative, aperte ai contributi dei territori, della società civile e delle imprese;
    f) importazione tale e quale dalla Francia in Italia dei “Fondi di fondi” per finanziare gli investimenti in ricerca;
    g) graduale progressivo incremento della detassazione degli utili reinvestiti in ricerca ed innovazione tecnologica;
    h) per eliminare lo scandalo dell’accumulo e della spedizione all’estero dei rifiuti solidi urbani: attuare tutti i provvedimenti normativi per la riduzione a monte dei rifiuti e favorire il riciclo e il riuso delle materie attraverso la raccolta differenziata, consentire la realizzazione dei termovalorizzatori all’interno di un ciclo industriale integrato;
    i) “5 per mille” ambientale;
    l) aggiornamento della Legge 157/92 secondo gli indirizzi europei in materia di attività venatoria;
    m) escludere qualsiasi nuovo condono edilizio e introdurre una Legge quadro per il recupero, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale e la tutela del paesaggio, nel rispetto delle autonomie territoriali, attraverso la demolizione degli ecomostri e il risanamento dei più gravi scempi arrecati al paesaggio italiano;
    n) promuovere azioni coordinate di valorizzazione del territorio attraverso la programmazione negoziata con le Regioni, anche per ottimizzare l’utilizzo dei fondi europei relativi ai beni culturali e al recupero dei centri storici;
    o) fatte salve le competenze regionali, realizzare strumenti di tutela del suolo e delle acque per una razionalizzazione della gestione delle risorse e per la prevenzione dei disastri idrogeologici;
    p) introdurre una Legge quadro per lo spettacolo dal vivo (teatro, musica, danza, etc); promuovere la creatività italiana in tutti i campi dello spettacolo, dell’arte e della multimedialità;
    q) promuovere la costituzione di “cittadelle della cultura e della ricerca”, con il concorso del pubblico e dei privati, per lo studio delle eccellenze italiane e lo sviluppo di piani e strategia per la valorizzazione della produzioni tradizionali e della tipicità.



    PUNTO N. 10: COMPLETARE LA RIFORMA FEDERALE DELLO STATO
    La riforma del Titolo V della Costituzione – pur imperfetta nel testo impostoci nel 2000/2001 dalla sinistra - ha posto le premesse per avviare un ampio processo di trasferimento di poteri dal centro alla periferia, incidendo sull’assetto delle competenze e dei rapporti tra i diversi livelli istituzionali della Repubblica.

    Per il riconoscimento di una effettiva autonomia di Regioni ed enti locali manca tuttavia un elemento fondamentale: l’attuazione del federalismo fiscale.

    I ritardi fino ad oggi accumulati hanno condotto al perdurare di un modello di finanziamento degli enti territoriali « derivato», ossia dipendente dal bilancio statale, anziché autonomo.

    Ciò ha comportato e comporta gravi disfunzioni nel rapporto tra politica e azione amministrativa e perduranti inefficienze nell’utilizzo delle risorse pubbliche.

    Il superamento dell’attuale sistema di finanza “derivata”, a favore di un moderno assetto di federalismo fiscale ci consentirà l’assunzione – a tutti i livelli di governo – di decisioni politiche responsabili, rendendo trasparenti le scelte pubbliche e creando un collegamento diretto tra decisioni di spesa e decisioni di entrata.

    Dall’attuazione del federalismo fiscale deriverà un nuovo stimolo a comportamenti virtuosi da parte degli enti territoriali e più in generale uno stimolo all’efficienza del settore pubblico complessivo.

    Nel nuovo assetto dei poteri pubblici e delle competenze tra i diversi livelli di governo le responsabilità legislative e amministrative degli enti territoriali sono destinate ad ampliarsi in misura significativa.

    Volumi consistenti di risorse finanziarie dovranno pertanto essere trasferiti dal centro alla periferia a parità di spesa pubblica e di pressione fiscale complessiva.

    Per queste ragioni daremo attuazione al disposto dell’articolo 119 della Costituzione, assegnando agli enti territoriali le più idonee fonti di finanziamento, trovando il giusto equilibrio tra autonomia, equità ed efficienza.

    Questi sono i princıpi fondamentali per l’attuazione del federalismo fiscale:

    a) l’attuazione del federalismo fiscale non deve comportare né aumenti della spesa pubblica né inasprimenti dell’imposizione fiscale sui cittadini;
    b) l’esercizio dell’autonomia tributaria di Regioni ed enti locali deve assicurare la correlazione tra prelievo fiscale e beneficio connesso ai servizi offerti sul territorio;
    c) l’attuazione del federalismo fiscale deve essere operata all’insegna della semplificazione del sistema tributario e della riduzione degli adempimenti a carico del cittadino;
    d) il federalismo fiscale deve garantire la massima trasparenza ed efficienza nelle decisioni di entrata e di spesa, così da permettere il controllo della collettività sulle politiche fiscali e di spesa delle amministrazioni locali;
    e) la perequazione deve ridurre ma non annullare le differenze di capacità fiscale, fermo il principio costituzionale di giusto equilibrio tra solidarietà ed efficienza, premiando i comportamenti finanziari virtuosi e le regioni con una minore evasione fiscale.

    Le Regioni – come enti di programmazione – devono poter assumere ruoli di coordinamento e di responsabilità rispetto alla finanza degli enti locali del territorio.

    L’attuazione dell’articolo 119 si fonda su tre pilastri:
    a) il riconoscimento di ampie fonti autonome di entrata per regioni ed enti locali;
    b) la previsione di meccanismi perequativi equi ed efficienti;
    c) la previsione di nuove regole di coordinamento della finanza pubblica.
    Il nostro modello di riferimento è quello della Legge Regionale della Lombardia, già approvato a larghissima maggioranza, incluso dunque anche il centrosinistra, e presentato in Parlamento.

    Leggi semplici in un sistema normativo più chiaro; procedimenti
    amministrativi più snelli e tempi rapidi nella Pubblica
    Amministrazione; potenziamento delle nuove tecnologie e riduzione degli
    oneri amministrativi per cittadini ed imprese. Sono questi fattori
    decisivi per attrarre investimenti, migliorare la competitività e far
    crescere l'occupazione. Il Governo adotterà i provvedimenti necessari
    per modernizzare la Pubblica Amministrazione per renderla più
    efficiente e meno costosa, semplificare la legislazione esistente,
    ridurre i tempi dell'attività amministrativa, ed eliminare gli oneri
    amministrativi inutili, in linea con le istanze dell'Unione europea.

    Discutere sempre di sondaggi è stucchevole, è meglio confrontarsi sui programmi non trovate ?
    Saluti Liberali
    Saluta VELTRUSCONI!


  5. #5
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    beh in 5 anni la destra ha raddoppiato gli immigrati da 2 a 4 milioni, vuol dire che se silvio vince le elezioni tra 5 anni gli immigrati saranno 8 millioni.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    beh in 5 anni la destra ha raddoppiato gli immigrati da 2 a 4 milioni, vuol dire che se silvio vince le elezioni tra 5 anni gli immigrati saranno 8 millioni.
    E La Lega avrà raddoppiato anche i Voti!

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    beh in 5 anni la destra ha raddoppiato gli immigrati da 2 a 4 milioni, vuol dire che se silvio vince le elezioni tra 5 anni gli immigrati saranno 8 millioni.
    Sono aumentati perchè li hanno regolarizzati, ma esistevano anche prima del governo di CDX, solo che essendo clandestini erano "invisibili".

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    beh in 5 anni la destra ha raddoppiato gli immigrati da 2 a 4 milioni, vuol dire che se silvio vince le elezioni tra 5 anni gli immigrati saranno 8 millioni.
    in 5 anni BERLUSCONI ha raddoppiato gli immigrati.

    No la destra.

    Distinguiamo il centro con la destra.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da HOTEL Visualizza Messaggio
    in 5 anni BERLUSCONI ha raddoppiato gli immigrati.

    No la destra.

    Distinguiamo il centro con la destra.
    a parte che è l'ennesima palla di brunik, mi puoi dire tu per chi votavi prima della nascita della destra di storace? forza nuova? la fiamma tricolore?

  10. #10
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    Due semplici proposte
    Primo obiettivo: tagliare la spesa per liberare risorse

    Bene ha fatto Silvio Berlusconi a sottolineare, nelle ultime ore, la possibilità che il prossimo governo debba essere costretto a scelte anche impopolari. Perché la campagna elettorale sembrava aver imboccato, ancora una volta, la strada sbagliata.



    Soprattutto negli ultimi giorni, i due maggiori schieramenti si erano lanciati in una frenetica rincorsa verso promesse che somigliavano sempre di più a libri dei sogni. Ben lontani, insomma, da quella "operazione verità" che Ernesto Galli della Loggia sul "Corriere della Sera", e noi stessi sulle pagine di questo giornale, avevamo sollecitato come indispensabile al paese.

    Con qualche lodevole (e rara) eccezione, lo schema è sempre lo stesso. Si assumono impegni (popolari) sul fronte della spesa, si tace sulle modalità (impopolari) con cui far fronte a quegli impegni. O ci si rifugia nelle parole magiche, "la riduzione degli sprechi", che significano, com'è noto, tutto e nulla; e, soprattutto, non costano sul piano elettorale. Una logica, questa, che praticata nel pieno di una difficile crisi economica e finanziaria a carattere internazionale può provocare dolorosi risvegli; e allargare quel divario tra forze politiche e opinione pubblica che già si percepisce vistosamente.

    Noi vorremmo invertire questa tendenza. E partire invece da qualche proposta concreta per ridurre la spesa: liberando così risorse da investire nella crescita e innescando quel circuito virtuoso di cui il paese ha assoluto bisogno.

    Basterebbero, in realtà, due provvedimenti per rendere disponibili 15-20 miliardi di euro, il valore di una finanziaria, e per renderli disponibili in maniera strutturale.

    Il primo riguarda la soppressione delle province. Secondo i dati dell'Eurispes, questi enti (pressoché inutili) gravano sul bilancio pubblico per 13 miliardi di euro. Sottraendo i costi del personale (18%), che andrebbe trasferito a Regioni e Comuni, e la spesa per investimenti (pari al 22 %) – sempre, beninteso, che serva a qualcosa – restano circa otto miliardi. E' così difficile tagliarli, magari accrescendo questi risparmi con una vigorosa potatura praticata tra comunità montane di dubbia utilità e comuni di dimensione lillipuziana? Certamente no, se c'è un'effettiva volontà politica.

    Altre risorse – in misura analoga se non anche maggiore – si potrebbero recuperare da un innalzamento dell'età pensionabile. Che – come ha ricordato di recente il segretario del Pri – è "l'unica cosa da fare" se si vogliono aumentare i livelli degli attuali trattamenti previdenziali. Si ha un bel dire che la riforma decisa dal governo Prodi non va rimessa in discussione. Era probabilmente insufficiente quella approvata durante il Governo Berlusconi, figurarsi quest'ultima che l'ha modificata in peggio. E d'altro canto basta dare uno sguardo a quello che avviene nel resto d'Europa per rendersene conto.

    Le risorse così liberate potrebbero essere destinate in parte a riduzione del debito pubblico ed in parte ai tre settori strategici per rilanciare il Paese: ammodernamento delle infrastrutture; ricerca ed innovazione; investimenti nell'energia nucleare. Si lavorerebbe davvero, in questo modo, per le nuove generazioni, tenendo lo sguardo rivolto al futuro invece che ripiegato verso il passato.

    Certo, sono proposte magari concrete, di sicuro non popolari. Ma una classe dirigente degna di questo nome non può continuare ad inseguire farfalle nel momento in cui di fronte al Paese rischia di aprirsi un baratro. Perché questa è la condizione dell'Italia, rinnovarsi o declinare. Non è più tempo di sogni, è l'ora degli statisti.

    Roma, 31 marzo 2008

    tratto da http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=4838

 

 

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