NONO ANNIVERSARIO DELL’INIZIO DEI BOMBARDAMENTI DELLA NATO CONTRO LA SERBIA24.03.2008.
Oggi ricorre il nono anniversario dell’inizio dei bombadramenti della NATO contro l’ex Jugoslavia e la Serbia. Ai bombardamenti hanno partecipato tutti i 19 Paesi membri della NATO. Il nostro servizio su questo argomento e’ stato preparato da Mladen Bijelic.
L’aggressione della NATO contro l’ex Jugoslavia e’ la piu’ incredibile guerra che sia stata condotta nella storia recente. Il rapporto tra il numero dei cittadini del nostro Paese e dei Paesi della NATO equivale a 1 a 70. I preparativi per la guerra, i suoi motivi e traguardi hanno trasgredito i fondamentali principi giuridici sui quali si basano l’ordine internazionale e i sistemi giuridici di tutti i Paesi, la Convenzione di Ginevra, il Documento finale di Helsinki sulla sicurezza e la collaborazione in Europa e l’Accordo della fondazione della NATO, il quale ha stabilito che l’Alleanza era fondata per la difesa dei suoi membri. Alla vigilia della guerra a Rambouillet in Francia alla Serbia e’ stato posto l’ultimatum il quale per il nostro Paese era assolutamente inaccettabile.
Durante i bombardamenti che sono durati 78 giorni sono stati distrutti numerosi traguardi militari e civili. Sono state bombardate le scuole, ospedali, mercati pieni di gente, ponti, stabilimenti, fabbriche, il sistema dei media, monumenti culturali. La NATO ha ucciso all’incirca 3500 persone, 2500 delle quali erano i civili. La infrastruttura industriale della Serbia e’ stata danneggiata pesantemente. Il danno materiale ammontava a circa 100 miliardi di dollari.
Il pretesto ufficiale per l’inizio dell’aggressione contro la Serbia, che e’ stata effettuata senza permesso del Consiglio di sicurezza dell’Onu, era il fallimento delle trattative che si conducevano a Rambouillet vicino Parigi. Le trattative sono state potate a termine senza alcun risultato a febbraio del 1999. Queste trattative entreranno nei libri di storia perche’ i negoziatori, la delegazione serba e quella albanese, non negoziavano faccia a faccia e non avevano nessun contatto diretto. I rappresentanti della comunita’ internazionale fungevano da mediatori.
Con la sua aggressione contro l’ex Jugoslavia, in primo luogo contro la Serbia, la NATO ha commesso il crimine contro la pace, perche’ nella Carta delle Nazioni Unite scrive che i Paesi suoi membri eviteranno di minacciare gli altri Paesi con l’uso della forza e di usarla in modo che non sara’ in linea con i traguardi delle Nazioni Unite. Il pretesto ufficiale dell’aggressione della NATO era la cosiddetta catastrofe umanitaria degli albanesi kosovari. Pero’ la vera catastrofe umanitaria fu provocata dai bombardamenti della NATO. Secondo i dati dell’Acnur durante l’aggressione della NATO 230 mila serbi, rom e appartenenti delle altre etnie non albanesi hanno abbandonato il territorio kosovaro. Dopo la guerra in Kosovo sono tornati 800 mila albanesi e all’incirca 250 mila serbi sono stati costretti ad abbandonarlo. Gia’ da nove anni essi vivono come profughi nella Serbia centrale.
I bombardamenti sono stati portati a termine con l’approvazione della Risoluzione 1244 del Consiglio di scurezza il 10 giugno del 1999. Il giorno precedente a Kumanovo, nella Macedonia settentrionale, e’ stato siglato l’accordo tecnico-militare tra la Jugoslavia e la NATO. L’esercito jugoslavo ha abbandonato il Kosovo, nel quale sono entrate le truppe della NATO. Questo documento ha confermato in modo esplicito l’integrita’ territoriale della Serbia e la sua sovranita’ in Kosovo. Questo non ha impedito la proclamazione unilaterale dell’indipendenza del Kosovo nove anni dopo. Adesso e’ evidente che l’indipendenza del Kosovo era il vero obiettivo dell’aggressione della NATO contro la Serbia.
http://glassrbije.org/I/index.php?op...1675&Itemid=32





Rispondi Citando
bombardamento di Belgrado
gli "aerei d'occidente" partono dalla base di Aviano, Italia
09 +0200