….ma pure grandi assenteisti
Tanti e pure malaticci. Basta un piccolo raffreddore. Oppure un lieve mal di testa. Fatto sta che i giorni di assenza dal posto di lavoro nelle amministrazioni pubbliche, in questo caso le Regioni, sono elevatissime.
Nel Lazio, addirittura, i dipendenti lavorano soltanto dieci mesi su dodici. Quelli con una salute di ferro si trovano in Puglia: si ammalano anche loro, ma soltanto per una settimana.
Vivono in Calabria, invece, quelli che a fine anno, anche con le ferie, si assentano meno: ufficialmente 21,6 giorni. Perché sembra che da quelle parti, come in altre realtà, il tasso di assenza sia altissimo, ma non rilevato. Ci sono poi i dirigenti, spesso troppi in relazione al numero dei "sottoposti". I dati e le analisi sono contenuti nel dossier del giuslavorista Pietro Ichino, "Quattro scelte coraggiose per una svolta" commissionato dalla Regione Lazio ed elaborato dal Dipartimento di studi del lavoro e del welfare dell'Università degli studi di Milano.
QUELLI A RISCHIO
Sono i dipendenti della Regione Lazio, dunque, quelli più deboli di salute. Non riescono proprio ad andare in ufficio in media per tre settimane all'anno. Giorni che salgono a 32,8, in pratica un po' più di un mese, se si considerano anche i giorni di assenza per motivi che nulla hanno a che fare né con la malattia né con le ferie. Un lutto, per esempio, per cui si ha diritto a due giorni. Un matrimonio, oppure i permessi familiari per assistere un familiare. Motivazioni in ogni caso riconosciute dal contratto. Aggiungendo le ferie, che spettano di diritto, per 62,4 giorni all'anno, molte delle poltrone della Regione di Piero Marrazzo non vengono occupate e i computer restano spenti. Si assentano meno per motivi di salute, soltanto 13,2 giorni, ma di più per motivi diversi, 16 giorni, i lavoratori della Regione Toscana. E sono i "motivi diversi" che pongono la Toscana un pelo al di sotto del Lazio. Ferie incluse, infatti, i colletti bianchi disertano gli uffici 61 volte in un anno. Anche in questo caso due mesi tondi tondi.
CAGIONEVOLI
Malati sì, ma con moderazione. Ma anche meno lutti, meno matrimoni e meno permessi familiari per i dipendenti di Piemonte, Abruzzo e Toscana. Nella Regione di Mercedes Bresso i certificati medici tengono i dipendenti lontano dagli uffici per 13,3 giorni. Solo 9 per permessi e affini per un totale, a fine anno, di 53,3 giorni, vacanze incluse. In Abruzzo sedie e poltrone restano "disoccupate", causa malattia, per 13,4 giorni, che a fine anno, ferie comprese e "altre cause" fanno registrare 50,6 giorni lontano dal capo. Lo stesso vale per per il Veneto (13 di malattia e 6 per motivi diversi) dove si registrano assenze per 49,5 giorni. In Molise i dipendenti dell'amministrazione regionale non si districano tra carte bollate, computer e documenti da fotocopiare per 53,7 giorni. Un giorno in meno rispetto all'Umbria, dove però diminuisce la malattia (12,6), e aumentano le assenze che non riguardano le ferie (13,3).
PROBLEMI DI FAMIGLIA
Gli impiegati di Basilicata ed Emilia Romagna non sembrano avere troppi problemi di salute. È tutto il resto che li costringe a dover rinunciare all'ufficio. In entrambi i palazzi gli impiegati non ci vanno rispettivamente per 11,7 e 13,6 giorni perché malati. Ma sono altri i problemi per cui non si recano al lavoro per 12,7 giorni in Ba- silicata e 11,2 giorni in Emilia Romagna. A fine anno si assentano per 55,6 giorni a sud e 53,3 a nord. Ferie incluse. Dato, quest'ultimo, identico alla Lombardia con gli impiegati che inviano certificati per 10 giornate lavorative. E in Campania? Nella Regione con il più alto numero di lavoratori la malattia "strappa" 10 giorni. Altrettanti quelli che li tengono lon- tani per altri motivi per un totale, a fine anno, di 50,4 giorni, ferie incluse. Tre giorni in meno dei colleghi marchigiani, che non vanno in ufficio perché malati per 10 giorni.
SALUTE DI FERRO
Sembrano di sana e robusta costituzione gli impiegati di Puglia e Calabria. Che poi sono pure quelli che a fine anno riescono a stare lontani dal posto di lavoro meno di un mese. I calabresi, dunque, stanno bene tutto l'anno se è vero che si assentano appena 8,2 giorni per malattia e quasi 3 per motivi estranei alla salute e alle ferie. A fine anno totalizzano 21,6 giorni di "va canza". Ma sarà vero? Leggendo lo studio di Ichino si nota che qui, come del resto in Campania, ci si assenta eccome dal lavoro, soltanto che le "non presenze" non vengono registrate. In pratica non si fa l'appello. È la Puglia, infine, quella che ha i dipendenti con una salute di ferro: mancano in media 6,8 giorni all'anno, così tra malattia, ferie le poltrone restano vuote per 28,1 giorni all'anno.
TROPPI DIRIGENTI
Ma il rapporto di Ichino analizza anche un altro aspetto: il numero dei dirigenti e il rapporto, spesso eccessivo, tra "capi" e "subordina ti".
È il Molise la Regione con il rapporto peggiore: c'è un controllore ogni 78 controllati. Seguono la Liguria (1/158), la Basilicata (1/175), l'Umbria (1/218), l'Abruzzo (1/228), il Lazio (1/257), le Marche (1/293), il Veneto (1/307), l'Emilia Romagna (1/362), la Toscana (1/365), il Piemonte (1/423), (la Lombardia (1/554), la Calabria (1/910), e la Puglia (1/1.022). Ma un dato positivo c'è: la Campania ha pochi controllori: uno ogni 1.307 subordinati. Per forza, qui i dipendenti sono 7.582.
Tiziana Pelosi si www.libero-news.it del 30 marzo 08
saluti




Rispondi Citando
