Il termine Yoga deriva dalla radice "yug" che significa unione. Il fine ultimo dei sentieri yogici è difatti l'unione del Sè individuale con il Sè universale, o meglio il fine è la reale comprensione di questa unione che di fatto...già c'è. Il maestro Patanjali affermava: "Yoga chitta vritti nirodha" (Lo Yoga è neutralizzazione delle emozioni dell'ego) difatti quando uno Yoghi pone del tutto fine ad ogni genere di sentimento mosso dal proprio ego raggiunge la reale consapevolezza di essere (e di essere sempre stato) una sola cosa con l'Assoluto. Per giungere a tale condizione esistono diversi sentieri yogici, i principali li possiamo dividere in: Bhakti Yoga (lo Yoga della Devozione); Karma Yoga (lo Yoga dell'Azione); Jnana Yoga (lo Yoga della Conoscenza); Raja Yoga (lo Yoga Regale).
Bhakti Yoga
La Bhakti è molto importante, specialmente per l'uomo che vive in questa attuale epoca. Con la pura Devozione possiamo riuscire giorno per giorno a sottrarre all'ego un po' delle nostre sensazioni per farle confluire tutte verso il Divino rappresentato dall'oggetto della nostra venerazione e del nostro Amore. Nel Bhakti Yoga non è importante ciò che amiamo, ma come lo amiamo; non è importante in quale forma vediamo Dio, ma come ci avviciniamo a Lui. La devozione deve essere pura, totale, disinteressata, e sarà un magifico strumento per sviluppare calma, equilibrio interiore e concentrazione, per alimentare il nostro serbatoio energetico (Ojas) e per prepararci pian piano alla rinuncia dell'ego, difatti la Bhakti è un elemento molto utile in un cammino di ricerca interiore . Il Bhakti Yoga non è "semplice idolatria" come qualcuno erroneamente crede, il Bhakti Yoga è puro Amore, Amore che, proiettato verso l'immagine divina, si trasforma poco a poco, giorno per giorno, in Amore assoluto, totale ed incondizionato.
Karma Yoga
Azione senza identificazione, azione disinteressata, azione con distacco dal frutto dell'azione stessa, è questa l'essenza del Karma Yoga. Chi pratica il Karma Yoga agisce, lavora, anche fisicamente ma con consapevolezza, serenità e distacco. Tale cammino puo' essere un valido strumento per tenersi lontani da ogni forma di desiderio, attaccamento e schiavitù dovuti all'ignoranza di "io" e "mio" (ego). Chi pratica Karma Yoga aderisce senza attaccamento e senza avversione, al proprio Dharma, non si identifica con le proprie azioni nè le compie in vista dei frutti o dei risultati, egli agisce con la mente rivolta solo al divino, "lavora in meditazione". Il Karma-Yoghi non penserà mai "io ho pulito il pavimento", egli piuttosto penserà "il pavimento è stato pulito". Il Karma-Yoghi non penserà mai "io ho falciato il prato", egli penserà piuttosto "il prato è stato falciato". Pian piano giungerà a non identificarsi più nè con le sue azioni, nè con il suo corpo, nè con la sua mente, per lui esisterà soltanto l'Assoluto.
Jnana Yoga
Chi pratica Jnana Yoga cerca la Conoscenza, la Conoscenza dell'Assoluto, della vera realtà. La Conoscenza giunge praticando la discriminazione (Viveka), cercando il punto centrale della realtà in ogni cosa, cercando la differenza tra ciò che è eterno e ciò che è impermanente. La conoscenza giunge con il distacco (Vairagya), il distacco dalle illusioni degli effimeri piaceri che creano attaccamento, bramosia e quindi sofferenza. La Conoscenza giunge con la calma (Sama) che pone un freno alle agitazioni mentali; con il controllo degli organi sensoriali (Dama); con la rinuncia alle attività che esulano dal proprio Dharma (Uparati); con l'equanimità (Titikisha) la fermezza interiore dinnanzi a piacere e dolore; con la fiducia negli insegnamenti dei maestri (Shradda) e con la perfetta concentrazione (Samadhana).
Raja Yoga
Gli antichi rishi vedici conscevano molto bene l'immenso potere che può avere il pensiero umano, difatti affermavano...
"Chi semina un pensiero raccoglie un'azione, chi semina un'azione raccoglie un'abitudine, chi semina un'abitudine raccoglie un carattere, chi semina un carattere raccoglie un destino".
Tutto parte dal pensiero, tutto ciò che proviamo, tutto ciò che percepiamo, tutto ciò che facciamo nella nostra vita di tutti i giorni, è dovuto alla nostra condizione mentale. Il Raja Yoga va quindi a lavorare sul piano mentale per purificarlo mediante un percorso che prevede determinate tappe: regole comportamentali quali astinenze e autodisciplina (Yama e Nyama); determinate posture fisiche (Asana); controllo della respirazione (Pranayama); ritiro dai sensi (Pratayara); concentrazione (Dharana); meditazione (Dhyana); ed infine l'Unione (Samadhi).
La forma di Yoga più conosciuta in Occidente è l'Hata Yoga che in realtà non è una scienza a sè, bensì una disciplina che è parte integrante del Raja Yoga e prevede l'utilizzo di determinati esercizi basati su Asana e Pranayama. Nonostante sia stato fortemente banalizzato da molti occidentali (basti vedere come al giorno d'oggi "lezioni" di Hata Yoga vengano impartite praticamente da cani e porci) si tratta in realtà di una disciplina molto importante, le cui origini risalgono alla notte dei tempi (vi sono ritrovamenti archeologici rinvenuti nella valle dell'Indo che rappresentano esseri umani in varie posizioni yogiche che risalgono ad oltre 5000 anni fa). La pratica costante delle techiche dell' Hata Yoga puo' produrre notevoli benefici in un individuo, donando stabilità emotiva, armonia ed equilibrio tra i vari piani, quello fisico, quello mentale, quello spirituale. In seguito, quando avrò più tempo a disposizione, scriverò qualcosa di più approfondito sulle Asana.
Jai Mata Kali
Jai Mata Durge




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