





la descrizione degli occhi di Freda e Ventura fatta dalla AKV su www.cultrura.net
Uno vocato all’assenza, ma ferino e terribile, e quasi puntiforme nei momenti della furia, e fatto a somiglianza delle vetrate gotiche che, se attraversate dal sole, rivelano tutta la potenza e violenza del proprio colore – così quello sguardo, di innaturale, suprema lucentezza se percorso dalle vampe interiori e dagli entusiasmi.
L’altro elegiaco, consapevole, tragicamente consapevole, che i casi dell’esistenza, in fondo, conoscono una sintesi e una soluzione e una sapienza certa solo nella gravità, che inghiotte glorie e trionfi; gravità che, così, suole inghiottire anche in lui la disponibilità alle dolcezze della curiosità, per sprofondarlo – e rubarne lo sguardo - in precipizi interiori di pura, nobilissima, impersonale commozione.
Occhi da nichilisti entrambi, pure se in senso complementare. I due soli modi decenti di guardare questo mondo. Il resto, è romanzetto per l’oblio.
20 ottobre 2007


Qualcuno sa dirmi di più sui legami di Freda con il mondo arabo - islamico. I contatti con Khomeini, Gheddafi ed Arafat mi giungono nuovi al punto da farmi pensare alle solite invenzioni giornalistiche per ammantare lo "stragista nero" (peccato poi per gli inquisitori rossi che i processi si siano risolti con la sua assoluzione) di una luce ancora più luciferina agli occhi dell'opinione pubblica.






Per quanto riguarda Khomeini, quando questi si trovava ancora in Francia (nel 1978) ricevette la visita di un italiano e di un francese che all'epoca erano attivi nei Comitati pro Freda.
Il francese (che era già musulmano) e l'italiano (che abbracciò l'Islam in quella circostanza) parlarono all'ayatollah delle loro attività politiche; nel loro resoconto, citarono anche le Edizioni di Ar, alle quali il francese aveva fornito una piccola collaborazione.
L'ayatollah li esortò a proseguire sulla stessa strada.


Per quanto riguarda Gheddafi, le Edizioni di Ar pubblicarono una raccolta di frasi del Colonnello estratte da discorsi pubblici tenuti da quest'ultimo.
Il libretto, pubblicato sotto il titolo Gheddafi templare di Allah, fu a lungo bersaglio delle beffe dell'estrema destra.