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Discussione: Un grande italiano

  1. #1
    NAZIONALISMO ETNICO
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    Predefinito Un grande italiano

    Giovanni Preziosi (Torella dei Lombardi, 24 ottobre 1881Milano, 26 aprile 1945) è stato un religioso italiano, nonché ministro, pubblicista e traduttore, noto in epoca fascista per il suo antisemitismo.
    Cresciuto in una famiglia contadina, ultimo di sette fratelli, Preziosi ricevette un'educazione cattolica, poi, dopo essersi laureato in filosofia, prese gli ordini religiosi in Napoli e poco dopo divenne parroco.
    Nel 1909 entrò nell'Opera Bonomelli come aspirante missionario, fu inviato in Westfalia, a Bochum, ove l'Opera aveva un segretariato, ed ivi si trattenne per cinque mesi, nei quali ebbe tempo di accendere un asperrimo contrasto col locale console italiano e guadagnare la perdita del gradimento da parte dell'Opera stessa. Si spretò [2] e dopo un lungo e scandaloso concubinato (oggetto di diverse segnalazioni a Mussolini) sposò Valeria Bertarelli, con la quale avrebbe anni dopo ricevuto in adozione un figlio.
    Finché in sacramenti, si occupò di persone in difficoltà, di emarginati in generale, scrivendo tesi sull'argomento dell'emigrazione, fortissima ad inizio secolo, che portava milioni di persone a cercare migliori opportunità altrove. In virtù di questi studi fondò la rivista, La vita italiana all'estero nel 1913, che fu pubblicata fino al 1943.
    Date le sue posizioni successive, e malgrado il carattere episodico del fatto, va menzionato che nel 1913 sostenne la candidatura alla Camera di Giovanni Miranda, radicale e noto, poiché esplicitamente, massone. In favore del candidato, presentatosi per il collegio elettorale di Sant'Angelo dei Lombardi, Preziosi scrisse su "L'ora irpina" [3]: "È proprio vero che in questa lotta si battono i cattolici contro i massonici e viceversa? [...] Non si preoccupino o rallegrino i Vescovi; non si preoccupino i venerandi sacerdoti [...] la fede e la religione non patiranno né guadagneranno nulla con questi candidati. Il prof. Miranda non affiggerà proclami con triangoli [...] Egli arriva in mezzo a noi fiero e forte del merito scientifico, della sua anima piena di altruismo silenzioso e sincero, e del programma di redenzione morale e finanziaria delle nostre contrade" [4].
    Aderì alla nascente Lega Democratica Nazionale, movimento guidato da Romolo Murri, sacerdote sospeso a divinis e considerato da alcuni il massimo ideologo e punto di riferimento, insieme a Filippo Meda, dei democratici cristiani del tempo [5].
    Con l'avvento del primo conflitto mondiale, Preziosi si schierò nettamente a favore dei nazionalisti-interventisti, costituendo pure, in coabitazione con Maffeo Pantaleoni, uno dei primi Fasci parlamentari di difesa nazionale ed entrando in contatto con Mussolini.
    Finita la guerra, Preziosi agevolò la diffusione dei Protocolli dei Savi di Sion traducendoli per la prima volta in italiano dall'edizione inglese, assumendo caratteri apertamente antisemiti e denunciando presunti legami tra massoneria, ebraismo e bolscevismo.
    Il 26 luglio 1922 ebbe un incontro a Milano con alcuni esponenti dell'antisemitismo tedesco, e nell'agosto successivo scrisse un articolo, intitolato Gli Ebrei, la passione e la resurrezione della Germania, che lo stesso autore ebbe a celebrare nel 1941 dicendo che in esso sarebbero stati da scorgere "i concetti sui quali l'Italia fascista e la futura Germania nazional-socialista potevano trovare la base per la loro amicizia" [6].
    Aderì presto al fascismo, nel quale fu spesso sostenitore di Farinacci, interpretando questo regime, che gli diede l'opportunità di operare nel settore economico e culturale del governo, come unica soluzione contro il bolscevismo [7]. Attaccò pesantemente, dalle pagine de La vita italiana, la Banca Commerciale Italiana, poiché questa aveva tra i suoi più alti dirigenti gli ebrei Otto Joel, Giuseppe Toeplitz e Federico Weil.
    Si applicò a scrivere in favore dell'irrobustimento del regime, giungendo ad affermare che "Né quando si parla di consenso, il fascismo vuole che questo si manifesti facendo diventare tutti fascisti. Tutt'altro. Purtroppo oggi tutti sono diventati fascisti" [8]. Non pago dello sconcerto così suscitato, nel 1924 parlò al congresso fascista di Napoli, leggendo una sua relazione sul Mezzogiorno e sostenendovi che era inutile "un ennesimo programma" per il suo rinnovamento economico, dato che "nessun paese è mai progredito per opera e virtù del proprio governo". Propose però modifiche concrete, fra le quali le bonifiche dei siti palustri [9].
    Dal 1923 al 1929 fu proprietario e direttore del quotidiano "Il Mezzogiorno". In una relazione della polizia politica del 24 agosto 1923, il fatto fu interpretato come uno dei passaggi di una manovra di "capi fascisti delle diverse città d'Italia" al fine di "impressionare, stancare, disgustare S.E. Mussolini, per fargli abbandonare il potere, in modo da prendere loro la successione. Non è estraneo a questo movimento il prof. Preziosi". L'acquisizione della testata, affermava l'oscuro funzionario, "fa parte di tutto un piano, a cui non è estranea la Banca Commerciale". Fondata o meno che fosse la relazione (il prefetto di Napoli la valutò infondata il successivo 3 ottobre), fu solo la prima di una lunga serie di lettere (anonime e non), memorie e relazioni di polizia nelle quali la lealtà di Preziosi fu severamente dubitata. C'era di vero, in questa, la prossimità fra Preziosi ed Aurelio Padovani, segretario del fascio di Napoli e sorta di "teologo dell'intransigenza", che Mussolini definì "un uomo moralmente dall'altra parte della barricata" e col quale stabilì una pragmatica convivenza di compromesso onde non vederlo andarsene con i socialisti.
    Al riparo della potente copertura politica di Farinacci, Preziosi manifestò in diverse occasioni la necessità di una critica contro presunti "pseudo-fascisti", "fascisti dell'ultim'ora" e "falsi amici" di Mussolini, del quale implicitamente sottolineava l'incapacità di accorgersene. Non sorprende perciò che l'interessato se ne sia avuto a male e il 22 febbraio 1926 gli abbia chiesto in termini ultimativi di rivelare i nomi degli antifascisti che secondo un ennesimo attacco generico avrebbero lavorato in prefettura. Poco tempo dopo Mussolini ricevette invece missive della Bertarelli, ancora non sposata con l'ex-prete, che denunciavano presunti complotti ai danni del marito, il quale chiedeva udienza.
    Dal 1929 in avanti, seguendo la formazione e la crescita di una sorta di fronda intellettuale raccoltasi intorno alla rivista "Irpinia", Preziosi iniziò una sua battaglia personale contro questa compagine non completamente conforme all'ortodossia dottrinale fascista e contro la federazione di Avellino. Ne ebbe in risposta attacchi non meno velenosi, anche nella forma di memorie inviate al Duce anonime (Medaglioni del prete Preziosi Giovanni) o firmate (Aristide Greco [10], Vita morte e miracoli di D.Giovanni Preziosi, direttore de "Il Mezzogiorno").
    Tuttavia, né il PNF né più in generale l'opinione pubblica concessero al Preziosi i riconoscimenti sperati, in virtù dell'indifferenza italiana verso il problema razziale, e soprattutto della diffidenza verso la nascente Germania nazista; questi invece nel 1932 e nel 1933, all'affermazione di Hitler, scrisse numerosi articoli di aperta esaltazione del nazismo e dell'antisemitismo.
    Le posizioni mutarono con l'avvicinamento politico dell'Italia fascista al Terzo Reich. Nel 1938 Preziosi fu tra i firmatari del Manifesto della razza e con la promulgazione delle leggi razziali fasciste divenne un personaggio di spicco nell'orbita dello stato, ricoprendo ruoli ministeriali[11].
    Durante la seconda guerra mondiale attaccò Pietro Badoglio, che considerava "centro della massoneria nell'esercito" [12]. Un piccolo ruolo ebbe anche nella vicenda del 25 luglio 1943, avendo premonito il Duce che l'eventuale convocazione del gran Consiglio avrebbe comportato il "suicidio del fascismo"; questi termini Mussolini avrebbe poi usato a conclusione della seduta.
    Con la Repubblica Sociale Italiana crebbe ancora la sua fama, sostenne addirittura verso Hitler stesso, la poca convinzione dimostrata da alcuni membri del governo (Guido Buffarini Guidi in particolare) nella repressione ebraica[13] lamentandosi pure di Mussolini visto ormai come privo di forze. Contrastò sempre Pavolini, che aveva una cognata ebrea.
    Ricoprì il ruolo di Direttore generale per la demografia della razza presso la presidenza del consiglio[14] arrivando a sostenere la necessità di uno speciale corpo di vigilanza, la Super polizia con compiti di fermo giudiziario. Divenne in breve il campione dell'antisemitismo italiano.
    Sfuggito dopo la cattura a Crescenzago da parte dei partigiani, tornò nella Milano liberata rifugiandosi a casa di amici in corso Venezia; preferì gettarsi insieme con la moglie dalla sua finestra che finire nelle mani degli alleati. Lasciò un biglietto nel quale scrisse che aveva sacrificato la sua vita per la «grandezza della Patria».

  2. #2
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    GIOVANNI PREZIOSI - UNA VOCE CONTRO L'IDRA GIUDAICA

    di Dagoberto Bellucci

    Nel Nome di Dio,
    la nota introduttivo-bibliografica su Giovanni Preziosi , il più lucido e tenace avversario che il Genio italico abbia espresso in opposizione al Giudaismo, crediamo rappresenti una doverosa testimonianza e insieme un impegno di milizia.
    La figura di Preziosi è effettivamente troppo importante e , allo stesso modo, semioscurata dalla letteratura bibliografica intellettualistico italiota, per non trovare ampio spazio sul nostro mensile che - vogliamo augurarci - possa continuare l'opera di questo temerario e cosciente, attento studioso e ricercatore del problema invero fondamentale dell'umanità: la questione ebraica.
    Questione di Razza e di Religione; questione che indiscutibilmente investe tutti i piani operativi delle società moderne: economici e politici, religiosi e dottrinari, culturali e psicologici.
    L'ebraismo ha plasmato a propria immagine e somiglianza le società cristiane, si che neanche di cristiane' attualmente si dovrebbe parlare.

    E Giudei sono molti che pure si dichiarano seguaci dei Cristo o - peggio , dal nostro punto di vista islamico - del Nobile Profeta Muhammad (la pace su di Loro).
    Giudaica è l'essenza dei Moderno perché giudaizzate sono le istituzioni e gli individui che le compongono; ebraicizzate sono le mentalità e i modus operandi e modus vivendi di individui giudaizzanti ...Costoro hanno metabolizzato I'ebraicità , interiorizzando il materialismo d'Israele e radicando le proprie subumanità all'interno di società impregnate dall'impronta ebraica.
    Scriveva a ragione un secolo e mezzo or sono il giudeo Karl (Mordechai) Marx che i cristiani sono diventati più ebrei degli ebrei... il trionfo di Israele nell'Occidente `laico' e `scristianizzato' è un dato fattuale incontrovertibile. Dicevamo ...Giovanni Preziosi...un nome misconosciuto anche tra coloro i quali, per anni, hanno militato nell'estrema destra neo-fascista ...
    Non ricordiamo di averne mai sentito parlare ai tempi della nostra militanza all'interno del Msi-Dn ... il nome di Preziosi era, è , rimane a tutt'oggi, tabù per i sedicenti rivoluzionari servi della Sinagoga e dei Sistema.
    Maurizio Lattanzìo nel suo articolo d'esordio sul mensile "Avanguardia" , estate 1991 impose all'attenzione dei neofascisti l'esemplare percorso di milizia del `combattente antimondialista' Giovanni Preziosi...
    ...uno dei molti °incipit' di Lattanzio che non hanno trovato alcuna risposta nell'immondezzaio neofascista ...

    Giovanni Preziosi è stato , per oltre trent'anni, il più coerente e deciso studioso della questione giudaica nel nostro paese.
    AI suo lavoro di storico e ricercatore `inviso alle moltitudini' si devono i principali testi di milizia e di combattimento editi durante il Ventennio Fascista. II mensile "La Vita Italiana" ha rappresentato la voce , troppo spesso inascoltata o sottovalutata dai vertici del Fascismo, imperiosa della Latinità e della Romanità che lanciava il grido d'allarme contro il pericolo ebraico nel ns. paese, mettendo in guardia l'Italia Fascista , e lo stesso Mussolini, contro i suoi più temibili avversari: i Giudei.
    Per trent'anni Preziosi ha scritto - praticamente in solitudine - di Giudaismo e di Giudei rilevando lucidamente le connessioni internazionali con il Bolscevismo e la Plutocrazia, con l'Alta Finanza Giudaica e l'Internazionale Comunista; tutti strumenti dell'Internazionale Ebraica.
    Preziosi sarà tra i pochi che , tra l'altro, rileveranno l'incongruenza dell'applicazione delle leggi razziali `arti-ebraiche' del 1938 , inadeguate a risolvere il problema ebraico e sostanzialmente affrontate dai vertici del fascismo in maniera superficiale e dagli opportunisti dell'ultima ora in modo caricaturale e parodistico.
    "ln linea di principio - scriveva Maurizio Lattanzio dodici (...dicasi 'dodici' ...mica ieri...) anni or sono - Preziosi non può essere definito antisemita, in quanto il termine `semita' designa anche la razza araba, contro la cui identità religiosa e culturale egli non ha mai espresso giudizi di valore negativi. Né è possibile definire Preziosi semplicemente un antisionista, poiché le posizioni politiche antisioniste `inquadrano' solo parzialmente l'obbiettivo ebraico. II sionismo è infatti la `cristallizzazione' politico-organizzativa che delinea i profili istituzionali dell'ebraismo internazionale." (1)
    E citando un articolo di Preziosi continuava: "La razza è la legge. Questa, intesa come una forza formatrice dall'interno - e, in un certo senso, perfino dall'alto - nell'ebreo fa tutt'uno con quella. La Legge non è nella sola Bibbia. E' un grosso errore pensare che l'ebraismo finisca con l'Antico Testamento, questo fa tutt'uno con il Talmud che, come il nome lo dice, viene come un
    'compi mento111(2)

    Nato a Torella dei Lombardi, in provincia di Avellino, nel 1881, Giovanni Preziosi prenderà i voti sacerdotali e quindi collaborerà - con articoli e analisi - a riviste e giornali sui quali si occuperà soprattutto della questione meridionale.
    Nel 1912-13 tornerà allo stato laicale fondando nel '13 "La Vita Italiana all'Estero" - rivista mensile di emigrazione, politica estera e coloniale - che assumerà poi il nome "La Vita Italiana" due anni più tardi per mantenerlo per un trentennio.
    Durante la prima Guerra d'aggressione Giudaica all'Europa del 1418 Preziosi sarà attivo polemista contro le manovre della plutocrazia giudaica tedesca attaccando violentemente le manovre della Banca Commerciale e del suo presidente , il giudeo Giuseppe Toeplitz.
    Nel suo volume più noto "La Germania alla conquista dell'Italia" del 1916 Preziosi metterà in luce le ramificazioni della Banca Commerciali con l'ebraismo di marca tedesca accusando la Germania di operare di concerto con la Finanza Ebraica Mondiale.
    Uno storico ebreo quale Renzo De Felice - al quale si deve l'operazione dì storicizzazione e snaturalizzazione dei fascismo nel dopoguerra (ovvero la `castrazione ideologica' anti-capitalista e anti-plutocratica delle valenze rivoluzionarie dei Fascismo ) - ha scritto: "..Di un antisemitismo nazionalista più preciso e aggressivo si può parlare solo con il dopoguerra. Prima di allora non ve n'è traccia neppure negli scritti di Giovanni Preziosi e nella sua `La vita italiana'. Come vedremo oltre, prima del 1919-20 la polemica nazionalista contro l'ebraismo non assume politicamente toni apertamente antisemiti e si limita quasi esclusivamente a combattere il sionismo. ... Nella stessa `La vita italiana' gli spunti antisemiti sono in questi anni ancora rarissimi e di tipo tradizionale e - in ogni caso - non sono di Preziosi (...) ma dì Maffeo Pantaleoní. Questi, in una nota lettera dell'agosto 1920, più volte pubblicata da Preziosi, fece merito al direttore della rivista di avergli, con il suo articolo sull'internazionale ebraica apparso nel fascicolo di quel mese de "La vita italiana" , aperto gli occhi sulla `congiura mondiale' ebraica; in realtà, i primi attacchi agli ebrei sulla rivista di Preziosi portano la firma di Pantaleoni (si veda, per esempio, nel numero dei dicembre 1916 la nota `Le due mozioni alla Camera, quella degli 'arrivisti' e quella dei barbaro giudaici') e in essi se manca l'aspetto `mondiale' della congiura è per altro ben chiaro il suo aspetto 'italiano'." (3)

    Dopo aver fondato con l'economista Maffeo Pantaleoni , nel dicembre 1917, il "Fascio parlamentare di difesa nazionale", e dopo una breve permanenza nei ranghi nazionalisti; Giovanni Preziosi aderirà dal 1 " Maggio 1920 al Movimento Fascista.
    L'ebrea Pichetto, l'unica ad aver dedicato un saggio a quello cine - evidentemente - ha rilevato essere "uno dei pochi coerenti antisemiti del XX' secolo (...) Indubbiamente infatti egli per oltre trent'anni studiò l'ebraismo italiano" (4)
    Giovanni Preziosi si qualificherà come il principale studioso della questione ebraica della cui rettitudine e analisi si avvarranno , un decennio più tardi, alti esponenti del Governo Nazional-Socialista tedesco.
    Nel 1922 comparirà pertanto un articolo su `La Vita Italiana' a firma `un bavarese' che - lo stesso Preziosi e i suoi collaboratori anni dopo - riveleranno essere stato scritto dal futuro Fuhrer dei Terzo Reich , Adolf Hitler, all'epoca - precedente il (putsch' di Monaco , Capo dell'N.S.D.A.P.
    Nel febbraio 1921 , primo in Italia, Preziosi pubblica "1 Protocolli dei Savi Anziani di Sion" , il piano ebraico di dominio mondiale, riproducendo l'orìgínaie russo del pope Sergej Nilus del 1902.
    In piena sintonia con un emergente filosofo nonché pittore dadaista e studioso delle dottrine tradizionali, Julius Evola, lungi dalla polemica e dall'inevitabile strascico critico-alibistico esercitati dalla lobby giudaica in Italia; Preziosi sottolineerà dei documento in questione la conformità e l'attendibilità alla luce del Talmud e della letteratura giudaica.
    Preziosi affermerà la sua posizione anti-giudaica e anti-ebraica nella identifìcazione deI nemico in quanto nemico di razza: Gli Ebrei formano una razza - al di là e al di sopra di qualsivoglia distinzione religiosa, culturale, politica e ideologica - alla cui coesione interiore agiscono fattori di natura essenzialmente biologica, psicologica, attitudinale.
    E' il sangue che fa l'ebreo..."Noi - scriverà fin dal 1921 - non combattiamo contro la razza ebraica in quanto non è la nostra razza (...) combattiamo bensì gli ebrei in quanto si manifestino nemici delle altre e più specificamente della nostra razza." (5)
    Così come, venticinque anni prima, un giornalista britannico Wickham Stead poteva scrivere "Nessuna persona sia scrittore o uomo politico o diplomatico, può dirsi matura finchè non abbia affrontato a fondo il problema ebraico" ; allo stesso modo Preziosi ravviserà nell'Ebraismo il nemico dei Fascismo e dell'Italia Fascista.
    Inascoltato critico della legislazione `razziale' dei '38; avversario di un razzismo `di maniera' che i vari Interlandi e Almirante, Oriani e De Heekelingen, si affretteranno a propagandare da riviste quali La Difesa della Razza" , "Il Tevere" , "Quadrivio" e molte altre che seguirono le nuove direttive dei Gran Consiglio dei Fascismo in materia razziale.

    La qualcosa fece annotare nel proprio diario, in data 13.09.38 a un vecchio gerarca della prim'ora, il massone De Bono, che "la stampa... è più dei solito servilmente schifosa".
    Preziosi e con lui Evola si opporranno alla metodologia con le quali verranno varate le Leggi Razziali dei 38: una serie di provvedimenti giudicati inefficaci, tardivi, approssimativi e spesso iniqui.
    Ma una serie di pubblicazioni minori, nel periodo in questione, andava montando un sentimento razzista nel paese; concorreranno all'operazione le pubblicazioni locali tra cui: "Vent'anni" di Torino, "L'Eco di Bergamo", `°La Vedetta d'Italia" di Fiume, "San marco" di Zara, "11 Polesine Fascista" di Rovigo, "La Scure" di Piacenza, "il popolo di Romagna" di Forlì, "La Libertà" di Sassari, "Fronte Unico" di Roma ecc... coinvolgendo - in un crescendo - i quotidiani nazionali, dal Resto dei Carlino alla Stampa.
    Ristampati i "Protocolli" nel 1938 e, per i titoli della Arnoldo Mondadori, nel 1944 in terza edizione , l'opera di Preziosi si concretizzerà negli anni della seconda guerra d'aggressione giudaica contro l'Europa (1939-1945) continuando le pubblicazioni de `La Vita italiana' e editando due raccolte "Come il Giudaismo ha preparato la Guerra" per la Tumminelli edizioni di Roma, e "Giudaismo - Bolscevismo - Plutocrazia - Massoneria" per le edizioni 'Hohenstaufen' e partecipando, con Evola, Alberto Luchini, Massimo Scaligero e Piero Pellicano, al volume "Gli Ebrei hanno voluto la Guerra" dal quale riportiamo:

    "Chi ha letto °1 Protocolli dei Savii Anziani di Sion' , il libro più odiato dagli ebrei, dai filo-ebrei, dai bolscevichi, dai massoni e dai plutocrati , sa come è perche è stata scatenata questa guerra ebraica che dovrebbe portare Israele al dominio del mondo.
    I Protocolli sono `apocrifi' , affermano gli ebrei, i filo-ebrei, i bolscevichi, ì massoni e i plutocrati. Ebbene: in questa affermazione sta appunto la prova che °1 Protocolli' sono veri; "perché - come dice Hitler nel Mein Kampf - è un fatto che i Protocolli scoprono con orrenda sicurezza la natura e l'attività dei popolo ebraico e ne svelano gli scopi finali. Chi esamina gli avvenimenti degli ultimi cento anni alla luce di questo libro capirà perché questo libro dal giudaismo è tanto combattuto e qualificato `apocrifo..."
    ..Nella rivista `La Vita Italiana' , che dirigo da trenta anni, vi è una documentazione indistruttibile, che dimostra come in Italia - pur tra la generale incomprensione - non si è avuto bisogno di attendere le rivelazioni dei libri diplomatici sull'attività dei vari Bullit, o dei protocolli segreti dei Grande Oriente di Francia, per annunziare insistentemente che: a) i coniugi Roosevelt erano massoni e di origine e di sentimenti ebraici; b) che Franklin Delano Roosevelt fu portato l'8 novembre 1932 alla presidenza degli Stati Uniti dalle forze dell'internazionale Ebraica per preparare la guerra ebraica; c) che il giudaismo degli Stati Uniti ha preparato, ha scatenato , e sta facendo sempre più sviluppare, questa guerra per il dominio di Israele. (...) Fu con l'avvento di Hitler al potere, il 30 Gennaio 1933, che il Kahal - l'alto sinedrio ebraico mondiale residente negli Stati Uniti - decise di non tardare più oltre la guerra ebraica per evitare che le forze antiebraiche si consolidassero. A prepararla , non poteva essere che l'uomo dell'ebraismo portato per questo scopo al potere della Nazione, dove sono concentrate le maggiori forze della potenza ebraica: Franklin Delano Roosevelt. 11 primo annunzio della guerra ebraica in atto, fu dato dall'ebreo più combattivo dei mondo: Wladimiro Jabotinsky; il quale il 1 ° Giugno 1934, nella rivista ebraica `Natcha Retch' , scrisse , e tutti i giornali ebraici riprodussero: "La lotta contro la Germania viene condotta da mesi da tutte le comunità ebraiche, da tutte le Conferenze e Congressi, da tutte le Associazioni commerciali e dagli ebrei di tutto il mondo. C'è motivo di credere che la nostra partecipazione a questa lotta sarà di utilità generale. Poiché noi scateneremo la lotta di tutto il mondo contro la Germania tanto spiritualmente quanto fisicamente. L'ambizione di essa è di ridiventare una grande nazione, di riacquistare i suoi territori e le sue colonie perdute (...'cazzata ebraica' considerando come Hitler ritenesse chiuso il capitolo coloniale nella storia germanica e un'avventura comunque negativa ndr...) . Ma i nostri interessi impongono la distruzione definitiva della Germania. II popolo tedesco nel suo insieme e negli individui che lo compongono è un pericolo per noi. La Germania è stata sempre retta- salvo nel periodo in cui era sotto l'influenza ebraica - da elementi che si dimostrarono ostili al popolo ebreo. Non possiamo perciò assolutamente permettere che essa diventi potente sotto l'attuale Governo." Durante il tradimento perpetrato da elementi massoni e filo-giudei nella seduta del Gran Consiglio dei Fascismo dei 25 Luglio 1943 Preziosi sarà in Germania dove resterà , fino alla metà di settembre , come uno dei pochi , fidati, consiglieri dei vertici nazional-socialisti assieme a Julius Evola. II 15 marzo 1944, tardivamente, verrà posto alla direzione dell'Ispettorato Generale per la Razza dal Governo della Repubblica Sociale Italiana.
    Alla caduta dei Fascismo, Giovanni Preziosi decise di non sopravvivere, gettandosi dal balcone con la moglie il 26 Aprile 1945 per sfuggire all'inevitabile vendetta che i Giudei di tutto il mondo avrebbero scatenato contro la sua Impersonale e Radicata Condotta di Milizia.
    II Movimento Fascista - nel quale l'elemento ebraico pure giocò un certo ruolo di rilievo - era stato costituito da Mussolini per sostenere una RivoIuzione insieme anti-capitalista e anti-comunista ma sostanzialmente nazionale e socialista; premesso ciò - e considerando le pressioni al quale l'Italia Fascista verrà sottoposta dall'Alta Finanza Giudaica Internazionale - conviene riportare questo brano estratto da un articolo a firma Benito Mussolini apparso su "Il Popolo d'Italia" dei 4 Giugno 1919 e intitolato "1 Complici":
    "Se Pietrogrado non cade, se Denikin segna il passo, gli è che così vogliono> i grandi banchieri ebraici Londra e di New York, legata da vincerli di razza cogli ebrei che a Mosca corno. a Budapest, si prendono una rivincita contro la razza ariana, che li ha condannati ,alla dispersione per tanti secoli. In Russia l'80 per cento dei dirigenti dei Socviets scena ebrei, a Budapest su 22 cornrnissari del popolo, ben l7 sono ebrei. Il bolscevismo non sarebbe, per avventura, la venderti dell'ebraismo contro il cristianesimo L'argomento si presta alla meditazione. F:' possibile che il bolscevismo affoghi nel sangue di un pogrom di proporzioni catastrofiche. La Finanza mondiale è in mano agli ebrei. (:tu possiede le casseforti dei popoli, dirige la loro politica. Dietro ,ai fantocci di Parigi, sono t Rcrthschíld, i Warnberg gli Schyff i Cìuggenahcim, i quali hanno lo stesso sangue dei dominatori di Pietrogrado e di Budapest. La razza non tradisce la razza. ..L] bolscevismo ì• difeso dalla plutocrazia internazionale. Questa è la verità sostanziale. La plutocrazia internazionale dominata e controllata dagli ebrei ha un interesse a che tutta la vita nassa acceleri sino al parossismo il suor processo di disintegrazione molecolare. Una Russia paralizzata, disorganizzata affamata, sarà domani il campo dove la borghesIa, sì la borghesia, ce signori proletari, celebrerà la sua spettacolare cuccagna...
    Noi delineeremo le coordinate dell'anti-Giudaismo e dell'anti-ebraismo che - unitamente alle analisi della situazione politica internazionale, di quella nazionale e dei meccanismi dei Sistema Mondialista - affiancando le provocazioni-analisi politico ideologiche dell'amico Maurizio Lattanzio trasporteremo - quale vettore anti-sistemico - sul mensile "ISLAM ITALIA" lungo le coordinate dei progetto politico-rivoluzionario `Eurasia-Islam' mirante l'abbattimento dei Sistema Giudaico-Mondialista e dei Giudei in quanto razza dannata, sub-umana,. Tellurica, infernale.
    NOTE -
    1 - Maurizio Lattanzio - "Un combattente antimondialista: Giovanni Preziosi" articolo da "Avanguardia" - Estate 1991
    2 - Giovanni Preziosi - "Dieci punti fondamentali dei problema ebraico", `l Protocolli', Roma 1938;
    3 - Renzo De Felice - "Storia degli Ebrei italiani sotto il fascismo" ediz. "Einaudi" - Torino 1993;
    4 - Maria Teresa Pichetto - "Alle radici dell'odio. Preziosi e Benigni antisemiti" ediz. 'Franco Angeli' , Milano 1983;

    5 - Giovanni Preziosi - "La Vita Italiana" , XVII, 1921, Aprile ;

 

 

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