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Discussione: L'ultimo prodi-boom

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    Predefinito L'ultimo prodi-boom

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    La scure dell'Fmi sull'Italia
    la crescita non supererà lo 0,3%



    WASHINGTON - Il Fondo monetario internazionale taglia drasticamente le prospettive di crescita economica italiane per il 2008: l'incremento del Pil, spiega una fonte, non supererà lo 0,3% a fine anno. Il dato, che sarà ufficializzato nel Rapporto economico globale mercoledì prossimo è dell'1% inferiore alle stime di ottobre, ma è anche la metà rispetto allo 0,6% che lo stesso Fmi riteneva raggiungibile ancora all'inizio di marzo in un documento riservato.

    Secca riduzione anche per la zona dell'euro. Il prodotto, rivela la stessa fonte, registrerà un aumento inferiore all'1,3%, a fronte dell'1,8% stimato a gennaio. Nei giorni scorsi sono uscite indiscrezioni anche sulla crescita globale, che si fermerà al 3,7%, e su quella statunitense, che non dovrebbe andare oltre lo 0,5% a fine 2008 e allo 0,6% nel 2009.

    (4 aprile 2008)


    (fonte: http://www.repubblica.it/2008/03/sez...-crescita.html)

  2. #2
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    Predefinito

    Bei tempi quelli di Prodi.

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...ero&fromSearch


    6 novembre 2006


    Ue, Italia promossa (con riserva): deficit al 2,9% e Pil in rialzo

    di Piero Fornara

    Il rapporto deficit/Pil dell'Italia nel 2007 scenderà al 2,9% (la Finanziaria prevede il 2,8%), il disavanzo tornerà così sotto il 3% dopo cinque anni, attestandosi sui livelli del 2002, mentre il debito calerà al 105,9%, più di quanto previsto dalla manovra di bilancio in discussione in Parlamento: sono queste le stime contenute nelle "previsioni d'autunno" diffuse oggi, lunedì 6 novembre, dalla direzione generale affari economici e monetari della Ue guidata dal commissario Joaquin Almunia.

    RAPPORTO/ Le previsioni d'autunno della Commissione Ue
    L'Italia - sempre secondo la Commissione Ue - crescerà dell'1,7% nel 2006 e dell'1,4% nel 2007: queste stime sono più ottimistiche di quelle contenute nella Finanziaria che, per il 2006 e 2007, prevede rispettivamente una crescita del Pil dell'1,6% e dell'1,3 per cento. La crescita di Eurolandia sarà del 2,8% nel 2006 e del 2,1% nel 2007. L'inflazione in Italia si attesterà sul 2,3% quest'anno e sul 2% il prossimo. Il tasso di disoccupazione scenderà al 7,1% nel 2006 e al 7% nel 2007.

    Cautela sulla lotta all'evasione fiscale.
    Sulle previsioni relative al deficit italiano pesano l'elevato livello della spesa pubblica, in particolare nel settore della sanità e della spesa degli enti locali, nonchè l'incertezza sul fronte della lotta all'evasione fiscale e su quello dell'operazione Tfr. «Le previsioni sul deficit 2007 - spiega Bruxelles - incorporano alcuni rischi. Da un lato, un disavanzo più basso potrebbe essere raggiunto, se i meccanismi per frenare la spesa previsti nell'attuale e nelle precedenti manovre di bilancio fossero pienamente attuati e se la lotta all'evasione fiscale fosse più efficace del previsto».

    Del resto - prosegue il documento della Ue - «se per alcune misure della Finanziaria l'impatto è considerato in linea con le stime ufficiali, per altre misure le stime dei servizi della Commissione sono più prudenti. Questo principalmente nel caso della lotta all'evasione fiscale, il cui impatto non può essere facilmente anticipato». Su questo fronte, comunque, per Bruxelles «è possibile un effetto trascinamento dal 2006, visti i risultati positivi ottenuti nella prima metà di quest'anno, ma la spesa continua a correre velocemente, in particolare nel settore della sanità». E anche quella delle amministrazioni locali «potrebbe portare ad un deficit più elevato». Infine, «anche l'entità delle entrate aggiuntive previste dal trasferimento di una parte del Tfr all'Inps è soggetta a una considerevole incertezza».

    Iva sulle auto aziendali e Tfr. Per quanto riguarda l'anno in corso, invece, la Commissione stima un disavanzo al 4,7% (contro il 4,8% previsto nella Finanziaria). Sul bilancio 2006 - spiega la Commissione - pesa notevolmente l'impatto negativo di alcune sentenze della Corte di giustizia europea, prima fra tutte quella sul rimborso dell'Iva per le auto aziendali. Una decisione che costerà all'Italia un punto di Pil e che - spiega Bruxelles - ha praticamente vanificato le inaspettate maggiori entrate fiscali. canto - prosegue la Commissione - gli eccessi di spesa in particolare nel settore sanitario e da parte dei governilocali potrebbe portare ad un deficit più alto. Anche la portata delle entrate aggiuntive derivanti dal trasferimento del Tfr è soggetta ad una consistente incertezza. Bruxelles spiega come iltrasferimento del Tfr alle casse dell'Inps non migliora la sostenibilità di bilancio.

    La pagella dell'Italia dunque è appena sopra la sufficienza, ma rappresenta di fatto una promozione della Finanziaria targata Padoa-Schioppa. Motivazione: il governo Prodi con questa manovra rispetterà gli impegni presi con l'Europa dal precedente esecutivo Berlusconi. Impegni presi nel luglio 2005 di fronte all'Ecofin e che prevedevano una riduzione strutturale del disavanzo riportandolo sotto il 3% entro il prossimo anno.

    L'Italia, dunque, ce la farà. Ma le riserve restano tante: l'Italia dovrà compiere ulteriori sforzi sul fronte dei tagli alle spese e su quello delle liberalizzazioni. Solo così potrà sperare di uscire dal gruppo degli Stati di Eurolandia considerati da Bruxelles «a medio rischio» per la sostenibilità finanziaria. Non a caso l'Europa continuerà a tenere «sotto stretta sorveglianza» i nostri conti. E se per Francia e Germania si va ormai verso l'archiviazione della procedura di infrazione per deficit eccessivo, per il nostro Paese c'e ancora tanta strada da fare.

    Padoa-Schioppa all'Ecofin. Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, lo sa, e ha più volte fatto capire che difenderà coi denti la manovra di bilancio in Parlamento, per sventare tutti i tentativi di «ammorbidirla». Già stasera sarà a Bruxelles per raccogliere i frutti del duro lavoro svolto negli ultimi mesi e per ricevere - alla luce delle stime di Almunia - il via libera definitivo alla sua manovra anche da parte dei colleghi dell'Eurogruppo. Con una promessa: l'Italia proseguirà nei suoi sforzi per rendere stabile la riduzione del disavanzo sotto il 3% e per aggredire un debito pubblico ancora troppo elevato.

    In effetti - con il rientro del deficit sotto il 3% - è soprattutto l'andamento del debito a preoccupare Bruxelles. Del resto nella Finanziaria si prevede che il rapporto debito/Pil resti sopra il 100% ancora fino al 2010. Una discesa troppo lenta a fronte della quale l'Europa chiede all'Italia di fare di più. A partire da una ricostituzione dell'avanzo primario che sia la più rapida possibile. E su questo Padoa-Schioppa si impegnerà con forza, pur cosciente che partendo da un avanzo sotto lo zero (-0,3% nel 2006) la strada sarà lunga e difficile. L'obiettivo che il ministro dell'Economia indicherà ai suoi colleghi di Eurolandia è quello di un avanzo primario già al 2% nel 2007 e via via in salita fino a sfiorare il 5% nel 2011 (la Finanziaria prevede il 4,8 per cento).

    Padoa-Schioppa, inoltre, ribadirà l'importanza della Finanziaria anche sul fronte dello sviluppo, a partire da misure come la riduzione del cuneo fiscale che grava sul costo del lavoro. Anche se le stime d'autunno sulla crescita dell'Italia sono state riviste al rialzo da Almunia (la previsioni di primavera erano dell'1,3% nel 2006), Bruxelles insiste sul persistere di debolezze strutturali nella nostra economia, che penalizzano soprattutto la competitività delle imprese. La missione europea di Padoa-Schioppa si chiuderà martedì con la riunione dell'Ecofin.

 

 

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