Ormai è chiaro che la competizione è tra due leader, come se fosse un voto diretto, tra Veltroni e Berlusconi». Ergo , «ogni voto che si disperde è un voto sbagliato». Detto dal braccio destro nonché sinistro di Walter Veltroni giovedì, in Emilia: e non a caso, visto che là crescono le voci che dallo stesso Pd indicano il voto disgiunto alla Sinistra Arcobaleno per il Senato come miglior argine al Pdl berlusconiano.
Il gioco è talmente scoperto che, ieri, nemmeno il fair play di Fausto Bertinotti ha potuto evitare una replica chiarificatrice: «Il "Veltrusconi" - ha detto il candidato premier de La Sinistra l'Arcobaleno in un forum con l' Adnkronos - è una "formula corsara" inventata dalla stampa, ma con una sua verità interna, ovvero la competizione al centro del Pd e del Pdl». Con un «nucleo comune che avvicina i due partiti», li «porta a realizzare convergenze» e fa prevedere «trasmigrazioni» reciproche. Lo si vede nei rapporti sociali come sui diritti: non a caso riportati in primo piano dal discorso bertinottiano, ieri, mentre Silvio e Walter si inseguivano sulle maggiori garanzie ai «cattolici», declinati in Curia. E' perciò che l'impresa della sinistra unita è essenziale a «spezzare l'incantesimo e sottrarsi a questa droga della grande coalizione». Con la consapevolezza, inoltre, che «se il Pd fosse sconfitto, sarebbe costretto a un ripensamento significativo della sua linea politica».