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    Predefinito 60 anni fa, la strage di Deyr Yassin

    Terra Santa - 9 aprile 1948: la strage di Deir Yassin

    I fantasmi di Deir Yassin. Alle radici della "legittimità" di Israele,
    di Sonja Karkar (Women for Palestine , 9 aprile 2007)

    Israele ha giocato a lungo sulle sue eroiche origini per sollecitare il supporto alle sue meno eroiche imprese odierne. Il problema è che quelle eroiche origini sono sempre state una storia inventata. La nascita di Israele nel sangue e le sue azioni successive furono crimini contro l’umanità che continuano ancora oggi. La vernice di “legittimità” che si è data Israele non può nascondere il marciume che danneggia il nucleo della sua esistenza - il suo peccato originale di spoliazione violenta e la sua attuale politica colonialistica di apartheid. E senza il riconoscimento di, e il risarcimento per, le atrocità commesse contro i palestinesi, i fantasmi di Deir Yassin e di altri posti in Palestina continueranno a profilarsi minacciosamente in ogni discorso di pace.
    Era il 9 aprile 1948 quando una banda di terroristi ebrei entrò nel quieto villaggio rurale di Deir Yassin alla periferia di Gerusalemme con il chiaro scopo di distruggerlo. Vivevano 750 persone in quel villaggio, per la maggior parte spaccapietre. Le loro case erano state costruite con materiale calcareo, con porte e finestre ad arco e quelle case stavano là da secoli. Gli abitanti sapevano che erano già state compiute altri stragi all’inizio di quell’anno in altri villaggi e quindi avevano aderito ad un patto di non aggressione con l’Hagana, un altro gruppo di terroristi.
    Ma questo patto era privo di valore: Deir Yassin era già destinata ad essere distrutta e per evitare questa responsabilità l’Hagana chiamò in aiuto due gruppi terroristici, l’Irgun e la Stern Gang per eseguire il piano. I capi sionisti nel marzo di quell’anno avevano concepito una strategia militare che chiamarono Piano Dalet o Piano D, il cui esplicito scopo era di sgomberare dai palestinesi tutte le città e i villaggi per consentire la nascita di uno stato ebraico. La prima operazione nota come Nachshon era destinata ad evacuare i paesi rurali lungo la strada fra Gerusalemme e Tel Aviv, occupando, espellendo e/o uccidendone gli abitanti – e Deir Yassin si trovava all’interno di quel piano. Benché non sia stata la strage più grande compiuta in quell’anno, Dein Yassin rappresentò un punto di svolta per la pubblicità che gli fu data, intesa a diffondere un’atmosfera di terrore in tutto il paese, sollecitando la pulizia etnica che seguì. Prima di questo piano erano già stati distrutti circa 30 villaggi ma, una volta conclusa, l’Operazione Nachshon costituì la traccia per le successive campagne sioniste che finirono col distruggere 531 villaggi e 11 centri urbani circostanti. In quel solo anno il gruppo sionista (che fu poi comunemente noto come Esercito della Difesa Israeliana) commise 33 stragi documentate, con qualche storico che fa arrivare questa cifra a un centinaio. I palestinesi che non furono uccisi, fuggirono o furono espulsi con la forza. E chi avendone la possibilità non sarebbe fuggito, vedendo o sentendo le atrocità che erano state commesse? Donne violentate, uomini torturati, bambini costretti a guardare, senza rispetto per l’età o per il sesso, a nessuno fu risparmiata la morte, e i loro corpi mutilati riempirono i pozzi o restarono abbandonati in mucchi informi di corpi straziati.
    Almeno un centinaio di abitanti di Deir Yassin subirono questa sorte, anche se il numero dato in un primo tempo era più alto – 254 morti – probabilmente gonfiato dai sionisti stessi per terrorizzare i palestinesi di ogni parte. Senza considerare quanti morirono, l’uccisione di uomini inermi, di donne e bambini erano ricorrenti, così non c’è da stupirsi che i palestinesi scappassero quando sentivano che bande di terroristi sionisti erano nelle vicinanze dei lori paesi e villaggi. Il cibo rimaneva ancora caldo sulle tavole, i vestiti appesi negli armadi, e i giocattoli, le fotografie e i documenti venivano abbandonati nella fretta della fuga. Ma i 750.000 profughi palestinesi che neanche chiusero la porta della loro casa dietro di sé, pensavano tutti di ritornare.
    Oggi nell’ironia più amara e deplorevole, il museo israeliano che commemora l’olocausto ebraico, lo Yad Vashem si trova sulla cima di una collina che sovrasta il cimitero di Deir Yassin, mentre le costruzioni di pietra di quello che era il villaggio palestinese sono utilizzate da un istituto israeliano per le malattie mentali. C’è da stupirsi che i fantasmi di Deir Yassin perseguitino ancora la memoria collettiva dei palestinesi e di coloro che sanno che Deir Yassin è stato il catalizzatore del piano per la creazione di uno stato di Israele solo per gli ebrei?
    Nel frattempo i milioni di espropriati nei campi di Gaza, nella West Bank, nella Giordania e nel Libano aspettano di ritornare e/o di ricevere un risarcimento per le loro incalcolabili perdite e nessuno ha l’autorità di barattare i loro diritti umani per accondiscendenza ad uno stato razzista nato dall’espropriazione e dalla disgrazia palestinese. Accettare qualcosa di meno senza il loro consenso significherebbe tradire i 60 anni di lotta palestinese per il riconoscimento e l’auto-determinazione in opposizione all’apartheid israeliana.

    (Fonte: http://www.zmag.org/Italy/karkar-fantasmiyassin.htm )

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  2. #2
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    Nessun commento usraeliano?
    Eh già. Nel 1948 i "terroristi" di Hamas e Fatah ancora non c'erano. C'erano invece i terroristi dell'Irgun e della Banda Stern...
    Quindi meglio non commentare.

  3. #3
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    La storia degli Hakka e quella degli Hokko:

    http://www.pasti.org/thion2.html

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Wento Visualizza Messaggio
    La storia degli Hakka e quella degli Hokko:

    http://www.pasti.org/thion2.html
    Dunque in Israele ci sono degli "armadi delle vergogna" ancora chiusi?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da canapone 59 Visualizza Messaggio
    Terra Santa - 9 aprile 1948: la strage di Deir Yassin

    I fantasmi di Deir Yassin. Alle radici della "legittimità" di Israele, di Sonja Karkar (Women for Palestine , 9 aprile 2007)

    Israele ha giocato a lungo sulle sue eroiche origini per sollecitare il supporto alle sue meno eroiche imprese odierne. Il problema è che quelle eroiche origini sono sempre state una storia inventata. La nascita di Israele nel sangue e le sue azioni successive furono crimini contro l’umanità che continuano ancora oggi. La vernice di “legittimità” che si è data Israele non può nascondere il marciume che danneggia il nucleo della sua esistenza - il suo peccato originale di spoliazione violenta e la sua attuale politica colonialistica di apartheid. E senza il riconoscimento di, e il risarcimento per, le atrocità commesse contro i palestinesi, i fantasmi di Deir Yassin e di altri posti in Palestina continueranno a profilarsi minacciosamente in ogni discorso di pace.
    Era il 9 aprile 1948 quando una banda di terroristi ebrei entrò nel quieto villaggio rurale di Deir Yassin alla periferia di Gerusalemme con il chiaro scopo di distruggerlo. Vivevano 750 persone in quel villaggio, per la maggior parte spaccapietre. Le loro case erano state costruite con materiale calcareo, con porte e finestre ad arco e quelle case stavano là da secoli. Gli abitanti sapevano che erano già state compiute altri stragi all’inizio di quell’anno in altri villaggi e quindi avevano aderito ad un patto di non aggressione con l’Hagana, un altro gruppo di terroristi.
    Ma questo patto era privo di valore: Deir Yassin era già destinata ad essere distrutta e per evitare questa responsabilità l’Hagana chiamò in aiuto due gruppi terroristici, l’Irgun e la Stern Gang per eseguire il piano. I capi sionisti nel marzo di quell’anno avevano concepito una strategia militare che chiamarono Piano Dalet o Piano D, il cui esplicito scopo era di sgomberare dai palestinesi tutte le città e i villaggi per consentire la nascita di uno stato ebraico. La prima operazione nota come Nachshon era destinata ad evacuare i paesi rurali lungo la strada fra Gerusalemme e Tel Aviv, occupando, espellendo e/o uccidendone gli abitanti – e Deir Yassin si trovava all’interno di quel piano. Benché non sia stata la strage più grande compiuta in quell’anno, Dein Yassin rappresentò un punto di svolta per la pubblicità che gli fu data, intesa a diffondere un’atmosfera di terrore in tutto il paese, sollecitando la pulizia etnica che seguì. Prima di questo piano erano già stati distrutti circa 30 villaggi ma, una volta conclusa, l’Operazione Nachshon costituì la traccia per le successive campagne sioniste che finirono col distruggere 531 villaggi e 11 centri urbani circostanti. In quel solo anno il gruppo sionista (che fu poi comunemente noto come Esercito della Difesa Israeliana) commise 33 stragi documentate, con qualche storico che fa arrivare questa cifra a un centinaio. I palestinesi che non furono uccisi, fuggirono o furono espulsi con la forza. E chi avendone la possibilità non sarebbe fuggito, vedendo o sentendo le atrocità che erano state commesse? Donne violentate, uomini torturati, bambini costretti a guardare, senza rispetto per l’età o per il sesso, a nessuno fu risparmiata la morte, e i loro corpi mutilati riempirono i pozzi o restarono abbandonati in mucchi informi di corpi straziati.
    Almeno un centinaio di abitanti di Deir Yassin subirono questa sorte, anche se il numero dato in un primo tempo era più alto – 254 morti – probabilmente gonfiato dai sionisti stessi per terrorizzare i palestinesi di ogni parte. Senza considerare quanti morirono, l’uccisione di uomini inermi, di donne e bambini erano ricorrenti, così non c’è da stupirsi che i palestinesi scappassero quando sentivano che bande di terroristi sionisti erano nelle vicinanze dei lori paesi e villaggi. Il cibo rimaneva ancora caldo sulle tavole, i vestiti appesi negli armadi, e i giocattoli, le fotografie e i documenti venivano abbandonati nella fretta della fuga. Ma i 750.000 profughi palestinesi che neanche chiusero la porta della loro casa dietro di sé, pensavano tutti di ritornare.
    Oggi nell’ironia più amara e deplorevole, il museo israeliano che commemora l’olocausto ebraico, lo Yad Vashem si trova sulla cima di una collina che sovrasta il cimitero di Deir Yassin, mentre le costruzioni di pietra di quello che era il villaggio palestinese sono utilizzate da un istituto israeliano per le malattie mentali. C’è da stupirsi che i fantasmi di Deir Yassin perseguitino ancora la memoria collettiva dei palestinesi e di coloro che sanno che Deir Yassin è stato il catalizzatore del piano per la creazione di uno stato di Israele solo per gli ebrei?
    Nel frattempo i milioni di espropriati nei campi di Gaza, nella West Bank, nella Giordania e nel Libano aspettano di ritornare e/o di ricevere un risarcimento per le loro incalcolabili perdite e nessuno ha l’autorità di barattare i loro diritti umani per accondiscendenza ad uno stato razzista nato dall’espropriazione e dalla disgrazia palestinese. Accettare qualcosa di meno senza il loro consenso significherebbe tradire i 60 anni di lotta palestinese per il riconoscimento e l’auto-determinazione in opposizione all’apartheid israeliana.

    (Fonte: http://www.zmag.org/Italy/karkar-fantasmiyassin.htm )

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    Chi ha scritto tutte queste panzane?

  6. #6
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    Chi ha scritto tutte queste panzane?
    Ah Deyr Yassin è una panzana?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da canapone 59 Visualizza Messaggio
    Ah Deyr Yassin è una panzana?
    Sì, una grande palla. Ed è questa presunta strage, la più grande e significativa, che ci fa vedere chiaramente l'esercizio globale di malafede che tutti quanti proseguite con un accanimento ed un fanatismo degno di migliori cause.

    Tra l'inverno del 1947 e la primavera del 1948 la Lega Araba promosse la creazione di un Esercito Arabo di Liberazione (Arab Liberation Army) i cui effettivi erano sia Arabi palestinesi, sia Arabi originari di altri Paesi del Vicino Oriente. Effettivi di tale formazione condussero estesi attacchi ai danni delle comunità ebraiche di antica e recente formazione in Palestina, tentando altresì di isolarle tra loro, impedendo con la forza il traffico da e verso di esse. In questo contesto, la parte occidentale di Gerusalemme, ove era presente una forte comunità ebraica, finì progressivamente sotto assedio.
    Tale fase della guerra passò ad essere nota come la "battaglia delle strade" perché le forze arabe concentrarono i propri sforzi nell'interdizione dei collegamenti viari tra le diverse comunità ebraiche. Avviati dopo i gravi disordini del dicembre 1947, gli attacchi alle strade, in un primo tempo, furono limitati a imboscate sporadiche e scarsamente organizzate.
    Da questa scarna premessa, presa da Wikipedia per amore di sintesi, si può connotare lo scenario in cui si svolsero i fatti.

    Non c'entra nulla con gli attentati all'Hotel King David, considerato atto di terrorismo in quanto erano presenti anche vittime civili, ma configurabile anche come assalto partigiano ad un acquartieramento inglese.

    La battaglia delle strade fu una vera e propria guerra fra gruppi armati sionisti e unità dell'Esercito Arabo di Liberazione.

    Senza volerla fare troppo lunga, il villaggio di Deir Yassin aveva stipulato con i vicini quartieri ebrei di Gerusalemme un patto di non aggressione. Patto che a causa di una unità dell'Esercito Arabo di Liberazione venne rotto. Dal villaggio venivano compiute continue aggressioni ai convogli che portavano viveri a Gerusalemme, arrivando quindi a tagliare il collegamento tra Tel Aviv e Gerusalemme. L'Haganah decise di lanciare un'importante controffensiva militare, denominata Operazione Nachson tesa a liberare la strada ed a rompere l'assedio cui era sottoposta Gerusalemme Ovest.

    Il 6 aprile 1948 i reparti mobili di pronto intervento dell'Haganah, i Palmach, lanciarono una serie di attacchi coordinati tesi alla cattura delle posizioni strategiche che consentivano il controllo della strada Tel Aviv - Gerusalemme. Uno di questi attacchi condusse alla conquista del centro abitato di al-Qastal, un'importante località posta sull'arteria viaria, distante circa due chilometri da Deir Yassin. I contrattacchi scagliati dagli Arabi nella zona diedero luogo ad intensi scontri a fuoco e, per diversi giorni, il controllo dell'area rimase conteso. Deir Yassin era la base degli arabi, nonostante il patto di non aggressione. Il 9 aprile 1948, sotto il comando di Begin, elementi dell'Irgun e della Banda Stern attaccarono Deir Yassin.

    Il numero di vittime da entrambe le parti fu altissimo: si trattò di un combattimento senza quartiere fra due fazioni armate, un vero massacro, ma sempre un'azione di guerra.

    Naturalmente i soliti faziosi antisionisti lo presentano come un deliberato massacro condotto dai sionisti ai danni di una popolazione disarmata e lo inseriscono nel quadro più ampio della Nakba.

    Wento mi dovrebbe dire come mai, nella storia degli hakka e degli hokko da lui postata, non si trova alcun riferimento all'Esercito Arabo di Liberazione.

    Forse, volendo parlare di terrorismo in Palestina, sarebbe opportuno parlare, oltre che dell'Irgun e della Banda Stern (organizzazioni sciolte con la nascita dello stato di Israele) anche di Settembre Nero fondata dal premio nobel per la pace?

  8. #8
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  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da canapone 59 Visualizza Messaggio
    Ah Deyr Yassin è una panzana?
    Quando non si sa che cosa replicare, si dice che sono panzane, che si è antisemita, terrorista filoarabo ecc....
    Tipico stile sion!!!

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Platon3 Visualizza Messaggio
    Quando non si sa che cosa replicare, si dice che sono panzane, che si è antisemita, terrorista filoarabo ecc....
    Tipico stile sion!!!
    Io ho replicato con argomenti di storia. Tu con cosa contesti? Con una battutina ed uno sberleffo?

 

 
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