In proporzione alle proprie possibilità, com'è ovvio.Originariamente Scritto da Lizard


In proporzione alle proprie possibilità, com'è ovvio.Originariamente Scritto da Lizard


E allora, adesso, mi viene da chiederti come principio generale e non morale, perchè è tanto ovvio che chi ha più possibilità debba pagare anche per gli altri?Originariamente Scritto da Fenris
Mi interessa perchè io condivido il principio morale alla base, ma non mi sognerei mai di imporlo, che è cosa diversa, molto diversa.


Perchè, sarebbe giusto il contrario? Lo stato deve preoccuparsi del benessere di tutti i suoi cittadini, per cui è ovvio che prelevi di più da chi ha più mezzi per dare a chi ne ha meno.Originariamente Scritto da Lizard
Poi guarda che anche chi ha meno fa la sua parte. Ma, come detto, in modo proporzionale.


Vedi il tuo presupposto è che sia lecita l'esistenza di questa entità detta 'stato' che compie questa operazione. Il problema è che lo fa coattivamente e non per adesione. Questo è per me una negazione di un assioma di fondo, che è quello di non aggressione.Originariamente Scritto da Fenris
Ora, tu puoi rinunciare a qualche libertà, ma è questione iversa dall'imposizione.


Il fatto è che per me la società viene prima dell'individuo che la compone. Per cui lo stato deve preoccuparsi della società nella sua interezza, non dei singoli individui.Originariamente Scritto da Lizard


Guarda che puoi rinunciare alla cittadinanza e dichiarti apolide.Originariamente Scritto da Lizard
Non te lo vieta nessuno.
Pero' ben pochi lo fanno. Chissa perche'.
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Per me è esattamente l'inverso. La differenza è che secondo la mia visione tu puoi aderire ad un sistema che condivida i tuoi valori (che paradossalmente potrebbero anche essere i miei). Secondo il tuo schema ogni individuo deve sottostare a ciò che piace alla società.Originariamente Scritto da Fenris
Nella prassi si riduce a cercare di ridimensionare le azioni che lo stato può condurre verso di noi, in modo che l'adesione a certi schemi avvenga su base volontaria e non coattiva.


Cosa c'entra il dichiararsi apolide con la volontà di vedere ridotto il potere impositvo dello stato?Originariamente Scritto da Fuori_schema


Ho capito, ma ripeto che per me questo non è un modello valido: l'individuo deve essere sottoposto all'interesse della società, volente o nolente, perchè uno stato non si può preoccupare dell'individuo singolo, ma solo della società intera.Originariamente Scritto da Lizard


Ma è proprio questo il punto, Fenris. Se parti dall'idea che una comunità si debba occupare della società paradossalmente mi trovi d'accordo. Una comunità deve occuparsi della società se gli individui che la compongono trovano questo elemento fondante.Originariamente Scritto da Fenris
Diverso è imporre, anche a chi non lo desidera (non solo in toto, ma anche nelle sue modalità di attuazione, per rispondere anche a Fuori_Schema), l'appartenenza ad una comunità.
Se poi questo si attua, per fare un esempio, nell'aggressione legale come nel caso di una guerra, il mio disappunto diventa massimo.
Ed è proprio lì che capisci come poco conti davvero l'interesse dalla società.