Giusto per chiarire che non abbiamo richieste così drastiche, ma un programma assai più realista.
Ecco la parte di richieste sul federalismo fiscale, che la Lega Nord cercherà di mediare con il pdl.
Regime speciale transitorio
1. Le regioni padane devono avere a disposizione il 90% del gettito fiscale attribuibile al proprio
territorio.
2. Il regime “speciale” riguarda un periodo transitorio, ma comunque congruo rispetto ai tempi di
realizzazione delle opere pubbliche, periodo che viene individuato in DIECI anni.
3. La responsabilità della gestione del gettito e della conseguente realizzazione degli investimenti,
è attribuita alle regioni che hanno titolarità delle risorse, oltre all’obbligo di trasferire il 10% allo
Stato centrale.
4. Le maggiori risorse così ottenute devono essere utilizzate almeno per il 75% per la realizzazione
delle opere pubbliche e infrastrutture, mentre il restante può essere utilizzato per il
miglioramento dei servizi.
- Regime definitivo
1. Indipendentemente dalle competenze costituzionali, le singole Regioni hanno diritto di
affrancarsi dallo Stato centrale per l’ottenimento dell’autonomia fiscale, mediante lo scambio
fra il gettito di imposte da gestire autonomamente con parti di debito pubblico; per lo Stato
centrale il minor onere per interessi passivi compensa la perdita di gettito delle imposte
trasferite alle regioni, al netto degli attuali trasferimenti.
2. Lo scambio così come sopra definito costituisce la base del patto federale ed avviene per il
tramite del Senato delle Regioni che cura i rapporti fra ogni singola Regione che decida di
affrancarsi e la Repubblica.
3. Ogni Regione può autonomamente decidere per quale quota di imposte affrancarsi con un limite
massimo del 90% del proprio gettito territoriale. Conseguentemente viene modificata la
suddivisione delle imposte o delle aliquote di più imposte fra Stato e Regioni. Si dà luogo alla
compartecipazione delle imposte.
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4. Le Regioni hanno autonomia legislativa, impositiva, di aliquota e di accertamento sulle imposte
o compartecipazioni di imposte, salvo quanto riservato allo Stato centrale.
5. La riscossione delle imposte avviene da parte delle Regioni, con conseguente inversione degli
attuali flussi finanziari. E’ soppressa la tesoreria unica.
6. Lo Stato centrale può prelevare soltanto le imposte di sua esclusiva competenza.
7. In via indicativa ed a imposte vigenti, allo Stato centrale sono attribuiti: il 50% delle imposte
dirette (Irpef ed Ires), il 50% dell’Iva, le accise su tabacco, alcolici e sugli olii minerali,
l’imposta di bollo, le imposte sui capitali e le assicurazioni, i dazi doganali. Di competenza delle
Regioni sono: il 50% delle imposte dirette (Irpef ed Ires), il 50% dell’Iva, l’imposta di
successione e donazione, le imposte sugli immobili, le tasse sui giochi, la tassa di circolazione,
l’imposta di registro, l’imposta sugli spettacoli, l’Irap.
8. All’interno del proprio territorio le Regioni fissano le imposte di competenza provinciale e
comunale.
9. Lo Stato centrale stabilisce i principi generali per armonizzare le imposte ai vari livelli
istituzionali in termini di assoggettamento, oggetto, periodo di calcolo delle imposte, procedure
e disposizioni penali. Sono escluse dall’armonizzazione le aliquote, le tariffe, le deduzioni e le
esenzioni di imposta.
10. Con esclusione delle imposte sul reddito, sono vietate le doppie imposizioni.
11. La perequazione può essere verticale, cioè fra lo Stato centrale e le Regioni per ridurre le
differenze di ricchezza.
12. La perequazione può essere orizzontale fra le singole Regioni.
13. L’assegnazione dei fondi perequativi per l’erogazione di servizi costituzionalmente garantiti,
deve essere effettuata sulla base di costi standard. E’ vietato il riferimento ai costi storici.
14. E’ sancita l’immutabilità della classifica della ricchezza delle Regioni anche dopo la
perequazione.
15. Nella perequazione si tiene conto del gettito teorico a parità di pressione fiscale, dell’economia
sommersa e del costo della vita
Come vedi al punto 7 molte imposte significative rimarranno in mano dello stato e serviranno a garanitre il principio di sussidarietà per assicurare standard minimi fra le regioni. (cerchiamo di essere realisti.)
L'importante è che il cittadino sia conscio della quantità di imposte che paga allo stato ed alla regione, di modo che possa rendersi conto della "virtuosità" di entrambi.
Con l'autonomia fiscaler andranno a finire molti di quelli interventi a pioggia in certe regioni dove le pratiche clientelari la fanno da padrone, che tanto hanno dissestato il bilancio statale.
Un eventuale concorrenza fiscale fra territori, come avviene negli USA e in Svizzera non potrà che essere di beneficio.