IL DOSSIER - SE VINCE LUI
La giustizia del Pdl: salvare il Cavaliere e gli amici
Berlusconi è imputato a Milano, la Procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio suo e di Saccà, Roma indaga. II «Popolo della Libertà provvisoria» non potrà ignorarlo. La sua politica giudiziaria prevede intercettazioni per mafia e terrorismo, altrimenti il carcere per chi le ordina ed esegue. Tolleranza zero sì, ma solo con poveracci ed extracomunitari
Se Berlusconi dovesse tornare al governo per la terza volta, non occorre Nostradamus per preve*dere che farà nel settore giustizia: quello che ha fatto la prima e la seconda, cioè quel che farebbe qualunque imputato colpevole se si trovasse al suo posto. Il pun*to di partenza è sempre lo stesso: il Cavaliere è imputato al Tribu*nale di Milano per falso in bilan*cio, frode fiscale e appropriazio*ne indebita (diritti Mediaset) e per corruzione giudiziaria (pre*sunta tangente per tappare la bocca al testimone David Mills); la Procura di Napoli ha chiesto il suo rinvio a giudizio, insieme al*l'ex direttore di Raifiction Agosti*no Saccà, per corruzione (la fa*mosa telefonata delle «ragazze» da sistemare nelle fiction Rai in cambio di appoggi a un'attività imprenditoriale privata del fede*le dirigente); la Procura di Roma indaga sulla presunta «istigazio*ne alla corruzione» da parte del leader del Pdl nei confronti di al*cuni senatori del centrosinistra, affinchè abbandonassero la coali*zione che li aveva eletti, rovesciassero il governo Prodi e si ac*casassero dalle sue parti. In più è ancora pendente a Madrid il pro*cesso a suo carico per falso in bi*lancio e violazione dell'antitrust spagnola nell'affare Telecinco. La politica giudiziaria del Popolo della Libertà Provvisoria non po*trà prescindere da queste impel*lenti esigenze penali del suo pa*drone, nonché delle decine di imputati e condannati che lo se*guiranno in Parlamento e - in ca*so di vittoria - al governo. A co*minciare da Marcello Dell'Utri che, condannato definitivamen*te a 2 anni per frode fiscale, rischia di finire in carcere se diventassero definitive anche le sue condanne in appello a 2 anni per tentata estorsione mafiosae in primo grado a 9 anni per con*corso esterno in associazione ma*fiosa. Della depenalizzazione del concorso esterno (reato «inven*tato» dal pool di Falcone e Borsel*lino nell'ordinanza del processo «maxi-ter» a Cosa Nostra), il pro*gramma del Pdl nulla dice: ma molti suoi dirigenti, Berlusconi in testa, ne parlano da anni co*me di un'esigenza impellente. Probabile che, per salvare Dell’Utri nel caso in cui anche la Cor*te d'appello di Palermo lo ritenes*se colpevole, si opti per la scorcia*toia del ripristino dell'immunità parlamentare: in campagna elet*torale, il Cavaliere ha promesso il ritorno al sistema dell'autoriz*zazione a procedere, ovviamen*te con effetto retroattivo. Per in*dagare e processare un eletto, i giudici dovrebbero chiedere il permesso al Parlamento, che de*ciderebbe a maggioranza. E la maggioranza berlusconiana ri*sponderebbe, ovviamente, pic*che. Dunque il processo a Dell'Utri, come pure quelli a Berlu*sconi e a tutti gli amici e amici de*gli amici, si bloccherebbe per sempre. Nel caso in cui gli alleati (An e Lega, sempreché esistano ancora) si opponessero a una norma tanto impopolare, reste*rebbe comunque una via subor*dinata per raggiungere l'impuni*tà: l'annunciata «riforma delle in*tercettazioni», a cui il program*ma del Pdl dedica buona parte del capitolo sulla giustizia. Te*stualmente: «Limitazione del*l'uso delle intercettazioni telefo*niche e ambientali solo al contra*sto dei reati più gravi», che Berlusconi ha spiegato essere solo «la mafia e il terrorismo», aggiun*gendo che «saranno introdotte pene severe per chi trasgredisce: 5 anni per chi ordina intercetta*zioni non permesse, 5 anni per chi le esegue, 5 anni per chi le dif*fonde, 2 milioni di euro di multa per gli editori che le pubblicheranno». A parte il divieto di pub*blicazione (purtroppo previsto anche dal programma del Pd), scatterà dunque l'arresto per i magistrati e per gli agenti di poli*zia giudiziaria che intercetteran*no persone indagate per reati di*versi da mafia e terrorismo: tipo quelli di Tangentopoli e quelli fi*nanziari, ma anche l'omicidio, il traffico di droga e così via. E le intercettazioni già acquisite in pre*cedenza? Siccome si applica sem*pre la legge più favorevole all'im*putato, verrebbero cestinate su due piedi. E le migliaia di proces*si fondati su intercettazioni - compresi, per esempio, quelli per Calciopoli, per le scalate dei furbetti del quartierino, per il ca*so Berlusconi-Saccà e così via - andrebbero in fumo. Se poi si in*tervenisse sul concorso esterno in associazione mafiosa, potreb*bero evaporare anche le intercet*tazioni che dimostrano i rappor*ti trentennali di Dell’Utri con la mafia. Valendo la norma anti-cimici soprattutto per il futuro, la magistratura verrebbe privata an*che dell'ultimo strumento per scoprire i colpevoli dei reati più gravi.MARCO TRAVAGLIO
Per intimidire ulteriormente i magistrati impegnati nelle inda*gini sui colletti bianchi, il pro*gramma del Pdl prevede poi una «maggiore distinzione fra pm e giudici» (non bastando ancora la separazione strisciante delle car*riere imposta dall'ordinamento giudiziario Castelli-Mastella); e addirittura «norme costituziona*li in tema di responsabilità pena*le, civile e disciplinare di magi*strati»: basterà la denuncia di un potente per spaventarli e incorag*giarli a concentrarsi solo sui reati di strada. Perché è sui delitti dei poveracci, e solo su quelli, che si auspica la mano dura delle to*ghe, anche con l'«apertura di nuovi Centri di permanenza temporanea». Cioè di nuove gabbie-lager per extracomunitari. Tolleranza mille per i signori, tol*leranza zero per tutti gli altri.
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Che dite, ce la farà nei primi 100 giorni?!?!?!![]()
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