E il suo collega: «Quel giorno è accaduto qualcosa di choccante». Mercoledì l'udienza
Sudafrica, omicidio Terreblanche:
«Tentò di sodomizzare i due giovani»
Le rivelazioni di uno degli avvocati dei responsabili dell'assassinio: «Quello ha scatenato la reazione»
Sudafrica, omicidio Terreblanche:
«Tentò di sodomizzare i due giovani»
Le rivelazioni di uno degli avvocati dei responsabili dell'assassinio: «Quello ha scatenato la reazione»
MILANO - Per i suoi sostenitori, Eugene Terreblanche, il leader degli Afrikaner che ancora si oppongono alla fine del regime di apartheid decretata sedici anni fa in Sudafrica, è stato ucciso per una vendetta, un'azione punitiva per chi non aveva mai nascosto il desiderio di un ritorno al passato con la separazione tra bianchi e neri. Gli avvocati difensori dei due giovani arrestati per l'omicidio spiegano invece che alla base dell'aggressione c'è stato nulla più di una legittima difesa: l'uomo avrebbe infatti cercato di sodomizzare uno dei due giovani e la reazione che ne ha portato alla morte non sarebbe stata che una conseguenza del tentativo di abuso. Per la vicenda erano stati arrestati il 28enne Chris Mahlangu e un minore di 15 anni, entrambi operai nella tenuta agricola del leader afrikaner, che si erano presentati spontaneamente alla polizia.
TROVATO SUL LETTO - Terreblanche era stato ucciso a bastonate lo scorso 3 aprile. Aveva 69 anni. Era stato trovato sul suo letto, con i pantaloni abbassati al livello delle ginocchia, secondo la ricostruzione diffusa dal magistrato che si occupa del caso. «Proprio il tentativo di sodomia - ha spiegato l'avvocato Me Puna Moroko, legale di Mahlangu, al Sunday Times - sarà uno degli elementi che utilizzeremo per sostenere la difesa nel processo». Quello della violenza sessuale è un elemento nuovo: fino a domenica si era pensato che alla base del gesto vi fossero dei contrasti legati al mancato pagamento di stipendi.
VERSO IL PROCESSO - Secondo la ricostruzione di Me Moroko, Terreblanche avrebbe anche cercato di far bere i due giovani prima di tentare la violenza. Nessun dettaglio è invece stato diramato dall'avvocato che difende il minorenne, Zola Majavu: «Quel giorno è successo qualcosa di choccante - si è limitato a dire -. Racconterò quello che il mio cliente mi ha rivelato solo il giorno del processo». I due giovani dovranno comparire mercoledì davanti al tribunale di Ventersdorp. In quell'occasione potrà essere chiesta il loro rilascio su cauzione.




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