Un’indegna campagna di demonizzazione della Repubblica Popolare Cinese è in corso
Posted on Aprile 11th, 2008 di Essere Comunisti Toscana
Ecco il testo dell'appello di Losurdo, Vattimo, D'Orsi su Cina e Tibet.
Appello
Un'indegna campagna di demonizzazione della Repubblica Popolare Cinese è in corso. A dirigerla e orchestrarla sono governi e organi di stampa più che mai decisi ad avallare il martirio interminabile del popolo palestinese e sempre pronti a scatenare e appoggiare guerre preventive come quella che in Irak ha già comportato centinaia di migliaia di morti e milioni di profughi. Si agita la bandiera dell'indipendenza (talvolta camuffata da «autonomia») del Tibet, ma se questo obbiettivo venisse conseguito, ecco che la medesima parola d'ordine verrebbe lanciata anche per il Grande Tibet (un'area tre volte più grande del Tibet propriamente detto) e poi per il Sinkiang, per la Mongolia interna, per la Manciuria e per altre regioni ancora. La realtà è che, nel suo folle progetto di dominio planetario, l¹imperialismo mira a smembrare un paese che da molti secoli si è costituito su una base multietnica e multiculturale e che oggi vede convivere 56 etnie. Non a caso, a promuovere questa Crociata non è certo il Terzo Mondo, che alla Cina guarda con simpatia e ammirazione, ma l'Occidente che a partire dalle guerre dell¹oppio ha precipitato il grande paese asiatico nel sottosviluppo e in un¹immane tragedia, dalla quale un popolo che ammonta ad un quinto dell¹umanità sta finalmente fuoriuscendo. L¹Occidente che si atteggia a Santa Sede della religione dei diritti dell¹uomo non ha speso una sola parola sui pogrom anticinesi che il 14 marzo a Lhasa sono costati la vita a civili innocenti compresi vecchi, donne e bambini. Mentre proclama di essere alla testa della lotta contro il fondamentalismo, l¹Occidente trasfigura nel modo più grottesco un Dio-Re, che vorrebbe costituire uno Stato sulla base della purezza etnica e religiosa (anche una moschea è stata assaltata a Lhasa), annettendo a questo Stato territori che sono sì abitati da tibetani ma che non sono mai stati amministrati da un Dalai Lama: è il progetto del Grande Tibet fondamentalista caro a coloro che vogliono mettere in crisi il carattere
multietnico e multiculturale della Repubblica Popolare Cinese per poterla meglio smembrare.
Alla fine dell¹Ottocento, all¹ingresso delle concessioni occidentali in Cina era bene in vista il cartello: «Vietato l'ingresso ai cani e ai cinesi». Questo cartello non è dileguato, ha solo subito qualche variante, come dimostra la campagna per sabotare o sminuire in qualche modo le Olimpiadi di Pechino: «Vietate le Olimpiadi ai cani e ai cinesi». La Crociata anticinese in corso è in piena continuità con una lunga e infame tradizione imperialista e razzista.
Domenico Losurdo
Gianni Vattimo
Guido Oldrini
Angelo d'Orsi
inviare le adesioni a s.azzara@uniurb.it
http://www.esserecomunisti.toscana.it/?p=369




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