C'era pure un posto dove la maggioranza decideva e la minoranza s'adeguava, non ricattava: s'adeguava ... si chiamava disciplina di partito o qualcosa del genere.


C'era pure un posto dove la maggioranza decideva e la minoranza s'adeguava, non ricattava: s'adeguava ... si chiamava disciplina di partito o qualcosa del genere.


Contemporaneamente un partito che si chiamava MSI si sentiva troppo fascista e decideva di cambiare nome in AN ed un'azienda che si chiamava Fininvest formava un partito che si chiamava Forza Italia perchè chi ne aveva fatto le fortune aveva deciso di farsi una vacanza ad Hammamet. In seguito Forza Italia si mangiò AN, ed un po' di quelli che erano rimasti un po' più fascisti diventando così PdL. A qualcuno quella "d" non andava bene perchè ricordava troppo da vicino la "D" di quell'altro partito voluto da un sindaco cinefilo e così propose di sostituirla con una "N" perchè loro erano un partito nazionale e perchè così si distinguevano da quell'altro loro alleato che sosteneva di rappresentare solo il Nord diventando così PNL. Ma nemmeno questo bastò perchè quella "L" era un po' troppo ambigua, poteva anche essere fraintesa, finiscono così pure la CGIL, la CISL e la UIL, ed allora decisero di sostituirla con la "F", in fin dei conti loro erano il partito "del fare".
Fu così che nacque il "PNF"...
Bello questo gioco.








Già, sgrunt, non c'è niente da fare, l'italia è democristiana DENTRO. Non a caso l'involuzione della Dc (credo che fino a una ventina di anni orsono uno come Casini lo avrebbero mandato a lavorare nei circhi) corrisponde al declino totale della società e del sistema italiano. Ecco una domanda che ti vorrei fare, CeBon, secondo te la Dc è stata una causa o un effetto? Ti dico subito la mia: da "piccolo" credevo che, dissolvendosi la Dc, si sarebbero dischiuse le porte per un mondo migliore (Dio, che INGENUO, anzi, che cretino
), poi si è visto che le cose sono andate a rotoli anche senza lo scudocrociato. Ne deduco che la Dc fosse un effetto e che insieme al Pci, che comunque le era diventato asimmetrico, avessero (nonostante le miriadi di difetti) la capacità di interpretare la società che li circondava. In questo modo, pur senza brillare, la politica di quel periodo dava almeno la sensazione di non essere totalmente allo sbando come quella odierna. E allora di domanda ne arriva un'altra: è possibile riflettere in modo unitario la (pluri frammentata) società italiana contemporanea? Scusa se mi sono intromesso, ma è giusto per fare quattro web-chiacchiere oggidì, ciao
![]()


mah, io non demolirei così tanto questi ultimi anni.
Stiamo pagando adesso gli sbagli fatti 20-30 anni fa (vedi pensioni, debito pubblico, ecc).
Personalmente, non tornerei indietro al "monopolarismo", un'anomalia nelle democrazie.


come dice quell'adagio? "chi ragiona con il senno del poi ..."![]()


Il PCI è stata la rovina dell'Italia e della sinistra italiana.
Se oggi la situazione politica è in questo stato, la colpa è loro.
Se c'era il PSI come partito egemone della sinistra, la nostra situazione politica era uguale a quella degli altri Stati Esteri, e cioè un Paese normale.![]()
Davide Zerillo

