Vicende giudiziarie [modifica]
Nel
1995 la
Procura di
Palermo gli inviò un avviso di garanzia come anche a Domenico Lo Vasco, ex sindaco e assessore alle Finanze in una precedente giunta Orlando, per l'appalto concesso alla Sispi, una società mista tra il Comune, l'
Iri e la
Finsiel, finanziaria del gruppo
Iri, per l'informatizzazione dei servizi comunali. L'inchiesta fu poi archiviata.
Fu invece inquisito dal Pm della Procura di Palermo,
Lorenzo Matassa, per i restauri del
teatro Massimo, accuse da cui Orlando, processato, fu assolto con sentenza definitiva
[2].
Nel
1996 viene indagato per
corruzione aggravata durante l'esercizio delle sue funzioni di Sindaco di Palermo. Il pentito
Tullio Cannella fornisce uno scenario inquietante affermando che nel 1986 il
Comune di Palermo, dopo una tangente di 200 milioni di lire, acquistò degli appartamenti di un certo Giuseppe Bonanno, un prestanome di Gaspare Finocchio (imprenditore) che era invece in odore di mafia. Destinatari della tangente, secondo il pentito erano il Sindaco Leoluca Orlando e l'assessore
Vincenzo Inzerillo, che all'epoca dei fatti era in carcere da 16 mesi per mafia
[3].
Nel
2005 è stato condannato, con sentenza definitiva, per
diffamazione aggravata nei confronti dei consiglieri comunali di
Sciacca in carica nel
1999, che durante un comizio, accusò fossero collusi con la
mafia (
Ansa del 27/01/2005).
[4]