Immigrazione: la linea dura di Zapatero

Scritto da Orpheus

L'icona della sinistra italiana, sempre in cerca di modelli a cui ispirarsi (evidentemente perchè priva di idee) José Luis Zapatero promuoverà il rimpatrio volontario degli immigrati che perdono il lavoro come conseguenza del rallentamento economico. Ossia chi é disoccupato viene rispedito nel paese d'origine, grazie ad incentivi.
Lo ha affermato martedì Zapatero in carne, ossa e occhioni blu, durante la sua esposizione programmatica al parlamento spagnolo: "Dovremo promuovere formule nuove che incentivino gli immigrati, che potranno perdere il loro lavoro nei prossimi mesi, a tornare al loro paese per sviluppare definitivamente lì la loro vita".
Zapatero ha poi ribadito un concetto lapalissiano per tutti, tranne che per le zucche di marmo della sinistra italiana e cioé che se é vero che l'immigrazione legale "gioca un ruolo fondamentale nella crescita economica della Spagna e nella sostenibilità del suo modello sociale", contro l'immigrazione illegale ci vuole il pugno di ferro: "Continueremo a migliorare i controlli in entrata, le espulsioni e i rimpatri: schiereremo più mezzi per controllare le frontiere e combatteremo la tratta degli esseri umani".
E' talmente ovvio che un clandestino é solo un costo, un pericolo e una fonte di problemi, anche razziali, che solo il centrosinistra italiano pare non averlo compreso, daa Prodi a Veltroni, passando per Ferrero e Amato, propone l'introduzione nel nostro ordinamento degli istituti della sponsorizzazione e dell'autosponsorizzazione per fare entrare nel nostro paese immigrati privi di un pregresso contratto di lavoro; in Spagna, invece, Zapatero ha annunciato nuove formule per agevolare il rimpatrio volontario degli stranieri che perdono il posto di lavoro ed hanno difficoltà a trovarne uno nuovo. La sinistra nostrana vuole chiudere i Cpt mentre, quella spagnola, parla di maggiori controlli in entrata, di espulsioni e di rimpatri. Qualcosa non quadra. Ed é facilmente intuibile quale delle due é decisamente fuori pista.
In Spagna a fine 2007 erano residenti regolari 3.979.014 cittadini stranieri, molti dei quali impiegati nel settore delle costruzioni, ora in grave crisi: secondo uno studio si prevede, infatti che 1.200.000 persone perderanno il proprio lavoro in questo settore tra il 2008 e il 2009, e buona parte di questi saranno immigrati. Un problema che rischia, quindi, di produrre conseguenze catastrofiche dal punto di vista sociale se non saranno prese in fretta le opportune decisioni.
La mancanza di un lavoro, fa si che l'immigrato per vivere, ricorra ad espedienti che vanno dall'accattonaggio al delinquere vero e proprio. Le ricadute sulla società civile sono pesantissime ed é per questo che persino Zapatero, si prepara a fronteggiare un simile pericolo.
I nostri cervelloni nostrani, al contrario non ritengono una condizione "sine qua non", il lavoro per stare in Italia.
I risultati li paghiamo giornalmente sulla nostra pelle.

Orpheus

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