





L'Italia dopo il voto
Prevale l'attaccamento al Paese da parte del corpo elettorale
La prima notizia certa dal voto del 13 - 14 aprile è che l'astensione è parzialmente rientrata. A soli due anni dalla passata elezione e con lo scioglimento anticipato delle Camere il corpo elettorale non ha subito particolari stress. La sfiducia nei confronti della politica può anche aumentare, ma l'interesse per il Paese prevale.
Se poi la tendenza dei primi risultati sarà confermata, il sistema bipartitico sta prendendo piede. La seconda notizia sulle elezioni era ampiamente prevista, e cioè un vantaggio del Pdl, forse meno netto di quel che si credeva, ma comunque consistente. Occorre certo verificare il margine di scarto al Senato ma, sulla base delle prime proiezioni, Berlusconi avrà una maggioranza in grado di governare. E' un risultato inevitabile per un centrosinistra che ha sconfessato - sull'onda degli scarsi ed insoddisfacenti risultati del governo Prodi - il suo operato e ha mutato fisionomia, al punto di consumare una rottura con l'ala massimalista del suo schieramento, che di fatto è fuori gioco. Bisognerà vedere se l'opposizione cercherà un filo comune o, coerentemente, manterrà alta la sua differenza anche nel prossimo futuro. Da questo dipendono le ambizioni e le potenzialità del Partito democratico.
Bisognerà altresì vedere se l'alleanza tra Forza Italia e An si manterrà tale da poter confluire in un medesimo partito; o se emergeranno differenze profonde e non assorbibili fra i due apparati. Ciò non significa che comunque il governo non sia saldo: la domanda è piuttosto quale configurazione assumerà la prossima legislatura. E il nuovo governo avrà di fronte comunque una sfida complessa, vale a dire quella di saper affrontare i ritardi del paese, individuando i temi giusti per colmare tali ritardi e per rilanciarlo. La crescita economica, l'emergenza rifiuti, la sicurezza sono i primi capitoli con cui misurarsi. Sarà difficile riuscirvi senza promuovere riforme profonde valide per dotare l'Italia di una struttura statale più agevole, meno costosa, e quindi capace di liberare nuove risorse. Serve rigore.
Berlusconi ha lanciato a riguardo delle proposte interessanti - l'abolizione del bollo auto, ad esempio – che, se saranno compiute, potranno essere di grande aiuto. Bisogna però intervenire anche sulle Province, sulle pensioni e, per il risparmio energetico, attrezzarsi di nuovo per il nucleare. Scelte impegnative, che metteranno alla prova la fiducia concessa dagli italiani, i quali avranno poca pazienza. Ovviamente si aprirà anche il dibattito sulle riforme istituzionali e su una nuova riforma elettorale. Ci sembra molto difficile coinvolgere su questi temi l'opposizione, se non vi sarà un'apertura, per lo meno a parti di essa, su tutto il percorso necessario per rilanciare il Paese.
Altrimenti rischiamo di riprodurre un braccio di ferro fra maggioranza ed opposizione che logorerà ulteriormente il quadro politico. Bisogna mostrare molta responsabilità e prudenza; e anche voglia di costruire: davanti ad un nuovo fallimento, il giudizio degli italiani diventerà senza appello e una situazione, per molti versi già deteriorata, potrebbe rivelarsi irrimediabile.
Roma, 14 aprile 2008
tratto da http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=4898