PER LA PRIMA VOLTA…

Il compito di un grande partito “nuovo” non è solo quello di riuscire a prevedere e anticipare gli eventuali scenari futuri ma è soprattutto quello di creare-forgiare un “nuovo” futuro possibile .
La nascita del PD , e nessuno credo possa esimersi dal dargliene atto, ha definitivamente sconfitto l’identitarietà della politica ed è per questo motivo che il suo risultato elettorale deve necessariamente essere commisurato non con l’eventuale sfondamento tra i consanguinei e i limitrofi bensì con quello eventualmente operato nei territori ,nei bacini elettorali, fino ad oggi considerati diversi da noi .
Non si può certo valutare con soddisfazione il fatto che , dopo aver ceduto buona parte dei propri voti alla Lega o averli consegnati al cospicuo esercito dell’astensione parte dei voti della Sinistra L’arcobaleno siano confluiti nel PD. La società cambia a ritmi vorticosi ,come le stagioni non è più la stessa e il compito di ogni classe politica è quello di comprenderne il rapido cambiamento e darvi risposte adeguate .Su questi e altri interrogativi si staranno lacerando in intense riflessioni nell’area di quella sinistra e mi auguro che lo facciano prendendo seriamente in esame l’evidente scollamento fra le scelte a volte “impudiche” del loro popolo e le linee del partito . Ma noi del PD quei voti , quei voti di coloro che già sapendo di non poter superare lo sbarramento hanno deciso perché il loro voto avesse comunque un peso , affinché contasse … non li volevamo… non volevamo che si svenassero… non volevamo fagocitarli… volevamo invece il voto di altri… sono o non sono arrivati quei voti?e se no proviamo a pensare perché…
L’elettore del Popolo delle Libertà è in gran misura immanifesto: poche piazze e poco gremite forse rendendo valido l’antico detto “piazze piene urne vuote” e una sorta di pervicace pudore-vergogna nel rendere manifesta la propria scelta fino a falsare per l’ennesima volta l’Exit Poll…affermandosi però , forti e compatti al momento di votare senza le astensioni come invece da tempo una leggenda metropolitana attribuisce al loro patrimonio genetico .
A questo punto confortano e corroborano tale mio ragionamento le considerazione sulla natura del voto a destra del noto linguista Raffaele Simone: un voto più naturale , più di pancia e allora votare nell’accezione arcaica di vuotare , vuotare le viscere ed esprimere le proprie istanze ,i propri bisogni affidando le proprie scelte al segreto dell’urna…perché si sa che non si parla volentieri di prostatite e di amenorrea...Creare un nuovo clima culturale è quindi l’ambizioso compito del PD, che almeno ai suoi vertici e in particolare nella figura di Veltroni è già iniziato e di questo dovremo far tesoro .
Per la prima volta i tanti potenziali elettori riformisti hanno trovato uno spazio propositivo al loro voto che per la prima volta è stato entusiasticamente convinto e per questo dovremmo dire grazie Walter! un grazie a cui si unisca quello di tutti gli italiani che , per la prima volta grazie al suo coraggio e alla sua visionarietà , con una riforma elettorale promossa con i fatti, per la prima volta in questi ultimi 15 anni avranno un governo che senza più scuse plausibili dovrà governare.
Ripartiamo quindi da qui volti a costruire un nuovo consenso in quell’area che anche stavolta ha accordato fiducia a Berlusconi e , dopo la purga elettorale , ricominciare a chiamarlo per nome ,perché forse l’ottimo intento teso a svelenire il clima ha prodotto in quell’ elettorato, in costante ricerca di liceità, uno sgradevole senso di disconoscimento…
Per la prima volta facciamolo !

ANTONELLA SENSI