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Discussione: Le nostre idee

  1. #1
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    Predefinito Le nostre idee

    Compagni,
    qua c'è un gran parlare di Costituente comunista e di processo aggregativo, il che in se' è una gran cosa.
    Tuttavia non vorrei che questo diventasse un miraggio, un obiettivo da raggiungere a lungo termine.
    Lo dico perché a voler fondare un nuovo Partito sulla carta non ci vorrebbe molto, se escludiamo il patrimonio territoriale e le sezioni.
    Qui dobbiamo capire per prima cosa se Rifondazione è ancora salvabile e lavorare tutti per strappare il maggior numero possibili di militanti alla deriva maggioritario-bertinottiano e nella migliore delle ipotesi vincere il congresso.
    Se vinciamo riunificare, se perdiamo uscire come ernesto e dare il via alla costituente comunista.
    Che però non può essere entrismo nel pdci. Un partito che quando nacque in teoria era più a destra di rifondazione ma che adesso sinceramente non saprei definire in base a quel criterio. Anche perché rifondazione nel frattempo è quasi scomparsa.
    Lo dico perché se i compagni del pdci sono soddisfatti della linea politica non vedo perché dovrebbero lasciare il loro partito per dar vita a una cosa che nei primi tempi rischia di essere qualcosa di fumoso e dagli indistinguibili contorni di linea politica.
    Forse è ora che i militanti insoddisfatti, invece di stare a casa e di aspettare di essere mobilitati da altri, ritrovino la forza delle loro idee e inizino a pensare che se un Partito non va e dopo due, tre congressi, non riesci a spostare l'asse della maggioranza,non è la fine del mondo, che i partiti debbano essere fondati, distrutti e rifondati finché non si trovi la giusta formula.
    Non possiamo continuare a combattere con i mulini a vento, dobbiamo avere un partito e dei dirigenti che rispecchino la volontà maggioritaria dei comunisti e non sentirci isolati in casa nostra.
    Dobbiamo iniziare ad avere il giusto strumento di propagazione delle nostre idee, non possiamo continuare a essere messi nell'ombra di minoranza da dirigenti cialtroni, in mala fede e scarsi anche sul piano culturale.
    Facciamo qui la rifondazione del comunismo, facciamo un bilancio storico serio dell'ultimo secolo e delle teorie, degli strumenti e degli avvenimenti che hanno riguardato la storia dei comunisti.
    Con un obiettivo: tornare ad una dimensione mondiale del comunismo uscendo dalle insolubili contraddizioni del comunismo italiano, del suo tentativo morto in partenza di conciliare comunismo e democrazia borghese, appoggio ai miti del comunismo mondiale e allo stesso tempo loro sconfessione nella pratica, ostilità alle religioni e ricerca di un compromesso con la peggiore di tutte in casa nostra, scollamento tra il dire e il fare.
    Il che non implica che quella storia fosse diecimila volte più vicina a noi degli ultimi quindici anni di delirio onirico bertinottiano.
    E poi un bilancio delle politiche attuate nei paesi socialisti e da lì un piano di proposta di articolazione delle politiche qui da noi; possibile che i comunisti non abbiano un programma concreto all'interno di linee di politica certe?
    So che è un compito gravoso ma va fatto da ciascun compagno e nella propria testa, fidandosi solo di quella e non di linee di maggioranza più o meno convincenti.
    Se non lo facciamo il bilancio storico e la rifondazione comunista saranno state solo vuote parole prive di contenuti.
    Se non lo facciamo allora avrà ragione Bertinotti e quella comunista diverrà solo una tendenza culturale priva di proposta politica e di un serio e articolato progetto di stato.
    Per quanto mi riguarda darò il mio contributo e tuttavia vorrei che tutti cogliessimo la natura del momento, che è il tempo dei bilanci, della riflessione, il tempo di un nuovo inizio della nostra storia.

  2. #2
    per il centro-sinistra
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    Se vinciamo riunificare, se perdiamo uscire come ernesto e dare il via alla costituente comunista.
    Che però non può essere entrismo nel pdci. Un partito che quando nacque in teoria era più a destra di rifondazione ma che adesso sinceramente non saprei definire in base a quel criterio. Anche perché rifondazione nel frattempo è quasi scomparsa.
    andiamoci piano..
    devono essere chiare due cose, altrimenti si fanno caricature:

    1) la costituente comunista non è una cosa che riguarda solo l'ernesto ed il pdci ma DEVE riguardare una parte grande di rifondazione ed il pdci NEL SUO COMPLESSO..
    L'ernesto lavora, come tanti altri compagni di diverse sensibilità, in primis per salvare il PRC..
    L'unità dei comunisti è il passo successivo, ma non sarà certamente solo l'ernesto a proporla..NON AVREBBE SENSO

    2) IL PDCI E' UN PARTITO MOLTO CAMBIATO, UN PARTITO CHE HA PROGRESSIVAMENTE PERSO IL SUO CARATTERE OPPORTUNISTA-COSSUTTIANO (ANCHE PERCHE' COSSUTTA NON C'E' PIU'). UN PARTITO CHE NON E' ASSOLUTAMENTE "MODERATO" NEI SUOI QUADRI INTERMEDI ED IN PARTE DEL GRUPPO DIRIGENTE. AFFERMARE ANCORA QUESTO SIGNIFICA, APPUNTO, FARE DELLE CARICATURE E NON CONOSCERE QUEL PARTITO NEL SUO PROFONDO.

    IL PDCI, PER QUELLO CHE POSSO SAPERE IO (E CIOE' PER QUELLO CHE DILIBERTO HA DETTO AI MIEI.. ED ANCHE A ME PERSONALMENTE) E' ASSOLUTAMENTE INTERESSATO A COSTRUIRE UN PARTITO UNICO DEI COMUNISTI METTENDOSI TOTALMENTE A DISPOSIZIONE.

    SPERO DI ESSERE STATO CHIARO

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Leninista Visualizza Messaggio
    andiamoci piano..
    devono essere chiare due cose, altrimenti si fanno caricature:

    1) la costituente comunista non è una cosa che riguarda solo l'ernesto ed il pdci ma DEVE riguardare una parte grande di rifondazione ed il pdci NEL SUO COMPLESSO..
    L'ernesto lavora, come tanti altri compagni di diverse sensibilità, in primis per salvare il PRC..
    L'unità dei comunisti è il passo successivo, ma non sarà certamente solo l'ernesto a proporla..NON AVREBBE SENSO

    2) IL PDCI E' UN PARTITO MOLTO CAMBIATO, UN PARTITO CHE HA PROGRESSIVAMENTE PERSO IL SUO CARATTERE OPPORTUNISTA-COSSUTTIANO (ANCHE PERCHE' COSSUTTA NON C'E' PIU'). UN PARTITO CHE NON E' ASSOLUTAMENTE "MODERATO" NEI SUOI QUADRI INTERMEDI ED IN PARTE DEL GRUPPO DIRIGENTE. AFFERMARE ANCORA QUESTO SIGNIFICA, APPUNTO, FARE DELLE CARICATURE E NON CONOSCERE QUEL PARTITO NEL SUO PROFONDO.

    IL PDCI, PER QUELLO CHE POSSO SAPERE IO (E CIOE' PER QUELLO CHE DILIBERTO HA DETTO AI MIEI.. ED ANCHE A ME PERSONALMENTE) E' ASSOLUTAMENTE INTERESSATO A COSTRUIRE UN PARTITO UNICO DEI COMUNISTI METTENDOSI TOTALMENTE A DISPOSIZIONE.

    SPERO DI ESSERE STATO CHIARO
    guarda non per contraddirti ma i compagni e dirigenti del PDCI di Torino li conosco abbastanza bene e la linea da loro proposta già da prima è la medesima: allarghiamo le braccine, tornate pecorelle smarrite.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Leninista Visualizza Messaggio
    andiamoci piano..
    devono essere chiare due cose, altrimenti si fanno caricature:

    1) la costituente comunista non è una cosa che riguarda solo l'ernesto ed il pdci ma DEVE riguardare una parte grande di rifondazione ed il pdci NEL SUO COMPLESSO..
    L'ernesto lavora, come tanti altri compagni di diverse sensibilità, in primis per salvare il PRC..
    L'unità dei comunisti è il passo successivo, ma non sarà certamente solo l'ernesto a proporla..NON AVREBBE SENSO

    2) IL PDCI E' UN PARTITO MOLTO CAMBIATO, UN PARTITO CHE HA PROGRESSIVAMENTE PERSO IL SUO CARATTERE OPPORTUNISTA-COSSUTTIANO (ANCHE PERCHE' COSSUTTA NON C'E' PIU'). UN PARTITO CHE NON E' ASSOLUTAMENTE "MODERATO" NEI SUOI QUADRI INTERMEDI ED IN PARTE DEL GRUPPO DIRIGENTE. AFFERMARE ANCORA QUESTO SIGNIFICA, APPUNTO, FARE DELLE CARICATURE E NON CONOSCERE QUEL PARTITO NEL SUO PROFONDO.

    IL PDCI, PER QUELLO CHE POSSO SAPERE IO (E CIOE' PER QUELLO CHE DILIBERTO HA DETTO AI MIEI.. ED ANCHE A ME PERSONALMENTE) E' ASSOLUTAMENTE INTERESSATO A COSTRUIRE UN PARTITO UNICO DEI COMUNISTI METTENDOSI TOTALMENTE A DISPOSIZIONE.

    SPERO DI ESSERE STATO CHIARO
    Tu dici che è cambiato? Speriamo, me lo auguro. Sicuramente con Diliberto le cose sono andate meglio che non con Cossutta, ma questo non esclude che i soddisfatti del pdci vedrebbero di buon occhio un'operazione egemonica o che comunque ruoti attorno al pdci nel suo complesso. E non è questo ciò che vorrei.
    Io invece spero che l'aggregazione sia più ampia e vada a recuperare gran parte di compagni delusi, rimasti a casa, che hanno smesso di militare ma che votano o voterebbero ancora comunista, e che non si siano compromessi più di tanto con le linee e la pratica politica dei due partiti. In un'operazione di questo tipo vedrei con piacere l'ingresso dei compagni del pdci. Spero di aver chiarito.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Leninista Visualizza Messaggio
    1) la costituente comunista non è una cosa che riguarda solo l'ernesto ed il pdci ma DEVE riguardare una parte grande di rifondazione ed il pdci NEL SUO COMPLESSO..

    (...)


    2) IL PDCI E' UN PARTITO MOLTO CAMBIATO, UN PARTITO CHE HA PROGRESSIVAMENTE PERSO IL SUO CARATTERE OPPORTUNISTA-COSSUTTIANO (ANCHE PERCHE' COSSUTTA NON C'E' PIU'). UN PARTITO CHE NON E' ASSOLUTAMENTE "MODERATO" NEI SUOI QUADRI INTERMEDI ED IN PARTE DEL GRUPPO DIRIGENTE. AFFERMARE ANCORA QUESTO SIGNIFICA, APPUNTO, FARE DELLE CARICATURE E NON CONOSCERE QUEL PARTITO NEL SUO PROFONDO.
    La costituente deve riguardare il PRC, non "una parte". Nel senso che si deve avere la forza di portare tutto il Partito verso questa ipotesi ribaltando gli equilibri pre-elezioni. Cosa che, ho l'impressione, deve essere fatta anche nel PDCI. Che il PDCI sia cambiato, me lo auguro, e penso anche che in parte sia vero: d'altronde la vicenda del governo Prodi etc. avrà indotto anhe lì i compagni a riflettere, come è successo da noi. Devo dire che però, in certe amministrazioni locali, soprattutto nelle regioni rosse, col PDCI ci troviamo su fronti opposti e ci sono soggetti in questo partito tutt'ora affetti da "governismo" costi quel che costi e che partecipano a giunte squalificate. E' un problema, quest'ultimo, che tocca, forse solo un po' meno, anche il PRC

  6. #6
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    Secondo me ora è prioritario capire quali sono gli equilibri in rifondazione e all'interno della maggioranza, pare che Russo Spena sia contro lo scioglimento del partito, ma mi pare di capire che ripropone la sinistra europea come modello di unità a sinistra...
    Cerchiamo di Salvare rifondazione in vista della futura unità con i compagni del PdCI; altrimenti la cosa si risolve per davvero in un PdCI allargato

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Leninista Visualizza Messaggio

    2) IL PDCI E' UN PARTITO MOLTO CAMBIATO, UN PARTITO CHE HA PROGRESSIVAMENTE PERSO IL SUO CARATTERE OPPORTUNISTA-COSSUTTIANO (ANCHE PERCHE' COSSUTTA NON C'E' PIU'). UN PARTITO CHE NON E' ASSOLUTAMENTE "MODERATO" NEI SUOI QUADRI INTERMEDI ED IN PARTE DEL GRUPPO DIRIGENTE. AFFERMARE ANCORA QUESTO SIGNIFICA, APPUNTO, FARE DELLE CARICATURE E NON CONOSCERE QUEL PARTITO NEL SUO PROFONDO.
    S'è visto da chi han portato al governo:


  8. #8
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    Gli obbiettivi strategico-politici secondo me sono, nell'ordine:

    -Maggioranza al Congresso con Ferrero segretario per salvare Rifondazione dallo scioglimento.
    -Scioglimento di Prc e Pdci in un unico soggetto comunista.
    -Federazione con un soggetto ecologista e pacifista radicato sul territorio che i Verdi dovranno essere capaci di creare.

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    mah...i verdi credo vi siano più d'intralcio che altro...meglio ancora i verdi sono un intralcio per tutti.
    Se si fossero sciolti e fossero confluiti nel PD wa(l)ter avrebbe preso il 3% in meno...
    dovreste, anzi, aggiungere tra i vostri obbiettivi:
    FARE ENTRARE I VERDI NEL PD...così la rovinate e ricostruite la sinistra radicale.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Mattia_99 Visualizza Messaggio
    Gli obbiettivi strategico-politici secondo me sono, nell'ordine:

    -Maggioranza al Congresso con Ferrero segretario per salvare Rifondazione dallo scioglimento.
    -Scioglimento di Prc e Pdci in un unico soggetto comunista.
    -Federazione con un soggetto ecologista e pacifista radicato sul territorio che i Verdi dovranno essere capaci di creare.
    Ferrero e i verdi sono corresponsabili di questa disfatta. Il primo vada a casa che è meglio, i secondi ormai non si pongono più nemmeno nell'orizzonte di sinistra.

    Cmq per riportare al tema della discussione,

    Il programma e le idee dei comunisti, va prodotto partendo da un insieme di elementi di progetto di stato, un progetto concreto e credibile, o non siamo niente, solo tendenza.

    Per fare solo un esempio, a mio avviso in campo economico i comunisti dovrebbero riproporre il ruolo centrale dell'impresa pubblica(al di là della sua presenza nei monopoli naturali).

    Abolizione della proprietà privata e statalizzazione delle imprese sono la stessa cosa, tuttavia la scelta qui è tra il modello a pianificazione centralizzata sovietica o quello sempre pianificato cinese ma che vede le imprese pubbliche operare in condizioni di bilancio ben definite e in regime di mercato

    Le aziende pubbliche cinesi e russe producevano non solo servizi essenziali, ma anche scarpe, televisori, automobili.

    Certo è evidente quale dei due modelli ha retto e quale no, alla lunga.

    Io penso che i comunisti dovrebbero proporre un modello simile basato sulla centralità dell'impresa pubblica e sul suo controllo maggioritario dell'output del pil.

    Non semplicemente il capitalismo orientato da uno stato interventista impegnato direttamente nella produzione di panettoni(motta) o automobili(alfa romeo dell'iri). In quel caso la quota di pil prodotta da aziende pubbliche era molto al di sotto della metà o cmq non configurava un'economia che non fosse capitalistica nella sostanza. Il che pone un'abissale differenza rispetto al caso cinese.

    Ma per dire, questo è un abozzo di proposta di modello generale di politica economica dei comunisti, solo uno degli argomenti.

    Dovremmo ricominciare a parlare della storia dei comunisti, di Cina, dell Urss, di Stalin e di Deng, di vietnam e di Cuba ma anche di PCI e di sinistra italiana, di questioni teoriche e di metodi di analisi, cercando di trovare posizioni condivise e senza scannarci.

    Non è possibile essere comunisti senza il programma dei comunisti, senza sapere quello che i comunisti vogliono nello specifico.

    Rispondere dicendo che vogliamo concentrarci sui temi del lavoro, dei diritti e dello stato sociale significa tutto e nulla, oltre che configurare un discorso socialdemocratico nella sostanza. Per quanto in un paese come l'italia un programma socialdemocratico serio sarebbe dieci volte più avanzato di quello che il centrosinistra è riuscito a fare quando ha governato.

    I comunisti vogliono altro, vogliono lo sradicamento dell'impresa privata che è la fonte di sostentamento della borghesia e dei ricchi in generale, vogliono un'impresa pubblica dinamica che usi i profitti per pagare le tasse e reinvestire più e meglio di quella privata, vogliono che lo sviluppo faccia a meno dell'avidità della casta e dell'élite economica, la ricchezza senza i ricchi, le sanguisughe, gli sfruttatori della classe lavoratrice.

    Vogliono la loro distruzione totale, vogliono che l'economia(resa pubblica)faccia a meno di loro.

    Per fare questo è necessaria la rivoluzione violenta, non per fare altro che questo.

    Come diceva Marx, ci accusano di voler fare cose inconcepibili ed immonde, ai loro occhi.

    Esattamente, è proprio questo quello che vogliamo.

 

 
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