Compagni,
qua c'è un gran parlare di Costituente comunista e di processo aggregativo, il che in se' è una gran cosa.
Tuttavia non vorrei che questo diventasse un miraggio, un obiettivo da raggiungere a lungo termine.
Lo dico perché a voler fondare un nuovo Partito sulla carta non ci vorrebbe molto, se escludiamo il patrimonio territoriale e le sezioni.
Qui dobbiamo capire per prima cosa se Rifondazione è ancora salvabile e lavorare tutti per strappare il maggior numero possibili di militanti alla deriva maggioritario-bertinottiano e nella migliore delle ipotesi vincere il congresso.
Se vinciamo riunificare, se perdiamo uscire come ernesto e dare il via alla costituente comunista.
Che però non può essere entrismo nel pdci. Un partito che quando nacque in teoria era più a destra di rifondazione ma che adesso sinceramente non saprei definire in base a quel criterio. Anche perché rifondazione nel frattempo è quasi scomparsa.
Lo dico perché se i compagni del pdci sono soddisfatti della linea politica non vedo perché dovrebbero lasciare il loro partito per dar vita a una cosa che nei primi tempi rischia di essere qualcosa di fumoso e dagli indistinguibili contorni di linea politica.
Forse è ora che i militanti insoddisfatti, invece di stare a casa e di aspettare di essere mobilitati da altri, ritrovino la forza delle loro idee e inizino a pensare che se un Partito non va e dopo due, tre congressi, non riesci a spostare l'asse della maggioranza,non è la fine del mondo, che i partiti debbano essere fondati, distrutti e rifondati finché non si trovi la giusta formula.
Non possiamo continuare a combattere con i mulini a vento, dobbiamo avere un partito e dei dirigenti che rispecchino la volontà maggioritaria dei comunisti e non sentirci isolati in casa nostra.
Dobbiamo iniziare ad avere il giusto strumento di propagazione delle nostre idee, non possiamo continuare a essere messi nell'ombra di minoranza da dirigenti cialtroni, in mala fede e scarsi anche sul piano culturale.
Facciamo qui la rifondazione del comunismo, facciamo un bilancio storico serio dell'ultimo secolo e delle teorie, degli strumenti e degli avvenimenti che hanno riguardato la storia dei comunisti.
Con un obiettivo: tornare ad una dimensione mondiale del comunismo uscendo dalle insolubili contraddizioni del comunismo italiano, del suo tentativo morto in partenza di conciliare comunismo e democrazia borghese, appoggio ai miti del comunismo mondiale e allo stesso tempo loro sconfessione nella pratica, ostilità alle religioni e ricerca di un compromesso con la peggiore di tutte in casa nostra, scollamento tra il dire e il fare.
Il che non implica che quella storia fosse diecimila volte più vicina a noi degli ultimi quindici anni di delirio onirico bertinottiano.
E poi un bilancio delle politiche attuate nei paesi socialisti e da lì un piano di proposta di articolazione delle politiche qui da noi; possibile che i comunisti non abbiano un programma concreto all'interno di linee di politica certe?
So che è un compito gravoso ma va fatto da ciascun compagno e nella propria testa, fidandosi solo di quella e non di linee di maggioranza più o meno convincenti.
Se non lo facciamo il bilancio storico e la rifondazione comunista saranno state solo vuote parole prive di contenuti.
Se non lo facciamo allora avrà ragione Bertinotti e quella comunista diverrà solo una tendenza culturale priva di proposta politica e di un serio e articolato progetto di stato.
Per quanto mi riguarda darò il mio contributo e tuttavia vorrei che tutti cogliessimo la natura del momento, che è il tempo dei bilanci, della riflessione, il tempo di un nuovo inizio della nostra storia.




Rispondi Citando
