(Controcorrente:
"(...) liberalismo e libertarismo sono fratelli (...)"
Amico libertario,
che frequenti un forum liberale, liberalismo e libertarismo se pure sono fratelli, sono fratelli COLTELLI.
Storicamente in America se le danno quotidianamente di santissima ragione e persino fra gli stessi libertari c'è fortissima rivalità.
Non c'è bisogno che ti ricordi infatti come Ayn Rand considerasse addirittura "immorale" la scelta di costituire un partito libertario, e tutte le polemiche accesissime fra le varie correnti di pensiero.
Viceversa il campo liberale classico si è caratterizzato nel corso dei decenni in modo sempre più conservatore, tanto che oggi in America per un mainstream republican si può usare il termine di liberal-conservatore.
Goldwater viene considerato oggi come il "padre" dei paleolibertarians ma in realtà era un conservatore "fusionista" sulla scia di Buckley ed aveva come speech writer Brent Bozell, che era addirittura un cattolico tradizionalista.
Reagan era anche lui il "prodotto" del fusionismo, ma può essere ritenuto anche il primo presidente neoconservatore visto che la sua supply side economics era di marca neocon.
Se vogliamo essere onesti dobbiamo dire inoltre che fra i politici repubblicani solo Ron Paul e prima di lui Pat Buchanan (libertario il primo e conservatore il secondo) hanno avuto attinenza con la filosofia paleo di Rothbard e Hoppe. Solo loro si sono ricollegati al movimento della Old Right prebellica.
Quindi il vostro recupero di Reagan e del filone liberale classico (Hayek, Friedman) in chiave libertaria è assolutamente discutibile.
Ti ricordo, e lo ricordo di sfuggita a Ronnie e agli altri, che Antonio Martino quando è stato alla Difesa si è trovato in condizione di chiedere un aumento di fondi e si è giustificato dicendo di non contravvenire con ciò alle tesi liberali ("ho salvato l'anima", parole testuali), citando per l'occasione proprio Friedman. Martino, sempre per rimanere in tema, è un politico che negli USA starebbe di buon grado fra gli economic conservatives e avrebbe probabilmente supportato personalità "reaganiane" tipo Steve Forbes e Mitt Romney. Non certo Ron Paul e i libertarian "no war"...
Chiudo sottolineando infine come le posizioni anticlericali, proprie tra l'altro soprattutto dei left libertarians, sono negli USA impensabili per qualunque politico repubblicano che aspiri ad una carica di rilievo. Sai bene che fine ha fatto un fiscal conservative come Rudy Giuliani alle recenti primarie.
Negli USA il liberalismo classico non avendo un partito conservatore alla propria destra ma dovendo esso stesso occupare la destra ha assunto forme illiberali diventando dal 1900 un nazionalismo "americanista". Qualcuno a proposito di Reagan parlò dell'"ossimo individualista-comunitario". Almeno negli USA le consuetudini e le tradizioni hanno avuto la meglio sul principio di non contraddizione. Si può essere individualisti radicali e sentirsi a pieno titolo comunitari.




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