una moratoria sulle analisi sociologiche -si fa per dire- cioè tutte quelle chiacchiere da cui siamo travolti da qualche giorno, tutte quelle profonde analisi in cui tutti stanno ad esaltare i vincitori come geni della politica e a sbeffeggiare i vinti come dei fessacchiotti.
tipo l'adulazione per la lega, che sarebbe passata dal 4%all'8% per una pretesa intelligenza superiore della realtà territoriale.
per carità ci sarà anche verità in questo, ma perchè farla tanto complicata.
gli italiani stanno male, sentono sulla pelle i morsi del declino economico, da anni sperimentano una drastica riduzione del loro tenore di vita e reagiscono nel modo più ovvio cambiare governo, come fosse una giacchetta, addebitandogli istintivamente le colpe o almeno l'incapacità di invertire il trend.
ma non è una cosa di adesso: nel 2001 berlusconi trionfò come oggi ( anzi di più visto che ha trionfato la lega ), ma dopo un anno appena di governo l'elettorato gli voltò le spalle (perse verona nel 2002!) e si arrivò nel 2006 al risultato (che alla luce dei numeri di oggi sembra un mezzo miracolo) in cui un paese fondamentalmente conservatore come l'italia preferì mandare al governo una coalizione con caruso e luxuria piuttosto che continuare con lui, perchè esasperato dalla crisi economica e sociale, eppure allora la lega fece campagna non dissimile da quella di oggi...
dopo due anni di governo prodi la crisi è continuata e la sua percezione (complice il logico martellamento mediatico) è aumentata. la gente, avuta l'occasione, l'ha cambiato alla ricerca di uno spariglio.
se la crisi continuerà (nonostante il prevedibile martellamento mediatico ottimista che comincerà -oscurando grillo il 25 aprile per esempio-...) quella stessa gente volterà le spalle ai nuovi vincitori e cercherà da qualche altra parte una speranza di cambiamento, di ritorno al benessere perduto.
allora tutte le chiacchiere sociologiche di oggi (prodotte perlopiù dagli stessi geni dei sondaggi e dei giornali che hanno sbagliato tutte le previsioni) sembreranno vacue e gli attuali dèi della politica saranno gratificati degli stessi epiteti di bertinotti e diliberto.




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