Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 13

Discussione: Carter e Israele

  1. #1
    Registered User
    Data Registrazione
    27 Jul 2006
    Messaggi
    2,057
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Carter e Israele

    Quell'apartheid nel titolo che Israele non gli perdonerà mai
    JOSEPH HALEVI

    L'ostilità del governo israeliano nei confronti dell'ex presidente degli Stati uniti, Jimmy Carter, ha le sue radici nel fatto che da alcuni anni egli è arrivato alla conclusione che il principale ostacolo alla soluzione del conflitto mediorientale risieda nel rifiuto israeliano di applicare le risoluzioni dell'Onu e di evacuare i Territori occupati con la guerra del 1967.
    Per l'ex presidente la continua occupazione israeliana crea una situazione di apartheid con 3 milioni di palestinesi senza diritti politici e civili. Carter fu l'artefice dell'accordo di Camp David nel 1979 che portò al ritiro israeliano dal Sinai e la sua riconsegna all'Egitto, nonché al riconoscimento diplomatico tra il Cairo e Tel-Aviv. Contemporaneamente bisogna sottolineare che la sua presidenza continuò, ed anche rafforzò, la linea Kissinger-Nixon dell'alleanza strategica con Israele.
    In pratica ciò ha significato rifornimenti militari senza grandi limiti a Tel Aviv, fatto questo che ha permesso di consolidare l'occupazione e le annessioni. Si può quindi capire perché il governo Olmert, dopo averla fatta franca con i pavidi leader europei in seguito alla e guerra al Libano, ce l'abbia tanto con Carter. Un protagonista di primo piano della storia mediorientale che rompe le righe dell'ortodossia Usa ed occidentale su Israele.
    Eppure la posizione attuale di Jimmy circa le responsabilità israeliane, non costituisce un mutamento del suo punto di vista, bensì emerge come una constatazione: dopo tanti sforzi ed appoggi (inclusi quelli militari) quelli ancora non se ne vogliono andare dai territori occupati nel 1967.
    Il lettore italiano è stato purtroppo privato della possibilità di acquisire diretta conoscenza del pensiero dell'ex-presidente per la mancata traduzione e presentazione sulla stampa del suo libro del 2006 intitolato Palestine: Peace not Apartheid (Palestine: pace e non apartheid, edizione 2007 Pocket Books, Londra, 8,99 sterline; www.simonsays.co.uk).
    Ha avuto invece una larga eco sia negli Usa che in Gran Bretagna, compresa l'ondata d'odio nei suoi confronti. Carter presenta il retroterra storico di ogni aspetto e si mostra consapevole dei problemi che la sua diplomazia genera: a Sadat dice di non isolarsi troppo dal mondo arabo, di Israele riconosce pienamente le esigenze di sicurezza militare negando però che queste debbano comportare conquiste territoriali. Le osservazioni di Carter sono fini: sottolinea che in Israele c'è un dibattito vivacissimo senza remore, tuttavia, egli nota, gli arabi israeliani si esprimono con una certa circospezione. Anche la stampa è molto aperta, eccetto, aggiunge, nei casi di pesante censura militare. In nuce la posizione di Carter si coglie in due punti espressi nelle pagine 205-208 dell'edizione 2007 del libro. «Per raggiungere la pace in Medioriente vi sono, egli scrive, due ostacoli connessi tra di loro. (1) alcuni israeliani credono che sia loro diritto confiscare e colonizzare terre arabe e cercano così di giustificare il continuo assoggettamento e la continua persecuzione dei palestinesi sempre più senza speranza e sempre più aggravati, (2) alcuni palestinesi reagiscono onorando gli attentatori suicidi come dei martiri» A sua volta «Israele risponde con punizioni ed i Palestinesi estremisti (militant) rifiutano di riconoscere la legittimità di Israele e promettono di distruggere quella nazione.
    Il ciclo della diffidenza e della violenza si perpetua, frustrando gli sforzi di pace» In base a queste due osservazioni Carter enuclea due condizioni per la soluzione del conflitto: (a) «deve essere garantita la sicurezza di Israele. Gli arabi devono riconoscere apertamente e specificatamente che Israele è una realtà ed ha diritto di esistere in pace entro confini sicuri (...) con l'impegno di cessare ogni ulteriore atto di violenza contro la legalmente costituita nazione di Israele» (b) «il dibattito interno in Israele deve essere risolto al fine di definire il confine permanente e legale di Israele».
    La seconda condizione è cruciale ed infatti viene fatta seguire da una lunga spiegazione da cui emerge che per Carter i confini legali di Israele sono quelli dell'armistizio del 1949 riconosciuti dall'Onu. È a questi che si riferisce la risoluzione delle Nazioni unite 242 che richiede il ritiro delle truppe dai territori occupati militarmente nel 1967. Così facendo Jimmy mette il dito sulla piaga non solo del mancato rispetto da parte di Tel Aviv di detta risoluzione ma su quella istituzionalmente grave del rifiuto di ogni governo israeliano dal 1948 in poi di definire le frontiere del paese. A cominciare da Ben Gurion, solo i fatti sul terreno contano assieme all'unico ed unilaterale diritto di requisire terreni e fondare insediamenti.
    Carter fa notare che l'impegno di applicare la risoluzione 242 venne ribadito nei negoziati di Camp David del 1978 e negli accordi di Oslo del 1993. Osserva inoltre che la stessa Road Map poggia sulla 242 ma, nota, Israele ha sempre messo condizioni e sollevato vari cavilli inaccettabili. Egli menziona che la maggioranza degli israeliani ebrei è favorevole al ritiro dalla Cisgiordania e, aggiungo sulla base di sondaggi più recenti, anche ad un dialogo con Hamas.
    Per Carter senza il ritiro di Israele si prospettano solo due scenari. Il primo, che considera rifiutato dalla stragrande maggioranza della popolazione ebraica, implicherebbe l'unificazione dell'intera Palestina in un solo stato. Il secondo scenario vede la cristallizzazione «di un sistema di apartheid con due popoli sulla stessa terra ma completamente separati uno dall'altro, con gli israeliani completamente dominanti che reprimono la violenza (che ne scaturisce, ndr) privando i palestinesi dei loro elementari diritti umani. Questa è la politica perseguita attualmente», afferma con forza l'ex presidente degli Stati uniti.

    http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano...008/art35.html

  2. #2
    Forumista
    Data Registrazione
    13 Apr 2008
    Messaggi
    393
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Bravo Jimmy

  3. #3
    Sovranità al Cittadino.
    Data Registrazione
    10 Dec 2007
    Località
    Sikania
    Messaggi
    7,751
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Quando due contendenti occupano la stessa regione geopolitica, ed ovviamente nessuno dei due è disposto a mollare ed a cedere un metro si va incontro a due soluzioni.

    a) Si lascia che il conflitto arrivi alla sua "naturale" soluzione: il più forte costringe il più debole a recedere.

    b) Si cerca di porre fine al conflitto tracciando una linea di demarcazione che, a prezzo di estenuanti trattive, lasci insoddisfatti entrambi, ma che alla luce di un preciso calcolo "costi" meno della soluzione a).

    In questo secondo, difficilissimo caso, non si può ignorare che uno dei due, essendo più forte, è in vantaggio sull'altro, e quindi meno disposto a cedere qualcosa che sa di poter ottenere comunque. L'abilità del negoziatore consiste nel rappresentare: al più debole l'ovvio risultato del caso a); al più forte il maggiore costo della naturale conclusione del conflitto. Se è particolarmente bravo, essendo comunque coinvolto, cercherà di attribuire un leggero vantaggio alla parte per cui tiene, ma stando attendo a non dare eccessiva rilevanza per evitare il fallimento della trattativa, dal momento che ogniqualvolta la trattativa fallisce si torna al caso a).

    Nè si può pensare di convincere il più forte di essere, invece, il più debole.

    Per questo suggerirei all'ex presidente Carter di tornare alla coltivazione delle noccioline.

    Con buona pace di Volpone

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    30 Aug 2007
    Messaggi
    2,353
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Essere piu' forti non coincide quasi mai con l'avere ragione.

    Chi e' forte davvero in tali casi e' il primo a non aver paura di raggiungere un conpromesso.

    Quello che traspare e' che il piu' forte in questo caso ha altri progetti di espansione da raggiungere e quindi non vuole raggiungere alcun accordo che salvi la faccia di entrambi ma solo sconfiggere e sottomettere.

    E' questa la causa dell'estremismo e della guerra impari in atto

  5. #5
    Registered User
    Data Registrazione
    27 Jul 2006
    Messaggi
    2,057
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Valerio2 Visualizza Messaggio
    Quando due contendenti occupano la stessa regione geopolitica, ed ovviamente nessuno dei due è disposto a mollare ed a cedere un metro si va incontro a due soluzioni.

    a) Si lascia che il conflitto arrivi alla sua "naturale" soluzione: il più forte costringe il più debole a recedere.

    b) Si cerca di porre fine al conflitto tracciando una linea di demarcazione che, a prezzo di estenuanti trattive, lasci insoddisfatti entrambi, ma che alla luce di un preciso calcolo "costi" meno della soluzione a).

    In questo secondo, difficilissimo caso, non si può ignorare che uno dei due, essendo più forte, è in vantaggio sull'altro, e quindi meno disposto a cedere qualcosa che sa di poter ottenere comunque. L'abilità del negoziatore consiste nel rappresentare: al più debole l'ovvio risultato del caso a); al più forte il maggiore costo della naturale conclusione del conflitto. Se è particolarmente bravo, essendo comunque coinvolto, cercherà di attribuire un leggero vantaggio alla parte per cui tiene, ma stando attendo a non dare eccessiva rilevanza per evitare il fallimento della trattativa, dal momento che ogniqualvolta la trattativa fallisce si torna al caso a).

    Nè si può pensare di convincere il più forte di essere, invece, il più debole.

    Per questo suggerirei all'ex presidente Carter di tornare alla coltivazione delle noccioline.

    Con buona pace di Volpone
    1. I palestinesi c'erano, gli ebrei ce li hanno mandati (quelli che c'erano erano 4 gatti).
    2. Voglio vedere col collasso dell'America cosa succede a quello stato artificiale che è Israele, senza le sovvenzioni non sta in piedi neanche un mese.
    Senza parlare della demografia che gioca a sfavore di Israele.

  6. #6
    Sovranità al Cittadino.
    Data Registrazione
    10 Dec 2007
    Località
    Sikania
    Messaggi
    7,751
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Sheera Visualizza Messaggio
    1. I palestinesi c'erano, gli ebrei ce li hanno mandati (quelli che c'erano erano 4 gatti).
    2. Voglio vedere col collasso dell'America cosa succede a quello stato artificiale che è Israele, senza le sovvenzioni non sta in piedi neanche un mese.
    Senza parlare della demografia che gioca a sfavore di Israele.
    Più tempo passa, meno territorio rimane per gli arabi.

    L'economia di Israele è florida ed il suo PIL è sempre in crescita, nonostante le spese militari ed il mantenimento di Gaza (rifornisce gli arabi di carburante, energia elettrica e generi alimentari a prezzo simbolico).

    Israele non è certo uno stato artificiale. Gli israeliani hanno una fortissima identità culturale. La loro presenza nel territorio è cresciuta e rafforzata.

    Nonostante le speranze di chi odia gli USA questi non collasseranno, supereranno anche questa crisi economica.

    Gli aiuti che provengono ad Israele dagli ebrei americani sono attestati sui 5 mld di $. Una quota contenuta rispetto al PIL.

    Potete solo riunirvi in preghiera per la distruzione di USA e Israele, ma non la vedo una grande speranza, dal momento che pare sia il Popolo prediletto da Dio.

  7. #7
    Forumista
    Data Registrazione
    13 Apr 2008
    Messaggi
    393
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Valerio2 Visualizza Messaggio
    Quando due contendenti occupano la stessa regione geopolitica, ed ovviamente nessuno dei due è disposto a mollare ed a cedere un metro si va incontro a due soluzioni.
    a) Si lascia che il conflitto arrivi alla sua "naturale" soluzione: il più forte costringe il più debole a recedere.
    b) Si cerca di porre fine al conflitto tracciando una linea di demarcazione che, a prezzo di estenuanti trattive, lasci insoddisfatti entrambi, ma che alla luce di un preciso calcolo "costi" meno della soluzione a).
    In questo secondo, difficilissimo caso, non si può ignorare che uno dei due, essendo più forte, è in vantaggio sull'altro, e quindi meno disposto a cedere qualcosa che sa di poter ottenere comunque. L'abilità del negoziatore consiste nel rappresentare: al più debole l'ovvio risultato del caso a); al più forte il maggiore costo della naturale conclusione del conflitto. Se è particolarmente bravo, essendo comunque coinvolto, cercherà di attribuire un leggero vantaggio alla parte per cui tiene, ma stando attendo a non dare eccessiva rilevanza per evitare il fallimento della trattativa, dal momento che ogniqualvolta la trattativa fallisce si torna al caso a).
    Nè si può pensare di convincere il più forte di essere, invece, il più debole.
    Per questo suggerirei all'ex presidente Carter di tornare alla coltivazione delle noccioline.
    Con buona pace di Volpone
    È in interventi come questi che si cristallizza in modo evidente la mentalità e l'avidità del pescecane per il quale vale solo la legge della giungla : il più forte vince e ha ragione. Guai ai vinti.
    Bravo! Avanti così!

    Mai sentito che si può anche vivere assieme e in pace ? E magari si può anche rispettare le convenzioni internazionail, i trattati, le risoluzioni ONU, ecc. ?

  8. #8
    Sovranità al Cittadino.
    Data Registrazione
    10 Dec 2007
    Località
    Sikania
    Messaggi
    7,751
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Volpone Visualizza Messaggio
    È in interventi come questi che si cristallizza in modo evidente la mentalità e l'avidità del pescecane per il quale vale solo la legge della giungla : il più forte vince e ha ragione. Guai ai vinti.
    Bravo! Avanti così!

    Mai sentito che si può anche vivere assieme e in pace ? E magari si può anche rispettare le convenzioni internazionail, i trattati, le risoluzioni ONU, ecc. ?
    E' da parecchio tempo che non guardo i cartoni animati di Walt Disney. Sono più portato a credere che gli uomini agiscano in base a spinte più egoiste.

    Mi vorresti fare la morale difendendo quelli che lanciano missili rudimentali, equipaggiati con esplosivo e rottami metallici, allo scopo di esplodere fra i civili e massacrarli?

  9. #9
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    29 Jun 2009
    Località
    Tv
    Messaggi
    16,521
     Likes dati
    4,344
     Like avuti
    5,162
    Mentioned
    23 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Sheera Visualizza Messaggio
    1. I palestinesi c'erano, gli ebrei ce li hanno mandati (quelli che c'erano erano 4 gatti).
    2. Voglio vedere col collasso dell'America cosa succede a quello stato artificiale che è Israele, senza le sovvenzioni non sta in piedi neanche un mese.
    Senza parlare della demografia che gioca a sfavore di Israele.
    quando sparirà .. in medioriente tornerà la pace..

  10. #10
    Registered User
    Data Registrazione
    27 Jul 2006
    Messaggi
    2,057
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Valerio2 Visualizza Messaggio
    Più tempo passa, meno territorio rimane per gli arabi.

    L'economia di Israele è florida ed il suo PIL è sempre in crescita, nonostante le spese militari ed il mantenimento di Gaza (rifornisce gli arabi di carburante, energia elettrica e generi alimentari a prezzo simbolico).

    Israele non è certo uno stato artificiale. Gli israeliani hanno una fortissima identità culturale. La loro presenza nel territorio è cresciuta e rafforzata.

    Nonostante le speranze di chi odia gli USA questi non collasseranno, supereranno anche questa crisi economica.

    Gli aiuti che provengono ad Israele dagli ebrei americani sono attestati sui 5 mld di $. Una quota contenuta rispetto al PIL.

    Potete solo riunirvi in preghiera per la distruzione di USA e Israele, ma non la vedo una grande speranza, dal momento che pare sia il Popolo prediletto da Dio.
    Tu di Israele conosci solo la propaganda!

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Jimmy Carter: "La tregua è stata rotta da Israele, non da Hamas"
    Di Eghemonikon (POL) nel forum Destra Radicale
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 15-01-09, 08:40
  2. Jimmy Carter: ''Israele possiede 150 bombe nucleari''
    Di O.V.R.A. nel forum Destra Radicale
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 28-05-08, 09:05
  3. Risposte: 51
    Ultimo Messaggio: 18-12-06, 17:37
  4. Nick Carter fa antologia
    Di Nebbia nel forum Arte
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 10-09-02, 15:17

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito