



Sul fatto che la Lega non sia di Destra non sono d'accordo. Ritengo,diversamente da te,che la Lega sia un movimento assimilabile alla Nuova Destra. Ormai da molti anni il movimento bossiano è a tutti gli effetti un partito che,vuoi per le tematiche,vuoi per il suo schierarsi al parlamento europeo con le destre ha fatto si che venisse inevitabilmente catalogata come destra. La cosa non deve ne impressionare ne tantomeno scandalizzare. Il collocamento nell'area liberal-nazionale,quindi svincolato da qualsivoglia rigurgito neofascista,ha fatto in modo che buona parte delle popolazioni del Nord,anche le più rosse, si avvicinassero alla Lega senza timori di sorta.E' vero altresì che una buona fetta di suoi miltanti non ama e non accetta questa forzatura, ma se le battaglie condotte dai leghisti,tranne il Federalismo, sono patrimonio da sempre della Destra, loro malgrado ne devono prendere atto.


Lo statuto INDICA come "mission" l'indipendenza della Padania.
L'assoluta totalità dei militanti è indipendentista. Qui in Veneto direi anche secessionista. Gli elettori sicuramente no, ma se chi riceve il mandato dal corpo elettorale poi lo rispetta e si ispira al manifesto politico del partito che rappresenta, la direzione senza dubbio deve essere quella verso l'indipendenza. Per questo ho tenuto a rilevare l'estraneità di Gentilini, pur evidenziando il consenso che raccoglie, al progetto politico della Lega. Le due cose non si dovrebbero mai confondere. Se gli elettori votano Lega e la Lega ha nello statuto l'indipendenza della Padania, i suoi eletti DEVONO perseguire quel progetto politico. Gli elettori stessi non possono non sapere. Se votano danno un mandato e l'eletto lo usa secondo il progetto politico del partito che ha accettato di rappresentare. Se uno non è d'accordo, come è successo quando si passò dal federalismo all'indipendentismo, e tanti non lo furono, semplicemente se ne va dalla Lega. A statuto vigente non sono io a dovermene andare, semmai, se non la pensa così, dovrebbe onestamente ammetterlo ed andarsene Gentilini. Altrimenti devo solo pensare che ha molta confusione in testa oppure scivola sull'opportunismo anche lui come la Lega nei suoi confronti. Ma, ripeto, ha un'età e più di tanto non c'è da preoccuparsi. Mi preoccupano più le nuove generazioni che assumono un modello politicamente in contrasto con lo statuto indipendentista. A meno che non cambino lo statuto, cosa che ritengo impensabile e che sfascerebbe la Lega.


Se fosse come dici tu, allora si sarebbe creato lo spazio sufficiente ad altri movimenti o partiti politici per crescere. Così non è perchè, ripeto, nonostante le forzature di alcuni dirigenti la militanza ha il vero obiettivo nel cuore "ma anche" nella mente. L'indipendentismo


I consensi alla Lega sono arrivati essenzialmente da gente che ha visto in questo partito l'unico baluardo contro l'immigrazione clandestina. Moltissimi altri hanno votato,oltre che per la prima opzione, anche perchè nauseati dalla tassazione esasperata,quindi desiderosi di vedere la ricchezza prodotta nel proprio territorio non espropriata da uno stato vorace. L'Indipendentismo,obbiettivo leghista,esercita sicuramente un'enorme fascino,ma in termini di consensi elettorali porta a nulla. Anche per questo motivo, e i dirigenti della Lega lo hanno ben capito, la secessione è stata accantonata e la Lega è diventata un partito sul modello CSU bavarese conservatore,identitario e federalista.Nell'ex Veneto bianco queste tre varianti hanno dato i loro frutti.Mi sembra.


Quello che volevo dire è che, una volta presi i voti, li devi usare per attuare il progetto che è rappresentato dal tuo manifesto politico, ovvero lo statuto. E gli elettori non possono far finta di non saperlo. Se Rifondazione Comunista avesse preso una montagna di voti solo perchè in campagna elettorale ha magari calcato la mano sui problemi della sicurezza sul posto di lavoro o sul riconoscimento delle coppie di fatto, non ci sarebbe stato di che sorprendersi se poi andata al governo avesse preteso, giustamente, di portare avanti il suo progetto politico: il comunismo.







