Otto Weininger e l'amore platonico
Tra le innumerevoli spettacolari considerazioni di cui è doveroso prendere atto nel libro di Otto Weininger “Sesso e carattere”, esaminiamo questa. L’amore sarebbe in contraddizione con il desiderio sessuale. Se io amo, non desidero; viceversa, se desidero non amo. La vecchia contraddizione di Bataille: “O bruceremo del desiderio, o ci spegneremo una volta soddisfatto il desiderio”. La prova che Weininger adduce a suffragio è che l’amore si accende quando l’amata è lontana; viceversa, il desiderio sessuale si accende solo con la vicinanza fisica, anzi da questa ne è acceso. Aggiungerei, non solo quella tattile, banalmente; ma è proprio dagli occhi che sprigiona il desiderio in ragione della diminuita distanza dalla quale due possibili amanti si guardano.
L’amore, in virtù appunto di questa lontananza di cui ha bisogno, non è che platonico: non esiste altra forma di amore. Tutto il resto non è che animalità. A ciò si riconduca brevemente l’asserzione che l’uomo di genio rifugge la sessualità.
L’amore platonico per eccellenza è l’amore per la Vergine Maria. L’amore, sempre secondo Weininger, non è che un’illusione dell’uomo che si sente in colpa per l’esistenza della donna, pura sessualità, ma della quale esso vorrebbe garantire l’essenza, l’esistenza dell’individualità, l’esistenza dell’anima, tutte qualifiche che l’autore assegna soltanto all’uomo. L’uomo stringe fra le braccia la donna, amandola; l’amore lo illude che essa sia come l’uomo, mentre essa in realtà differisce dall’uomo in quanto pura materia, puro oggetto (l’uomo è invece pura forma, puro soggetto): la donna resta sessualità nonostante l’amore ricevuto. La donna, la cui esistenza dipendendo dalla valutazione che l’uomo dà della propria sessualità, cioè esistendo solo in quanto l’uomo riconosce legittimo il proprio lato sessuale, è la colpa dell’uomo.
La bellezza secondo Weininger è ciò non che configura la donna al desiderio (Bataille), ma ciò che non configura la donna al desiderio, configurandola invece all’amore, che sempre secondo lo stesso all’amore si contrappone. La donna bella, cioè la donna che è amata (notiamo che la donna è bella solo quando è amata ed in virtù dell’amore ricevuto), e dell’unico amore possibile, che è platonico, non è desiderata carnalmente dall’uomo.
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