I ricicloni:
da APCOM:
<DIV class=text>Milano, 21 apr. (Apcom) - Gianmaria Galimberti, presidente all'epoca dei fatti di Credieuronord la banca della Lega Nord, è stato prosciolto dal gup di Milano Enrico Manzi dall'accusa di riciclaggio alla fine dell'udienza preliminare relativa alla vicenda delle sanzioni per le quote latte. Sono stati rinviati a giudizio invece Pierfranco Filippi, direttore generale della stessa banca e Roberto Iaboli, referente crediti per il settore agricolo. Galimberti, che al momento della lettura del dispositivi ha avuto un lieve malore da cui si è riavuto bevendo un po' d'acqua,è stato prosciolto in riferimento all'articolo 530 del codice, riguardante la contraddittorità e l'insufficienza della prova. Per il gup Manzi insomma non c'è la prova diretta che l'imputato fosse stato l'istigatore o il concorrente morale di operazioni ritenute illecite. Le motivazioni si conosceranno tra 60 giorni.
Per Filippi e Ieboli si legge nel decreto di rinvio a giudizio, "sussistono le condizioni per sostenere l'accusa in giudizio, in quanto la reiterata anomalia delle operazioni compiute sul conto della coop Savoia 6, la insistente richiesta di non far apparire l'effettivo ordinante dei bonifici (la stessa cooperativa), le modalità assolutamente sospette delle operatività del conto e la evidente volontà di celare ogni tracciabilità dell'operazione inducono a ritenere che gli imputati fossero consapevoli quantomeno da un certo tempo in poi dell'illecita provenienza dei fondi acquisiti dalla cooperativa in frode alle disposizioni comunitarie sulle quote latte e sulla loro destinazione all'erario". Il processo inizierà il 2 ottobre del 2008 davanti ai giudici della terza sezione penale del Tribunale di Milano.
<SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Trebuchet MS'">Sono 56 gli imputati al processo, accusati di aver prodotto latte al di fuori delle quote per poi venderlo comunque attraverso delle apposite cooperative. Associazione per delinquere e truffa aggravata ai danni dello Stato e dell’Unione europea, esercizio abusivo del credito, falso in bilancio e in scritture contabili i capi d’accusa. Tra di loro leader il lombardo Giovanni Robusti, ex senatore leghista, e Antonino Bedino, veterinario di Saluzzo.




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