La madre di un sacerdote rumeno guarisce da un tumore ai polmoni
PESCEANA, lunedì, 26 novembre 2007 (ZENIT.org).- Mentre in Italia si infiammava il dibattito sulle stigmate di padre Pio, in un villaggio della Romania veniva posta la prima pietra della prima chiesa dedicata al santo di Pietrelcina, spiega un articolo di Renzo Allegri inviato a ZENIT.
L’evento ha avuto luogo a Pesceana, nella regione della Valcea, nella Romania centro-meridionale, grazie a padre Victor Tudor, sacerdote rumeno fino ad alcuni anni fa ortodosso, ma che dopo essere stato testimone di un miracolo realizzato da Dio per intercessione del santo cappuccino è voluto entrare nella Chiesa cattolica, seguito da tutti i suoi parrocchiani.
La vicenda risale al 2002. A Lucrecia Tudor, madre di padre Victor, all’epoca settantunenne, era stato diagnosticato un tumore al polmone sinistro. I medici rumeni, dopo averla sottoposta a diversi esami clinici, le rivelarono che le restavano solo pochi mesi di vita.
Non si poteva nemmeno tentare un intervento chirurgico perché il tumore aveva prodotto metastasi. Padre Victor chiese quindi aiuto a suo fratello, Mariano Tudor, giovane e noto pittore rumeno, esperto in iconografia, che vive e lavora a Roma, nella speranza che conoscesse qualche medico italiano capace di compiere l’impossibile.
A questo punto, Mariano contattò uno dei chirurghi più famosi al mondo, che ha operato anche Bill Gates. “Faccia arrivare sua madre a Roma e tenterò di tutto per salvarla”, disse il professore.
Seguendo i consigli del chirurgo, Mariano portò sua madre a Roma. Tuttavia il medico, dopo aver esaminato i referti medici dei colleghi rumeni e compiuto esami più dettagliati, disse che un’operazione sarebbe stata ormai inutile. Si sarebbe potuto intervenire solo con dei farmaci per lenire i dolori che sarebbero divenuti lancinanti, soprattutto nella fase terminale.
Allora Mariano decise di tenere la madre con sé a Roma, mentre continuava a portarla negli ospedali per le visite. In quel periodo stava lavorando a un mosaico in una chiesa e, poiché la mamma non conosceva l’italiano, la portava con sè.
In un angolo della chiesa c’era una grande statua di padre Pio, che colpì tanto Lucrecia da spingerla a chiedere a suo figlio chi fosse. Mariano le raccontò brevemente la sua storia. Nei giorni successivi, sua madre cominciò a trascorre molto tempo seduta davanti alla statua, con cui parlava come se fosse una persona.
Dopo circa 15 giorni, Mariano portò la madre in ospedale per un controllo e i medici constatarono con stupore che il tumore era scomparso. La donna, ortodossa, aveva chiesto aiuto a padre Pio ed era stata esaudita.
“La guarigione prodigiosa di mia madre, compiuta da Padre Pio a favore di una donna ortodossa, mi colpì molto – ha raccontato padre Victor –. Cominciai a leggere la vita del santo italiano. Raccontai ai miei parrocchiani quanto era accaduto”.
“Tutti conoscevano mia madre e tutti sapevano che era andata in Italia per tentare un intervento chirurgico ma che era poi tornata a casa guarita senza che nessun medico l’avesse operata. Fu così che, nella mia parrocchia, si cominciò a conoscere e ad amare Padre Pio”, ha continuato.
“Leggevamo tutto quello che potevamo trovare su di lui. La sua santità ci conquistava. Intanto, anche altri ammalati della mia parrocchia ricevettero grazie straordinarie da padre Pio. Tra la mia gente si diffuse un grande entusiasmo e, a poco a poco, decidemmo di diventare cattolici per essere più vicini al Padre”.
Il passaggio dalla Chiesa ortodossa a quella cattolica ha richiesto un lungo iter giuridico e difficoltà di ogni tipo, spiega nel suo articolo Renzo Allegri, ma padre Victor e i suoi parrocchiani non si sono fermati davanti alle difficoltà.
“Con l’aiuto di padre Pio – racconta Allegri – hanno realizzato i loro progetti. E subito hanno iniziato a raccogliere i fondi necessari per la costruzione di una chiesa da dedicare a padre Pio”, le cui fondamenta sono state iniziate a maggio.
“I fondi sono costituiti dai risparmi di questa povera gente, e dall’aiuto di alcuni cattolici tedeschi che hanno conosciuto la nostra storia”, afferma padre Victor.
In occasione della posa della prima pietra, Sua Beatitudine Lucian Muresan, Arcivescovo Metropolita di Fagaras e Alba Julia dei Romeni, ovvero la massima autorità della Chiesa greco-cattolica in Romania, ha deciso di celebrare la cerimonia.




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