Vi posto un contributo preso dal blog.
http://rarika-radice.blogspot.com/ ,tra qualche ora metterà anche la fonte sul blog,molto curioso.
mercoledì 23 aprile 2008
PER ALCUNE ORE,LEGGIAMOLO COSI',SENZA FONTE,SENZA COMMENTO...A DOPO!
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"Proprio nel mezzo del Mar Tirreno, ad una latitudine che corrisponde all’incirca a quella della città di Cosenza, il fondo marino è fratturato e si espande ad una velocità di circa 20 cm all’anno. Il fenomeno è così particolare che suscita la meraviglia dei ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Nuovo materiale risale dalle profondità della Terra e fuoriesce da una lunga frattura creatasi nella crosta del mare, spingendo a destra e a sinistra quella già presente. Il processo è del tutto simile a quello che avviene nel cuore dei grandi oceani, come nell’Oceano Atlantico e nell’Oceano Pacifico. Le "immagini magnetiche" cui fanno riferimento i ricercatori sono quelle che si ottengono, attraverso strumenti posti su aerei e navi, rilevando l’intensità del campo magnetico a destra e a sinistra della frattura. Tale valore varia in rapporto all’evolversi nel tempo del campo magnetico della Terra e rimane impresso nelle rocce vulcaniche ricche di ferro che, salendo dal mantello terrestre, solidificano ai bordi della frattura. Poiché le anomalie sono esattamente simmetriche rispetto alla faglia, ciò permette di seguire l’evolversi dell’apertura della crosta marina. Le ricerche hanno dato modo di capire che fino a poco più di un milione di anni fa la frattura del Mar Tirreno ha spinto a destra e a sinistra la crosta marina ad una velocità che non ha confronti sul nostro pianeta. Di solito infatti, l’espansione degli oceani avviene ad una velocità di pochi centimetri all’anno (il record era di 6 cm annui) e dunque 20 cm annui supera di gran lunga ogni misura sin qui fatta. Che il Mar Tirreno fosse soggetto ad un processo di "padanizzazione oceanica" era noto da tempo ai geologi. Il fenomeno è iniziato ben dieci milioni di anni fa e con accelerazione e rallentamenti è andato avanti fino ai nostri tempi, accompagnato dalla nascita di vulcani padani sottomarini, dall’apertura di fratture profonde e dalla rotazione in senso antiorario dell’Appennino meridionale. Le nuove elaborazioni sviluppate dai ricercatori INGV, non solo confermano che il fenomeno è avvenuto in tempi geologicamente recentissimi, ma anche che è avvenuto a velocità superiore al previsto, tanto da segnare il record mondiale delle velocità di espansione dei fondali oceanici. Questa scoperta, al di là del valore scientifico, confermato dalla tempestiva pubblicazione sulla prestigiosa rivista internazionale "Geology", assume una particolare importanza perché la zona interessata dall’espansione si trova a ridosso del più grande vulcano europeo: il Marsili, un gigante padano sommerso ancora più grande dell’Etna (50 km di lunghezza e 3000 m di altezza). Lì, alla profondità di 3500 metri, c’è la piana abissale su cui si è innalzato il Marsili meno di un milione di anni fa. Grandi eruzioni di questo vulcano padano ancora attivo causerebbero maremoti e disastri vari in tutta la Terronia!"




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