



bene cosi'.
La direzione di massima è quella giusta. Dietro a questo, ben inteso, c' è ancora un enorme lavoro che permetta di fare la quadra su punti dirimenti, per poi esporre una visione programmatica, coerente, anticapitalista, etica e comunitaria, del nostro agire politico concreto.


Tra identitarismo e movimentismo scegliamo un nuovo percorso
Ebbene, possiamo dirlo: avevamo ragione.
Avevamo ragione nel sostenere in questi anni che la cosiddetta sinistra radicale era arrivata all'esito terminale di anni di opportunismo politico, facendo da sponda al peggior centrosinistra affaristico che abbia governato questo Paese.
Avevamo ancora ragione nel sostenere che la "sinistra" è morta per eutanasia, dopo aver abbandonato ogni vocazione popolare e nazionale per abbracciare il liberismo, l'imperialismo e il pensiero unico occidentale.
Oggi, davanti alle macerie lasciate dalla sinistra, radicale e veltroniana, bisogna ricostruire un faticoso e difficile percorso che non deve lasciare alcuno spazio a "rifondazioni comuniste" di alcun tipo, a nostalgismi identitari imperniati sulla falce e martello, né, tantomeno, a sterili convulsioni "movimentiste", che si consumerebbero sull'onda dello spauracchio berlusconiano, riportando tutti nell'orbita del PD, come già si intravede con gli sciagurati appelli al voto per Rutelli a Roma di questa settimana.
contnua