



La sinistra, o meglio le sinistre, non sono superiori ad alcunché, commettono tanti errori (come del resto anche le destre) e poi si redimono, mutano la loro natura. Disse bene Capezzone: gente che nella vita ha sbagliato tutto, politica economica, politica estera e interna.


Io penso che la sinistra ottocentesca, per quanto criticabile sotto diversi aspetti avesse ad ogni modo una sua "dignità" politica. La sinistra moderna, quella che prende piede nei campus americani negli anni sessanta e a cui la retorica veltroniana si rifà consapevolmente, la ritengo invece l'espressione politica del pensiero "debole" postmoderno che ha messo in crisi la civiltà occidentale, ragione per cui ne penso tutto il male possibile.
A tal proposito Unabomber, anarchico assai discutibile e quanto mai lontano dalla "destra", si è dimostrato assolutamente lucido nel cogliere in fallo la psicologia malata dei nuovi "mandarini".


Un'analisi della Sinistra Storica ribalterebbe la percezione comune rispetto a cosa significhi essere di sinistra oggi. Pensa che era liberista e federalista in politica interna e favorevole ai dazi in campo internazionale... Per non parlare delle rivendicazioni irredentiste...
Ma cosa c'è da sbraitare? Le radical-fighe si giocano un sacco di voti così.
Se uno sfigato ostenta superiorità, dov'è il problema? Quando ho mangiato e trombato io sono a posto.