

Stipato nella Piazza
con altri mille e mille
urlando DUCE DUCE
sforzava le tonsille.
Coi pantaloni a sbuffo,
fez e camicia nera
quel gerarchetto buffo
gridava mane e sera:
-Io sono uno squadrista!
Io son sciarpa littoria!-
(ma era un arrivista
pien di superbia e boria).
Il giorno di Caino,
caduto il Dittatore,
dimenticò il meschino
il senso dell’onore:
bruciò camicia nera,
fez e sciarpa littoria
e pien di sicumèra
rinnegò la sua storia
-Io sono antifascista,
antimussoliniano!
Io sono comunista:
son capo partigiano!-
Eletto in parlamento
quell’uom di mezza tacca,
come soffiava il vento,
cambiava la casacca:
Passò con noncuranza
tra ulivi, margherite,
garofani,alleanza
e infine, udite udite
da vero democratico,
calati i pantaloni,
con molto senso pratico
s’offerse a Berlusconi.
Povero Mussolini,
questa è la triste storia:
con simili arlecchini
sognavi la vittoria!
Io non ho avuto cariche,
vantaggi di carriera,
prebende democratiche.
Non uso sicumèra,
ma non ho mai tradito,
di questo sono fiero,
la Tua dottrina, DUCE,
sono un globulonero.


«E' evidente che un'Italia forte e fiorente, come l'avevo fatta io, era un organismo politicamente, strategicamente ed economicamente contrario agl'interessi politici dell'Inghilterra. Sarà quindi proprio l'Inghilterra ad aver cura che l'Italia torni ad essere quella che era nel 1914.
Tutto sarà fatto nel nome della democrazia, della giustizia e della libertà: un paravento dietro il quale si nascondono gli interessi del più sudicio capitalismo, venga questo da Londra, da New York o da Mosca.
Il popolo italiano vivrà un periodo amarissimo, che vedrà scardinati tutti i principi dell’onestà e della morale».
B. Mussolini
[SILVIA]BENITO MUSSOLINI, PRESENTE! \o[/SILVIA]




PRESENTE. \ o

