Da Repubblica
Attualità
Il marito al guinzaglio
di Miriam Tola
Negli Stati Uniti Amy Sutherland è la giornalista del momento. In un libro racconta come “addomesticare” il partner usando lo shamu, sistema che ha funzionato con i quadrupedi.
Barack Obama abbandona i calzini sporchi sul pavimento, la sera appende i pantaloni alla maniglia della porta e dopo colazione lascia sempre il burro sul tavolo. Le rivelazioni di Michelle Obama sulle cattive abitudini del marito hanno riempito i giornali americani per settimane. Secondo gli strateghi della comunicazione, è stata un’abile mossa per rendere il candidato democratico più umano agli occhi delle elettrici indecise tra lui e Hillary. «Dopo 14 anni di matrimonio, Michelle mi ha addestrato assai bene», ha sorriso il senatore dell’Illinois, poco turbato all’idea dei (suoi) panni “lavati in mondovisione”. Chissà se sua moglie usa tecniche simili a quelle descritte da Amy Sutherland in What Shamu Taught Me About Life, Love and Marriage, il libro appena uscito negli Stati Uniti che spiega come “domare” mariti e compagni. La giornalista americana ha studiato il metodo del Moorpark College, “la Harvard dell’addestramento per animali esotici”, 50 miglia da Los Angeles, dove le iene imparano a fare le piroette, i babbuini usano lo skateboard e i delfini agitano le pinne a comando. Se funziona con leoni e orche assassine, si è detta, perché non provare con la specie più testarda del pianeta, il marito statunitense? Scott, il consorte, è diventato la cavia dell’esperimento raccontato per la prima volta in un articolo sul New York Times, in assoluto il piu inviato per email nel 2006. Da allora, a casa Sutherland la parola “shamu”, ispirata al nome delle orche che si esibiscono in un celebre parco acquatico californiano, è diventata sinonimo di abilità nella gestione del conflitto tra i sessi. E non solo. Meglio imparare l’arte dello shamu che pagare le salatissime parcelle del terapista di coppia. Il successo del metodo ha convinto anche Hollywood, e il prossimo anno What Shamu Taught Me… diventerà una film-commedia rosa con l’attrice australiana Naomi Watts nei panni di una trainer professionista.
Signora Sutherland, cosa consiglierebbe a Michelle Obama?
«Le suggerirei di adottare la tecnica dei piccoli passi, chiamata “approssimazione”. Pretendere una rivoluzione da un giorno all’altro non serve. Incoraggiare i progressi invece paga. I difetti che lei descrive sono piuttosto comuni. Mio marito Scott, un uomo adorabile ma affetto da un’inguaribile sordità maritale, ammucchiava pile di vestiti ai piedi del letto. Pensavo che bastasse fargli capire quanto questo mi infastidisse, per fargli cambiare un comportamento consolidato. Sbuffavo, sospiravo, gli lanciavo frecciate. Tutto controproducente. Rispondeva piccato, non metteva via neppure una maglietta. Frequentare il Moorpark College mi ha insegnato a ridimensionare le aspettative e premiare i segni di miglioramento.
Un giorno Scott ha spostato i jeans stropicciati sulla custodia del suo trombone: m’è sembrato un cambiamento apprezzabile».
Quali altre tecniche raccomanda?
«Con mio marito una tecnica che funziona è lo “scenario meno rinforzante”. Se un delfino fa qualcosa di non richiesto, per esempio schizza acqua invece di agitare la pinna dorsale, il trainer non batte ciglio. Rimane immobile, poi riprende l’allenamento, come se niente fosse. L’idea è che qualunque reazione positiva o negativa può rinforzare un comportamento. Al contrario, un comportamento che non provoca nessuna reazione tende a non ripetersi. L’ho sperimentato a casa, una volta che Scott ha cominciato a dar di matto perché non trovava le chiavi di casa o il portafoglio. In passato, mi sarei affannata ad aiutarlo, o peggio a dargli consigli su come evitare di perdere le cose in giro per casa, con il risultato di aumentare la sua agitazione. Quella volta, e le successive, ho semplicemente fatto finta di niente. Nell’arco di pochi minuti le chiavi erano saltate fuori senza drammi e discussioni. Un’altra tecnica si fonda sui comportamenti incompatibili. Scott mi sta troppo addosso mentre cucino. Invece di ringhiare e dirgli di sparire, gli chiedo di fare qualcos’altro, come tritare il prezzemolo».
Come spiega il successo del suo articolo sul New York Times?
«Primo, era divertente, e lo humour non è esattamente una qualità comune nei pezzi del Times. Secondo, c’era un elemento di novità, delle soluzioni innovative a quei problemi quotidiani che rendono una relazione meno felice, e a lungo andare rischiano di comprometterla. Dopo la pubblicazione del pezzo, ho ricevuto centinaia di e-mail di persone che mi ringraziavano, chiedendo ulteriori consigli. Uomini e donne: perché, sia chiaro, l’arte dello shamu si fonda su principi generali che valgono per tutti, oltre i rapporti di coppia. Io, ormai, li applico con mia madre, e persino con le impiegate scortesi dell’ufficio postale».
Quindi chi pensa all’immagine della donna domatrice armata di sedia e frusta è fuori strada?
«Assolutamente sì. Con gli animali, come con gli esseri umani, la punizione non funziona. Quell’immagine è legata all’addestramento per cani vecchio stile. L’orientamento della scuola di Moonpark è progressista: si fonda sul rispetto reciproco e non sul dominio. Invece di sottomettere gli animali, i trainer comunicano con loro. Non li forzano a fare qualcosa, li invogliano. Ignorano i comportamenti indesiderati e premiano quelli voluti. Questo approccio è stato codificato negli anni Ottanta dagli addestratori alle prese con orche assassine e delfini, mammiferi con cui l’esercizio della forza è inutile e pericoloso.
La dimostrazione scientifica risale a molto prima: negli anni Trenta, F.B. Skinner, psicologo di Harvard, mostrò che il comportamento è influenzato dalle sue conseguenze e che l’effetto positivo di un’azione incoraggia a ripeterla. Se, per esempio, un piccione becca il tasto di un pianoforte e compare un seme, è probabile che continuerà a beccare tasti».
Nel 2005 le proteste degli spettatori hanno costretto la BBC a interrompere la trasmissione dello show Bring Your Husband to Heel. Lei ha ricevuto commenti di uomini offesi nell’orgoglio?
«Quel programma insegnava alle mogli molte delle tecniche di cui parlo nel mio libro ma l’esempio di riferimento erano i cani. Gli spettatori hanno protestato perché, nonostante pastori tedeschi e golden retriever siano i migliori amici dell’uomo, essere paragonati a loro suona ancora come un insulto. L’addestramento è tuttora associato all’idea di manipolazione e controllo, ma io non ho avuto feedback particolarmente negativi, forse perché l’universo degli animali esotici risulta più affascinante di quello canino. Non sono una psicologa, né una professionista dell’addestramento. What Shamu Taught Me About Life, Love and Marriage è più un libro di memorie che un manuale. Osservare gli studenti del Moonpark College ha cambiato prima di tutto me stessa: mi ha insegnato a gestire l’impazienza».
Quindi lo shamu come pratica zen?
«Quasi. Certamente io sono una persona diversa, rispetto a qualche anno fa. Sono più flessibile, meno aggressiva e pronta a giudicare gli altri. Ho smesso di prendere le azioni altrui in modo personale, e imparato invece a dare un valore relativo alle parole. Gli esseri umani pensano di risolvere tutto con conversazioni interminabili che non portano da nessuna parte. Le variazioni del comportamento, a volte, comunicano in modo mille volte più efficace. Lo shamu ha fatto di me una persona migliore, e anche il mio matrimonio fila più liscio».
Lei parla di rispetto tra uomini e animali, ma le bestie del suo libro sono in cattività.
«Non ho un problema filosofico con gli zoo. Hanno un ruolo sempre più importante dell’educare le persone sulla vita degli animali, e, come nel caso dell’elefante asiatico, a proteggere specie a rischio di estinzione. Pensare che tutti gli animali non vivano bene dentro un recinto, che rivogliano indietro la libertà, significa antropomorfizzarli, proiettare su di loro un’idea umana. Per alcuni animali, vivere in uno zoo vuol dire al contrario non doversi preoccupare di sfuggire ai predatori. Quello che conta è che ci si prenda cura di loro. In questo senso, l'addestramento progressista gioca un ruolo importante, perché li stimola e li tiene in esercizio».
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Fossi stato il marito avrei chiesto il divorzio a effetto immediato.
Troppe donne anziche' un partner vogliono in realtà un cane.




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